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Tuesday, 16 October 2012 16:55

Una nuova comunità nel Sud Sudan

Luglio 2011: in seguito ai risultati del referendum il Sudan diventa un nuovo paese indipendente. I sudisti godono della vittoria e si preparano a ripartire verso il sud, in un mondo che non hanno conosciuto, poiché i più giovani sono nati al nord e non hanno mai visto il paese dei loro genitori. I sogni prendono corpo … Dall’annuncio dell’apertura delle procedure, le nostre undici suore sudanesi, tutte sudiste, partono due a due, per fare il loro nuovo passaporto.

La voce di Dio negli eventi

E’ bene sapere che, dopo la divisione del paese, le comunità delle Suore della Carità si sono trovate così suddivise: Khartoum e Nyala (Darfour) al nord e Wadakona, l’ultima nata, al sud, più esattamente nella zona di frontiera tra nord e sud.

Ma molto presto, lo Spirito ci interpella attraverso la voce delle nostre suore giovani, della Chiesa e degli avvenimenti …! In effetti, i numerosi sudisti che partono, comprese le famiglie delle nostre suore, lasciano quasi vuote le classi, le chiese, i centri di formazione catechistica e pastorale … Le scuole si riorganizzano … i dispensari e i centri di promozione femminile continuano, bene o male, le loro attività!

Da un giorno all’altro, tutti i sudisti, funzionari di Stato sono licenziati, comprese le nostre suore infermiere! Le suore di Wadakona si trovano interdette di restare al nord. Non potranno ricevere nessun permesso per raggiungere le suore che fanno il loro ritiro a Khartoum! Dobbiamo lasciarle sole in questa regione di difficile accesso, dove non si trova più l’alimentazione di base, mentre i combattimenti si avvicinano alle zone abitate?

A Nyala, in seguito ad un mandato d’arresto di tre membri della SOUDANAID (Caritas) che lavoravano al dispensario, le nostre suore, per evitare d’essere importunate, lasciano precipitosamente le Darfour, in attesa di giorni migliori!...

E’ facile comprendere che, per noi, si pone molto presto la questione di un nuovo inserimento al Sud, vicino alla capitale: Juba! Siamo nel settembre 2011, abbiamo la prima visita, al Sud Sudan, di Sr. Mary (Consigliera generale), di Sr. Pascale (Superiora Provinciale d’Oriente) accompagnate da Sr. Jacqueline (consigliera provinciale)!

Tempo di scoperte!

Juba è un immenso cantiere: arterie principali, abitazioni, ospedali, alberghi, nuovo hall all’aeroporto … Il numero delle banche è un indice rivelatore d’un commercio in via di sviluppo …. La città è aperta a tutti coloro che vogliono investire, sia sudisti che stranieri.

Il giovane Stato del Sud Sudan respira la libertà e promette monti e meraviglie ai nuovi arrivati. Ma all’orizzonte si profilano già dei problemi immensi!… A livello dell’insegnamento mancanza crudele di personale formato, insufficienza di locali.. A livello di costumi: Alcool, droga, rifiuto delle tradizioni, alto costo della vita e influenza della società dei consumi … nonostante tutto ciò, in tutti gli sguardi e nei diversi incontri, si legge un’aria di gioia e di fierezza.

Monsignor Paolino, pieno di speranza nell’evoluzione del paese, fa notare la proliferazione di gruppi e di sette. Egli parla di circa 62 chiese differenti. Riconosce che la priorità della missione è l’evangelizzazione diretta e l’approfondimento della fede, accompagnato dalla testimonianza della vita cristiana. “La vita religiosa, afferma, deve farsi prossima dei poveri per essere credibile”.

A REJAF

P. Danis, segretario di Monsignor Paolino ci conduce a REJAF dopo averci fatto visitare numerosi cantieri della Diocesi, compreso il grande seminario e quasi tutte le Congregazioni religiose presenti nella città … Questa piccola località è situata non lontana dal Nilo, a 10 km della città di Juba, in un quadro naturale di montagne a forma di piramidi. Molti campi coltivati e una verdeggiante campagna. Su una jeep prendiamo la pista che conduce al villaggio. Non c’è elettricità, né telefono fisso. L’acqua è attinta dal Nilo e distribuita grazie a un grande serbatoio. La chiesa, costruita nel 1919, è imponente. Potremmo dire che veglia su tutta questa popolazione che vive in case di paglia. Non vi sono case di cemento se non quelle dei Padri (attualmente due), delle suore (una comunità di suore Comboniane che risiede in questa città da prima della guerra), la scuola primaria e il dispensario. Il curato: Padre Hilary, afferma che là vivono trecento famiglie, tutte cattoliche! “Domenica abbiamo partecipato alla celebrazione eucaristica nella parrocchia di “Tutti i santi”, a Rejaf, là dove, sulla domanda di monsignor Paolino, siamo chiamate per un triplice servizio: educativo, pastorale e sanitario. Alla Messa parrocchiale vi era un centinaio di persone. Possiamo però pensare che il flusso di ritorno dei Sudisti non sia terminato!” Qui tutta la popolazione appartiene alla tribù Barì e la liturgia è celebrata, cantata in lingua Barì: “l’arabo di Juba”!...

Perché rispondiamo a questo appello di Rejaf?

Come abbiamo già detto all’inizio, questa apertura al sud risponde alla domanda delle nostre suore sudanesi, soprattutto delle nostre suore di Wadakona, che hanno bisogno di questo piede a terra, vicino a Juba – capitale del Sud Sudan - come centro di comunicazione e di rifornimento: aeroporto, vescovado, uffici amministrativi, ecc..

I servizi offerti esprimeranno la nostra partecipazione concreta, non solamente alla ricostruzione del nuovo paese, ma anche alla missione d’evangelizzazione cominciata al Nord e che s’inscrive nella linea del carisma della Congregazione e della nuova evangelizzazione che è ancor agli inizi!...

In questa località povera e sfavorita, la nostra particolare attenzione sarà per la promozione delle giovani. Accanto alla scuola e al dispensario e sostenuti dal gruppo “nel nome del cuore di Assisi”, prevediamo già un centro di accoglienza per una quindicina di giovani della strada (dai 14 anni in su), ai quali proponiamo un programma di formazione umana, cristiana, di alfabetizzazione … e di riabilitazione per le giovani donne particolarmente esposte o già dolorosamente ferite!...

In cammino

Nell’attesa, il Consiglio Provinciale d’Oriente ha chiesto a Sr. Reine (d’Egitto) di sostenere Sr. Evelina (Comunità di Wadakona) durante il tempo della preparazione, della costruzione e del lancio della missione, il cui mandato è stato dato, il 3 luglio, da Sr. Pascale, accompagnata da due suore.

Sr Maria Carla Cortinovis, consigliera nella Provincia dell’Oriente


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