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Martedì 29 Marzo 2016 11:09

Pakistan, il giorno di Pasqua

 Oggi giorno di festa e di gioia per tutte i cristiani nel mondo, un gravissimo attentato suicida in Pakistan ha gettato un’ombra di tristezza e di dolore sulla festa di Pasqua. Un kamikaze si è fatto esplodere vicino a delle altalene, in mezzo alla folla, nel parco pubblico Gulshan-i.Iqbal Park, a Lahore, nel Pakistan centrale. Una carneficina che ha provocato almeno 69 morti, in stragrande maggioranza donne e bambini,  ed oltre 300 feriti.

Molte delle persone morte e ferite appartengono alla minoranza cristiana, radunatasi nel parco per festeggiare la festività cristiana della Pasqua. 

Il terribile attentato è stato rivendicato da parte del movimento Janaatul Ahrar, già legato in passato al gruppo talebano Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP). Nella rivendicazione il portavoce del movimento terroristico, ha dichiarato che “l’obiettivo dell'attentatore suicida è stata la comunità cristiana nella roccaforte della Lega musulmana pachistana-Nawaz (PML-N) al governo". (Lahore è la città natale del premier Nawaz Sharif e di suo fratello, il governatore del Punjab, Shahbaz Sharif, attuale governatore del Punjab).  Il 15 marzo del 2015 due kamikaze sempre del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP) Jamat-ul-Ahrar, si erano fatti esplodere all'ingresso di due chiese di Lahore vicine fra loro, la cattolica St.John's Church e la cristiana Christ Church causando 17 morti

Il Santo Padre ha pregato per questa strage orribile che ha colpito  decine di innocenti. “Ancora una volta – ha ricordato padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, -  l'odio omicida infierisce vilmente sulle persone più indifese, sui membri delle minoranze cristiane colpite dalla violenza fanatica e che colpisce tutto il popolo pachistano” E come il Papa ha detto “nonostante il permanere di queste manifestazioni orribili di odio, il Signore crocifisso per noi e risorto continui a darci il coraggio e la speranza necessari per costruire strade di compassione, di solidarietà con i sofferenti, di dialogo, di giustizia, di riconciliazione e di pace".

Anche noi, Amici di S. Giovanna Antida, ci uniamo alla preghiera di papa Francesco, in particolare vogliamo ricordare le suore della nostra Congregazione, che vivono a Lahore, svolgendo un servizio di aiuto ed assistenza alla popolazione più povera.

Ricordiamo nella preghiera anche il Gruppo degli Amici di S.Giovanni Antida, con la speranza che anche per la martoriato nazione pakistana possa presto giungere la pace e la concordia fra le varie etnie e religioni.

La luce di Cristo Risorto sia luce per costruire un mondo di pace.                         Gabriele Rossi

Last modified on Martedì 19 Aprile 2016 11:14
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