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Venerdì 29 Luglio 2016 21:37

Pensieri di pace

Stiamo vivendo giorni difficili, nessuno può negarlo o ignorarlo.
Tutti siamo rimasti colpiti dalle notizie dei recenti attentati e di quello riguardante la morte atroce del sacerdote Jacques Hamel, il 26 luglio 2016, in Francia. Nel suo ultimo messaggio ai parrocchiani, il Padre Jacques, li ha invitati a vivere pienamente il tempo delle vacanze e ha quasi indicato loro un possibile itinerario:

Alcuni di voi si riserveranno qualche giorno per un ritiro o un pellegrinaggio, altri rileggeranno il Vangelo, personalmente o con altre persone, per vedervi una parola che serva ad affrontare la vita di oggi. Altri di voi potranno riposarsi davanti al grande libro della creazione ammirandone i paesaggi così diversi così meravigliosi in quanto elevano lo spirito e parlano di Dio. Auguriamoci di sentire in questi momenti l’invito di Dio a prenderci cura del mondo, a farne là dove viviamo, un mondo più caloroso, più umano, più fraterno, a prenderci un tempo di incontro, un momento per essere attenti agli altri, un tempo di condivisione, anche un tempo di preghiera, attenti a ciò che avviene nel nostro mondo oggi. Preghiamo per i più bisognosi, per la pace, per un miglior vivere insieme

Messaggio pieno di umanità e di speranza.

Purtroppo le ingiustizie nel mondo e le violenze che ricorrono e costano la vita a un gran numero di innocenti sono diventate il nostro quotidiano e ci opprimono giorno dopo giorno.

E tuttavia, il Vangelo ci dice di non rispondere al male con il male; se qualcuno ci percuote sulla guancia destra, porgiamogli l’altra. (Cf. Mt 5)

In questi momenti così insensati che viviamo tra le tribolazioni dell’ Africa, dell’ Europa, dell’ Oriente ecco un invito che ci esorta a pensare diversamente, ad armarci della logica della pace. L’allontanamento dell’altro non aiuta a risolvere i problemi, il chiudere gli occhi non conduce alla tranquillità.
Certo, la morte ha il sopravvnento, esiste la guerra, ma ciò che è certo è che il Signore non è rimasto sulla croce il venerdì santo. Egli è morto, è sceso nel sepolcro, ha attraversato il silenzio perché la Vita risorgesse e la Vita avesse l’ultima parola.
Con tutti i discepoli di Gesù, con tutti gli uomini di buona volontà, non possiamo cedere all’odio e all’indifferenza; possiamo resistere cambiando il nostro modo di agire, tendendo la mano per accogliere e per donare, per dire e fare la pace.

Facciamo nostra la preghiera che san Giovanni Paolo II ha pronunciato nel suo pellegrinaggio a Kuneitra, in Siria. Era il lunedì del 7 maggio 2002:

“Signore del cielo e della terra, creatore dell’unica famiglia umana, ti preghiamo per i credenti appartenenti a tutte le religioni. Che essi cerchino la tua volontà nella preghiera e nella purezza del cuore: che ti rendano onore e che adorino il tuo santo nome. Portali a trovare in te la forza di vincere la paura e la diffidenza, la forza di crescere in amicizia e di vivere in armonia con tutti. Pace! Pace! Pace! Amen!”

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