Venerdì 15 Febbraio 2019 12:33

INDONESIA “Verso un voto libero e responsabile”

12 febbraio 2019 - I leader religiosi: “Educare le persone a votare responsabilmente”, evitando polarizzazioni ideologiche, scegliendo sempre e comunque la via del bene comune: è quanto raccomandano, in vista delle prossime elezioni presidenziali del 17 aprile, i leader delle Chiesa e di altre comunità religiose a tutta la cittadinanza indonesiana. Come appreso da Fides, un gruppo di oltre 50 insegnanti, dirigenti, accademici e amministratori religiosi ha tenuto nei giorni scorsi un seminario su “Il ruolo dei leader religiosi nella creazione di un'Indonesia pacifica e dignitosa”.

Nel corso del seminario, leader religiosi come Bahrul Hayat, (vicepresidente del Consiglio esecutivo della Moschea Istiqlal e Docente presso l'Università Islamica di Stato Syarif Hidayatullah), Gomar Gultom (Segretario Generale della Comunione delle Chiese in Indonesia), I. Nengah Dana (leader indù), Bhikhu Atthadiro (buddista), hanno convenuto sull’urgenza di trascorrere il tempo della campagna elettorale evitando la polarizzazione, soprattutto se legata a fattori o forme di carattere religioso. “Le persone hanno bisogno di essere educate a votare responsabilmente, mettendo da parte qualsiasi spiacevole violenza legata a ideologia o religiose”, rimarca a Fides Mathew Paat, leader laico cattolico, tra i presenti al seminario.

I presenti hanno notato le grandi sfide che vive l’Indonesia: povertà endemica, disuguaglianza, corruzione, rispetto della libertà religiosa e dei diritti umani, miglioramento di istruzione, assistenza sanitaria, occupazione. Temi rimarcati, nel suo intervento, da Burhanuddin Muhtadi, direttore esecutivo del centro studi “Indikator Politik Indonesia” e membro dell’Indonesian Survey Institute, il quale ha affermato che “il paese ha bisogno di un voto responsabile e di elezioni trasparenti a tutti i livelli” e che il contributo dei leader religiosi può essere importante per la sensibilizzazione delle coscienze in questa direzione.

Nelle elezioni presidenziali del prossimo aprile sono due i candidati principali, gli stessi delle elezioni precedenti: il presidente uscente dell'Indonesia Joko Widodo si confronta con il leader dell’opposizione Prabowo Subianto. Nel 2014, Widodo, 57 anni, ha sconfitto il generale in pensione, Subianto, 67 anni, divenendo il primo presidente che non era espressione dell'élite politica e militare indonesiana.

Come vicepresidente Widodo ha scelto Ma'ruf Amin, religioso musulmano di 75 anni, personalità che da un lato rafforza le credenziali del presidente tra i fedeli islamici, ma che non ha incontrato il favore dei sostenitori più moderati di Widodo, a causa delle sue posizioni piuttosto intransigenti sul tema dei diritti delle minoranze.

Accanto a Prabowo c’è invece un uomo d'affari, Sandiaga Uno. Prabowo, ex comandante delle forze speciali, è stato accusato di aver avallato abusi dei diritti umani (in particolare rapimenti e torture di attivisti e studenti) avvenuti durante la rivolta sociale del 1998, che portò alla fine del regime autoritario di Suharto, generale che ha detenuto il potere per 31 anni (1967-1998). Da allora è iniziato il cammino della democrazia In Indonesiana, paese musulmano più popoloso al mondo, con 250 milioni di abitanti al 90% musulmani. (SD) (Agenzia Fides 12/02/2019)