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Venerdì 08 Dicembre 2017 18:43

#Synod2018: Convegno sulla Pastorale Vocazionale

Nel primo fine settimana di Dicembre del 2017, ha avuto luogo in Roma, in preparazione al Sinodo dei giovani che sarà celebrato nell’ Ottobre del 2018, un Congresso dal titolo: “Pastorale vocazionale e vita consacrata. Orizzonti e speranze”. Il Congresso è stato organizzato dalla Congregazione per gli Istituti di vita religiosa e Società di vita apostolica. Vi hanno partecipato più di 800 religiosi e religiose provenienti da tutto il mondo, in qualità di animatori e organizzatori della pastorale vocazionale. 

Un tale Congresso rappresenterà la voce della vita religiosa che sarà portata al Sinodo, cosciente delle sfide nei confronti di una scelta più radicale di Cristo. Guardare insieme, religiose e religiosi,  a realtà che chiama al cambiamento, alla ricerca di nuovi cammini, a partire dalle diverse  esperienze condivise nelle nostre Chiese locali o inter-congregazionali. Il Congresso ha avuto inizio con l’ascolto di un incoraggiante messaggio di Papa Francesco sul tema della pastorale vocazionale. Questo messaggio ha dato subito “il tono” ai lavori e alla
riflessione. Ha ricordato l’importanza di una vera animazione nella pastorale vocazionale, ha collegato la pastorale vocazionale con tutte le attività pastorali della Chiesa che, per sua stessa natura è orientata al discernimento vocazionale e ha sottolineato come l’animatore vocazionale  debba essere come un pastore al servizio dei giovani, come debba lasciarsi guidare da loro per aseguire il cammino personale, come debba fare in modo che i giovani scoprano la propria vocazione attraverso l’educazione alla preghiera e all’ascolto del Signore, che per primo chiama ogni battezzato a seguirlo.
 Nel suo messaggio, letto in lingua spagnola, il Papa ha evidenziato alcune sfide: avere fiducia nei giovani di oggi, avere uno sguardo di fede sul mondo e soprattutto sul mondo dei giovani, essere convinti della propria vocazione religiosa, prima di chiamare gli altri a seguire il Cristo! Questo comporta l’audacia evangelizzatrice per dire: “Vieni e vedi” e il dimostrare la convinzione che seguire Cristo nella vita consacrata, vale la pena e che il dono totale di sé per il Vangelo è qualche cosa di meraviglioso, di bello che può dare senso a tutta una vita.
Il papa Francesco ha poi incoraggiato a prestare un’attenzione particolare alla famiglia, perché sono i genitori che devono assumere con gioia la responsabilità della loro missione, cioè essere i primi animatori vocazionali dei loro figli.   

Il papa ha concluso il suo messaggio con alcune proposte per una pastorale vocazionale migliore dei giovani. Secondo lui, per rispondere alle domande di ognuno, la pastorale vocazionale deve essere differenziata e non generica, perché Cristo chiama ciascuno con il suo nome e risponde a ciascuno personalmente. Deve parlare e dare gusto, deve essere essenzialmente vissuta nel cuore della Chiesa e da qui nasce tutto l’ impegno e la partecipazione alla vita ecclesiale. E ancora: una pastorale vocazionale per portare frutto deve essere fondata sul Vangelo e deve accompagnare i giovani nell’incontro con il Cristo e con Cristo solo, deve camminare con loro, deve ascoltarli, provocarli, scuoterli per andare oltre i loro conforti nei quali si intorpidiscono. Si tratta di una pastorale capace di svegliare il desiderio, di spiegare quello che i giovani vivono, di guidarli a Gesù, di incoraggiare sempre la loro libertà e di fare appello alla loro responsabilità. 
Come per ogni genere di attività pastorale è stata evidenziata la necessità di essere perseveranti, perché si tratta di un lavoro di semina e di aspettativa, di attesa paziente nella speranza che la semente, un giorno, porti frutti.
Infine il Papa ha rilevato come la pastorale vocazionale sia un’attività dinamica, partecipativa,  gioiosa, piena di speranza, audace e fiduciosa. 

 Il Congresso ha raccolto diverse voci tramite tre interventi:

La sequela Christi nel nuovo Testamento, da parte di S. Ecc. Mgr. José Rodigues Carballo, arcivescovo segretario CIVCSVA.
Le culture e la vocazione alla vita consacrata: tra possibilità e difficoltà, da parte di Timothy Radcliffe O.P.
I giovani di oggi e la vita consacrata, da parte di Pascual Chàvez. SDB 
I tre interventi hanno messo in evidenza l’urgenza della nostra chiamata al cambiamento, per aprirci all’accoglienza della differenza (questa differenza che nella Bibbia ci chiama alla vita, al contatto con le  culture, a un modo di fare e di vedere il mondo), un’accoglienza che ci spinge in avanti e ci stimola a camminare con i giovani, a essere creativi e coraggiosi, a prendere la mano di Cristo, Lui che chiama i giovani di oggi a costruire la sua Chiesa, a cambiare il mondo in un Regno di gioia e di pace.
Nel secondo giorno del Congresso ci sono state le condivisioni di diverse esperienze pastorali e di accompagnamento vocazionale dei cinque continenti, esperienze connotate da un lavoro pastorale
intercongregazionale, a livello nazionale o diocesano e da una collaborazione tra il clero, i religiosi e le religiose e i laici. Alla fine del secondo giorno del Congresso il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo, ha presentato tutti gli elementi della preparazione all’evento sinodale e le varie sfide. Quindi, il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, ha condiviso la sua riflessione sul documento Ratio Fundamentalis che tratta del discernimento vocazionale e della formazione dei seminaristi e dei consacrati.

A fine lavori, a tre giovani religiosi è stata data la possibilità di esprimere le loro reazioni in ordine al loro sentire nei confronti della Conferenza.  
Il Congresso ha permesso anche la condivisione tra parecipanti, attraverso un lavoro di gruppo. Alla fine, i diversi gruppi linguistici hanno definito le sfide, le proposte per la pastorale vocazionale e
le suggestioni circa la vocazione alla vita consacrata. Si è concordi nel ritenere che l’invito “Venite e vedete” non è solo per i giovani che vogliono sperimentare la vita consacrata, ma è anche un invito rivolto dai giovani a tutte le persone consacrate: “Venite e vedete” per condividere la loro vita, per comprendere come loro vedono il mondo. Si tratta di una chiamata ad aprirsi alla cultura delle vocazioni (espressione ripetuta da tutti i congressisti) che favorisce sicuramente la partecipazione e la collaborazione.

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