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Mercoledì 02 Maggio 2012 12:11

Nella nostra quotidianità… abbiamo riconosciuto il nostro Signore…

 Etiopia--la-scuola-2


In Etiopia

Abbiamo riconosciuto il nostro Signore nel piccolo Berihu, figlio di una mamma sordomuta e mentalmente disturbata che lo “custodiva” gelosamente e possessivamente impedendogli addirittura ogni movimento. Forse la sua impossibilità di sentirlo con le orecchie le richiedeva di poterlo “sentire” attraverso il contatto. Questa stretta possessiva gli impediva però di crescere e di svilupparsi. Con pazienza ma anche con tanto desiderio di bene insieme allo staff della clinica siamo riuscite a poco a poco a far camminare il nostro piccolo Berihu. È stato davvero segno di una rinascita di un risollevarsi da una condizione ingiusta, inaccettabile! Ora il piccolo frequenta il nostro asilo: cammina, gioca, impara come e con tutti gli altri bambini, ma…. Non ha completamente cancellato il suo passato. La mamma, infatti, una volta visto che il piccolo camminava non è stata più in grado di seguirlo e di istruirlo, un po’ per la sua impossibilità a parlare e un po’ per la sua incapacità mentale e Berihu, è cresciuto così, come ha potuto, senza ben distinguere ciò che era giusto e buono da ciò che era inadeguato alla sua condizione. Così per lui era cosa normale mangiare insieme alle galline raccogliendo quanto poteva trovare per terra: lo fa ancora! Quando è l’ora del pranzo cerca di finire in fretta il suo piatto, poi si aggira vicino agli altri bambini e raccoglie dal pavimento ciò che è caduto …. E lo stringe gelosamente quasi fosse il cibo migliore. La strada è lunga per sanare certe ferite, acquistare una piena consapevolezza ed avere la giusta dignità, ma … il miracolo avverrà, perché anche Dio si è fatto Bambino ed è venuto a giacere in mezzo agli animali …. per salvare l’uomo!

Abbiamo riconosciuto nostro Signore nel piccolo Yared e in suo fratello Ikalo. Figli di una mamma poverissima, abbandonata dalla famiglia erano abituati a vivere da soli per la strada perché la mamma per poter dare loro da mangiare lavorava come manovale sui cantieri. Un giorno è capitata anche sul cantiere del nostro muro di cinta e per lunghi mesi la abbiamo osservata lavorare lunghe ore portando pesanti sacchi di cemento sulle spalle, oppure taniche di acqua o ogni altro tipo di peso, che noi, personalmente non potremmo nemmeno sollevare! Abbiamo avuto però la bella opportunità di darle un lavoro meno faticoso e di aiutarla ad aprire un piccolissimo posto di ristoro per i pazienti della clinica e per i dipendenti. Con lei hanno iniziato a venire nella missione anche i due bimbi! Belli! Yared (3 anni) sempre molto vivace e allegro era già però segnato dallo stesso destino della mamma. Infatti era abituato a trascorrere le giornate estive aiutando la mamma a riempire un grande e pesante innaffiatoio e a portarlo dal rubinetto dell’acqua fino al piccolo bar: la strada non era lunga, ma per lui era come kilometrica e richiedeva tante soste per il peso del trasporto. Quando ha visto che vi era anche un altro modo di passare il suo pomeriggio sembrava così sorpreso e sbalordito! Tanti bambini, tanti giochi, tanti canti…. Cos’è tutto questo? Ha iniziato ad affacciarsi e poi a poco a poco ad integrarsi nel gruppo dell’oratorio. Ora frequenta con grande profitto il nostro asilo ed è sempre sorridente!!! Ikalo invece un po’ più grandino faceva fatica ad adattarsi e rimaneva sempre lontano ad osservare, fuggendo ad ogni approccio di chiunque e mascherandosi dietro risate nervose. Lo abbiamo seguito un po’ più da vicino e scoperto che pur avendo 8 anni ed essendo iscritto alla classe seconda non era nemmeno in grado di scrivere il suo nome correttamente e di contare sulle dita della mano. La mamma lo aveva iscritto misteriosamente alla scuola elementare per lavoratori, serale! Immaginiamo come potesse imparare!!! Abbiamo raggiunto un accordo proprio la scorsa settimana con i Padri Salesiani che lo hanno iscritto alla loro scuola. Ora sembra più sereno e in grado di stare con i bambini e giocare con loro… forse anche ora il miracolo si sta compiendo. … dalla scuola serale alla scuola del giorno e … della luce! In fondo il nostro Dio è nato nel pieno della notte quando tutto era buio ed ha illuminato il mondo!

Assistere a questi miracoli che sono anche espressioni della presenza di Dio nel nostro vivere quotidiano, ci aiuta a riscoprire la grazia del mistero dell’Incarnazione, che si ripete ogni giorno e che ci aiuta a pronunciare con Maria: “Ecco, sono la serva del Signore”.

Sr Costanza, sr M.Luisa e comunità
Shire

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