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Giovedì 18 Maggio 2017 16:41

EGITTO : Visita del Papa della Pace

«Benedetto sia l'Egitto, mio popolo… »  Isaia 19 : 25

Noi, Copti d’Egitto, ogni giorno ascoltavamo notizie di questo genere:

- « In ginocchio, avvolto con un panno bianco, Papa Francesco ha lavato, uno ad uno, i piedi di dodici detenuti provenienti da paesi diversi. »

- « Papa Francesco abbraccia una persona sfigurata. »

- « Il Papa chiede perdono per i comportamenti non evangelici dei cattolici del passato, nei confronti dei cristiani di altre chiese. »

- « Chi siamo noi per giudicare ? » si chiede Papa Francesco, interrogato sull’omosessualità.

Siamo di fronte ad una figura leggendaria ? E bene…Si !

Ciò che ascoltavamo e leggevamo nei media, l’abbiamo visto con i nostri propri occhi e toccato con le nostre mani, con la sua prima visita in Egitto il 28 e 29 aprile scorso... I sanguinosi attentati dell’inizio del mese non sono riusciti a fargli cambiare idea … egli ha scelto di  « piangere con coloro che piangonoRom 12:15

Si, la nostra terra, benedetta nella Bibbia, ha ricevuto la benedizione della sua visita. Dal momento in cui ha posato i piedi sul suolo egiziano, noi cristiani e musulmani, abbiamo percepito una certa differenza. I suoi gesti e le sue parole semplici e modeste che l’hanno accompagnato, hanno lasciato gente come noi, che viviamo in un paese del terzo mondo, senza parole !
Bisognava osservare il viso di Amr ADIB, il grande conduttore televisivo egiziano,  che descriveva il suo costume bianco senza alcun ornamento come anche la sua macchina Fiat non blindata! Bisognava vedere come le grandi penne dei quotidiani egiziani « El Masry Al Youm » si sono impegnate a descrivere il sorriso pacifico che non abbandona il suo viso e l’attenzione che accorda ai piccoli come ai grandi.

Chi è quest’uomo ? Il papa dei cattolici o il papa dei poveri come è stato soprannominato? Egli è piuttosto il discepolo di Gesù, il messaggero della pace !

Sincero in tutto quello che fa, ha abbracciato l’Imam d’Al-Azhar come un fratello, lanciando così un messaggio concreto di fraternità prima ancora di pronunciare il suo discorso diretto a promuovere la pace. « Ridiciamo un “no” forte e chiaro a tutte le forme di violenza, di vendetta e di odio commesse in nome della religione o in nome di Dio », ha chiesto. Davanti ad un pubblico con una  maggioranza di Sceicchi, egli ha sottolineato l’importanza dell’educazione dei giovani all’apertura rispettosa e al dialogo sincero con l’altro.

All’hotel El Massah, alla presenza del presidente della Repubblica, il pontefice ha ribadito l’importanza che si deve dare all’educazione.« Tutti abbiamo il dovere d’insegnare alle nuove generazioni che Dio, il Creatore del cielo e della terra, non ha bisogno d’essere protetto dagli uomini, al contrario è Lui che  protegge noi…». Semplice ma tagliente, il Santo Padre ha ricordato che  « la storia non perdona quelli che parlano di uguaglianza e rifiutano l’altro che è diverso. » Presto o tardi, l’ipocrisia sarà condannata! Le formule e gli slogans pronunciati in arabo durante il discorso hanno trasformato « l’invitato » in « prossimo » agli occhi della gente che applaudiva calorosamente.

Il riconoscimento reciproco dei battesimi è venuto a coronare il grande sforzo di riavvicinamento con la chiesa copta ortodossa. Il papa argentino e il papa copto hanno firmato una dichiarazione comune… un passo verso l’unità « Noi non possiamo più pensare di andare ciascuno sul propio cammino […] non è più possibile nasconderci dietro secoli di storia che ci ha resi stranieri. » ha pronunciato il Santo Padre…come una melodia…come un canto venuto dal cielo.

Poi è arrivato il turno dei fedeli e del clero egiziano ad ascoltare il suo messaggio. Nello stadio del Cairo, Sua Santità ha celebrato la messa davanti a migliaia di cattolici. « E’ meglio non credere che essere dei falsi credenti, un ipocrita ! » si è espresso in tutta franchezza. « A cosa serve riempire i luoghi di culto, se i nostri cuori sono vuoti di Dio. » attaccando così le apparenze ingannevoli, come faceva Gesù. Poi, alla fine della sua omelia ha ricordato la regola d’oro di ogni cristiano « Non abbiate paura di amare tutti, amici e nemici… »

Al seminario San Leone il Grande del Cairo, si è rivolto a circa 1500 preti e religiosi chiedendo loro di essere una forza positiva tra i profeti della distruzione « Siate luce e sale di questa società, siate la locomotiva che tira il treno in avanti... ». Il Papa voleva essere certo che partirà da questo paese lasciando dei veri cristiani, dei veri testimoni, dei veri umani !

Un gruppo di educatori con le religiose dell’Istituto Santa Giovanna Antida d’Alessandria hanno partecipato a questo pellegrinaggio. La benedizione che hanno ricevuto durante la messa ha avuto ripercussioni in tutto il paese.

Amato dai musulmani d’Egitto, apprezzato nel contesto dei non credenti come dei fedeli, quest’uomo predica qui e altrove la religione della PACE, della FRATERNITÀ, dell’UNITÀ.  Marguerite KOSTA

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Last modified on Venerdì 19 Maggio 2017 13:45
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