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Lundi, 12 Novembre 2012 21:16

14-16 settembre 2012

VISITA DEL SANTO PADRE in Libano

«Dio ha visitato il suo popolo e noi abbiamo visto la sua gloria.»

 

La Chiesa del Libano e del Medioriente ha vissuto un tempo di grazia e di Pentecoste durante la visita di Sua Santità Benedetto XVI dal 14 al 16 settembre 2012. «Sono venuto come un padre desideroso di essere a fianco dei suoi figli».

Il Comitato che ha partecipato ai lavori di preparazione della visita, formato dal governo libanese e della Chiesa, sotto la direzione della Nunziatura apostolica, ha ben organizzato la visita, sul piano spirituale e logistico per permetterci di vivere questo evento come popolo libanese.

Tutta la Repubblica libanese é stata mobilitata : il presidente della Repubblica, i funzionari, le municipalità, l’esercito, la stampa, i Vescovi, tutto il Paese.

La visita é stata preceduta da un tempo di intensa preghiera e di riflessione di tutta la Chiesa d’Oriente, nelle Parrocchie e nelle comunità religiose. Tutta la popolazione libanese – crisitani e mussulmani – insieme con i rappresentanti dei cristiani del Medioriente si sono preparati per accogliere il Rappresentante di Gesù Cristo sulla terra, il benedetto (al Moubarak?) che é venuto nel nome del Signore, il messagero di pace per i cristiani, la più alta autorità religiosa del mondo per i mussulmani.

 

Sui manifesti e sulle varie decorazioni, che abbellivano il Paese, vi era la sua foto con queste parole: «Io vi dò la mia pace»: una certezza e soprattutto la finalità del suo viaggio. Il Papa veniva da pellegrino di pace in una regione martoriata dalla guerra e dalla violenza !

Consapevole delle difficoltà e dei rischi cui sarebbe andato incontro, egli ci ha tenuto a visitare questo popolo per consolarlo: «Di fronte alle sofferenze e ai drammi che persistono in questa zona del Medioriente, ho espresso la mia solidarietà verso le aspirazioni di queste care popolazioni, indirizzando loro un messaggio di incoraggiamento e di pace… come un padre desideroso di essere vicino ai suoi figli…»

Come successore di Pietro, Egli é venuto a rafforzare i suoi fratelli nella loro fede e nella loro speranza e a consegnare loro l’Esortazione apostolica postsinodale: «Chiesa del Medioriente» come strumento di vita. «Questo documento raggiungerà tutti i fedeli di questa cara regione per sostenerli nella loro fede e nella comunione, per incoraggiarli nel cammino della nuova evangelizzazione»

I cristiani sono invitati a fissare il loro sguardo sul Cristo crocifisso per ritrovare nelle sofferenze la forza di celebrare la vittoria dell’amore sull’odio, del perdono sulla vendetta, dell’unità sulla divisione. Una parte di questo documento riguarda direttamente i politici e i mussulmani.

Un momento significativo é stato l’incontro del Papa con 22.000 giovani del Libano e del Medioriente. Come Padre, egli ha esortato alla fedeltà e all’amore per la loro terra, malgrado le difficoltà : «La precarietà – ha detto  non deve spingervi ad orientarvi verso l’amaro miele dell’emigrazione … Voi siete di questa parte della terra che ha visto nascere Gesù e lo sviluppo del cristianesimo. E’ un grande onore ! E’ un appello alla fedeltà, all’amore per la vostra regione e soprattutto un appello ad essere testimoni e messageri della gioia di Cristo… »

Ben accolto dai mussulmani, egli ha indirizzato loro un messaggio di dialogo e di collaborazione con il cristianesimo e l’Islam : «E’ giunta l’ora di dare una testimonianza sincera e determinata contro le divisioni, la violenza e la guerra», l’esperienza dei libanesi deve diventare un punto di riferimento per il mondo.

Incontrando i rappresentanti delle istituzioni pubbliche, del mondo della cultura, il Corpo diplomatico e i capi religiosi, egli li ha invitati a a costruire un avvenire di pace e di solidarietà.

Se Benedetto XVI ha affermato che il suo viaggio apostolico in Libano é stato «segno profetico di speranza, di fraternità… di manifestazione di fede…» noi dell’Oriente dobbiamo essere grati di questo dono del cielo. Egli ha rianimato la speranza nel nostro popolo, assetato di sicurezza e di libertà per meglio vivere la sua fede. Noi abbiamo percepito il suo amore paterno in tutti i momenti del suo soggiorno tra noi, ma specialmente nell’Eucarestia quando ci ha affidati all’intercessione materna della Vergine Maria, cui ha chiesto Le di condurre a buon fine le giuste aspirazioni di tutto il Medioriente.

Sr Mona Corbani


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