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Thursday, 19 February 2015 16:49

Ci scrivono da Bouar - RCA

" Il Signore rivolga su di noi il suo volto e ci conceda la Pace! "

Seguiamo gli eventi della vita del mondo … attentati, crescita di un islamismo sempre più radicale.  Che cosa  possiamo fare noi nella nostra povertà  se non provare ad essere operatori di pace là dove il Signore ci ha posto, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nei nostri posti di lavoro e pregare per le vittime e per i " boia", affinché il Signore tocca i loro cuori?

In dicembre, la nostra comunità si è arricchita di nuove presenze con  l'arrivo di sr Odette, sr Honorée. Con Sr Antida, l’ 8 gennaio abbiamo aperto la scuola dell'infanzia “Sainte Jeanne-Antide”.

Questo anno, abbiamo potuto festeggiare Natale -senza paura al contrario dello scorso anno- con  canti, danze, "yuyu", per cantare la Gloria di Dio fatto Uomo, la gioia del Natale; il tutto è stato abbastanza commovente!

Il sabato precedente abbiamo vissuto il Natale con i bambini al centro  San  Mihaela :  i "nostri"  bambini erano una quarantina … danze, giochi, t-shirt e lecca-lecca per tutti, abbiamo invitato alla festa anche  i bambini del quartiere e abbiamo offerto il pasto  che è stato sufficiente per tutti !

Il 26 dicembre, da poco terminata la festa di Natale, siamo partite per raggiungere N’Djaména, la capitale del Ciad per  partecipare al  Capitolo provinciale che iniziava il 29/12;  3 giorni di viaggio per raggiungere la Casa provinciale di cui 2 giorni su " strade"  pericolose e così anche al ritorno!!

Abbiamo vissuto delle belle giornate al Capitolo, abbiamo provato a lasciare parlare lo Spirito… c’è stata in noi anche molta gioia nel rivedere le suore che non avevamo visto da  molto tempo.

A San Michel, i giorni si susseguono e si somigliano, o quasi;  il numero dei pazienti, malati di AIDS,  aumentano;  non è la stessa cosa per il personale che cura i pazienti;  questo mese, infatti, il nostro laboratorista "ematologo" è in ferie, il nostro direttore lo sostituisce! Di conseguenza, sono sola per le consultazioni.  In marzo, le due suore che lavorano con noi, partono per un riposo meritato, così lo stesso lavoro dovrà farsi con 2 persone in meno;  sarà un tour di forza  per le sostituzioni  sia per l’accoglienza che per le terapie e la farmacia.  Una suora in più sarebbe benvenuta in questi momenti!

Ogni giorno o quasi emergono e si scoprono nuovi casi di malati di AIDS. Talvolta mi dico:  ma perché? Soprattutto quando si tratta di bambini. Questa settimana ho incontrato il caso di una piccola di 20 mesi la cui  mamma non ha seguito le consultazioni prenatali.  E l’uomo poligamo con 2 donne dalle quale ha avuto figli di cui  entrambe hanno pure un bambino che non ha ancora un anno…  dirà loro di venire al centro, affinché, il più velocemente possibile, si possano prendere a carico i bambini, se non è già troppo tardi!

Ci sarebbe ancora tanto a fare, soprattutto per il rintracciare le persone ammalate! ma ciò richiederebbe di ingrandire la struttura, perché il numero dei letti non basta più e di trovare altro personale. Al contrario, come continuare le cure specifiche e l'accoglienza affinché i pazienti non abbiano paura né vergogna a venire ogni settimana per le cure?

Per noi è una gioia, vedere che i bambini vengono volentieri al centro;  è vero che riceveranno delle caramelle!! E così anche alcune cure, talvolta dolorose, sono dimenticate velocemente. Bisogna dire che abbiamo una buona strategia! Il direttore del centro ed io, evitiamo di fare le iniezioni, lasciamo questo lavoro alla suora che si occupa delle terapie, così i bambini hanno paura della suora vestita tutta di bianco,  ma non di noi!  e molti arrivano nel mio ufficio tutti sorridenti, chiedendo le caramelle  e questo a volte, anche prima di salutarmi ! I loro sorrisi illuminano delle giornate talvolta molto pesanti.

E’ il Cristo sofferente che incontriamo in tutti questi malati è la Sua tenerezza per loro che mi dà la forza di comunicare giorno dopo giorno, con gesti più che con parole,…  anche se spesso alla fine della consultazione, dico semplicemente:  Nzapa bata mo! Dio ti custodisce! Talvolta, e non è così raro, i malati anticipano, ringraziandoci e dicendoci il loro desiderio che Dio ci dia la forza di continuare il nostro lavoro.  Sì, è Lui che ci dà la sua forza, il suo amore e un po’  della sua pazienza!

In questa vigilia del 2 febbraio, giornata della vita consacrata, concludo questa lettera augurando che questa festa sia l'opportunità per rinnovare gioiosamente la nostra consacrazione.

A tutti ed a ciascuno in particolare, dico di nuovo la mia amicizia e la mia preghiera! Nzapa bata ala!                 Sr Christine Richard, sdc

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