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Mardi, 11 Septembre 2012 21:28

16-23 aprile 2012: Assemblea europea

Dal pomeriggio del Lunedì di Pasqua (o "Pasquetta") fino a mezzogiorno di venerdì 23 aprile, ha avuto luogo la 3a Conferenza Europea che ha riunito le superiore della Congregazione in Europa ed i loro consigli, al fine di continuare la riflessione cominciata l’anno scorso.

Padre Jean Claude Lavigne, Domenicano francese, ha guidato la nostra riflessione e ricerca, aiutandoci ad affrontare con metodo e gradualità le tematiche di ogni giornata.            

            - Rifare memoria di alcuni momenti della storia Europea.
            - La sfida che l'Europa lancia alla Vita religiosa oggi
            - La Vita religiosa come questione Europea
            - Pensare a una ristrutturazione della nostra presenza in Europa

Soffermarci sulla storia d’Europa ci ha permesso di rifare memoria di alcuni avvenimenti più o meno conosciuti, e di prendere ancor più coscienza che l'Europa è veramente nata dopo secoli di conflitto.

Numerosi testi della Chiesa, tengono conto di questa dimensione europea, in particolare quelli di Giovanni Paolo II, che credeva veramente in un’Europa unita al di là di tutti i nazionalismi.

Quando si parla di Europa Cristiana, non si tratta tanto di un contenuto quanto piuttosto di un progetto, da cui consegue l'importanza di creare spazi di dialogo per costruire la pace. "Non è un’opzione, è una responsabilità". Questo chiede di purificare la memoria, di non cadere in stereotipi, di lavorare per la dignità della persona, e per il bene comune, riconoscendo e rispettando la diversità.

La macedonia di frutta condivisa la sera, dopo l'Eucaristia, ha concretizzato il senso della ricchezza della diversità in cui "ogni frutto resta se stesso: pera, mela, banana, ananas. E ciascuno beneficia del tipico sapore dell’altro." (Jacques Loew).

 

Europa e Vita religiosa

Parlando di Vita religiosa in Europa, viene subito in mente la crisi che la Vita religiosa sta attraversando, in confronto a ciò che la Vita religiosa era per numeri e "potere". Oggi viviamo una condizione più modesta, e questa è un’opportunità per reinventarsi uno stile più autentico. L’attuale debolezza della Vita Religiosa è la condizione più adatta perché questo avvenga, come ci ricorda l’Apostolo Paolo: "È quando sono debole che sono forte".

La Vita religiosa può prendere parte in questo dialogo, perché la Vita religiosa è una voce fra le altre che discutono le questioni sociali, etiche ed economiche dibattute in Europa.

L'internazionalità della nostra Congregazione è un’opportunità, un laboratorio di interculturalità leggibile per il mondo odierno.

In breve, è importante acquisire consapevolezza e osare dire al mondo chi siamo e come la nostra identità ci renda felici …

 

La profezia istituzionale della Vita Religiosa

La Vita religiosa è un’istituzione profetica! Non è solo una somma di persone, ma un’ Istituzione, che oggi si confronta con una società che con fatica riconosce le Istituzioni.

E’ un’istituzione dotata di una vita regolare, organizzata secondo una Regola, intesa non come obbligo ma come mezzo per superare i propri limiti. La Vita religiosa non è la somma dei nostri desideri personali, ma è entrare a far parte di un progetto comune. E sicuramente i voti esprimono bene il nostro modo di vivere insieme e di relazionarci al mondo.

La Vita religiosa - profezia che annuncia, denuncia e visita.

 

Per noi Suore della Carità:

in Francia, in Italia, in Inghilterra, a Malta, in Romania, in Albania o in Moldavia, siamo consapevoli che il "nostro progetto apostolico ha bisogno di un nuovo slancio missionario" (Atti del Capitolo Generale 2010) in una società europea che cambia e attraversa crisi inedite che generano nuove povertà. Duranti i lavori di gruppo le proposte, e le idee non sono mancate e verranno utilizzate per elaborare alcune piste di azione concreta. Ma la cosa veramente importante che abbiamo compreso durante gli scambi di idee e grazie alle "provocazioni" di Padre Jean Claude Lavigne, è che pensare la Congregazione in Europa, non vuol necessariamente dire che dobbiamo fare cose nuove, ma fare insieme creando una “rete” Europea, dobbiamo pensare "Europa".

 

Durante tale incontro, abbiamo potuto celebrare insieme, la giornata dell’11 aprile, facendo memoria della fondazione dell'Istituto insieme alle suore della Casa Generale e ad alcune suore di Roma. E’ sempre bello ritrovarsi insieme e condividere momenti di convivialità.


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