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Venerdì 05 Aprile 2019 08:52

INDONESIA Elezioni alle porte

4 aprile 2019 - "I cattolici in politica per costruire il bene comune. La nostra posizione è chiara: come cittadini indonesiani, i cattolici vivono la competizione elettorale e partecipano alla politica in senso ampio. Auspichiamo che si rispetti un processo legale e trasparente nella campagna elettorale e durante le elezioni, guardando con discernimento i temi e i candidati, nella prospettiva di una buona governance e del bene comune del paese": lo dichiara all'Agenzia Fides padre P.C. Siswantoko, Segretario esecutivo della Commissione per l'Apostolato dei Laici nella Conferenza Episcopale dell'Indonesia, mentre il paese si prepara alle elezioni del 14 aprile, quando si eleggerà il nuovo presidente, il Parlamento di 575 seggi, diverse assemblee regionali.

"La Chiesa cattolica giudica il governo e l'agire del Parlamento partendo dal suo patrimonio di valori evangelici e dalla sua dottrina sociale - spiega -, senza sostenere direttamente alcun partito e senza prender parte all'agone elettorale".

Ma questo, dice il Segretario, non significa disimpegno: "Il campo politico è un campo di apostolato, in cui i cattolici, con l'impegno politico attivo e diretto, oppure come attivisti nella società civile, possono contribuire portando una visione del bene comune, proponendo una prospettiva con cui affrontare le varie questioni socio-politiche, che è la prospettiva della centralità della persona e della dignità umana, per beneficare tutto il popolo e tutta la nazione indonesiana".

"La Conferenza Episcopale dell'Indonesia - chiarisce il sacerdote - considera la politica come 'cosa buona', come la più alta forma di carità, poiché la sua natura originaria è quella di contribuire e costruire il bene comune: per questo in politica è necessario anche l'apporto dei cattolici con il loro patrimonio di valori di onestà, trasparenza, solidarietà, rispetto dei diritti umani".

Per questo padre P.C. Siswantoko incoraggia i 151 cattolici presenti nelle liste elettorali in tutta la nazione (su circa 8.000 candidati) e conclude: "Come cristiani siamo chiamati all'impegno in politica: non possiamo ignorare l'opportunità di esercitare i nostri diritti civili nella società. Le elezioni rappresentano uno dei momenti in cui dimostrare il nostro impegno a diventare sale e luce del mondo. Non è facile: la sfida principale per i laici cattolici oggi è coinvolgersi, essendo disponibili a lasciare la propria zona di comfort. Nonostante il nostro numero sia molto piccolo - come cattolici siamo meno di 10 milioni di persone su circa 270 milioni di abitanti, in larga maggioranza musulmani - le elezioni rappresentano per noi un nostro momento in cui dimostrare la nostra responsabilità sociale e anche il nostro amore per la nazione". (MH-PA) (Agenzia Fides 4/4/2019)


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