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Sabato 20 Aprile 2013 12:09

Ho un sogno

Il gruppo di volontariato “Amici di S. Giovanna Antida” di San Giorgio a Cremano da circa 10 anni opera sul territorio ed in particolare presso Villa Maria, con attività caritative ispirate al carisma di Giovanna Antida:

. laboratori per giovani diversamente abili. (Attualmente questi ragazzi stanno seguendo un corso biennale di arte presepiale);

. attività di socializzazione a favore di persone anziane che cer-cano momenti di aggregazione e gradiscono approfondire te-matiche spirituali e di cultura sanitaria, per meglio gestire la loro terza età;

. animazione presso le suore anziane e malate di Villa Maria;

. visite domiciliari e momenti di preghiera presso famiglie di anziani impossibilitati ad uscire;

. laboratori a carattere manipolativo, motorio, artistico, ricreativo per bambini del vicinato, dai sei ai dodici anni, che hanno formato il nuovo gruppo dei “Piccoli Amici di Giovanna Antida”.

Una particolare attenzione è rivolta alla nostra formazione, con incontri quindicinali, volti ad approfondire la spiritualità di Giovanna Antida ed altre tematiche proposte dalla Commissione Nazionale di Formazione.

Ci sono infine incontri organizzativi che ci consentono di programmare e di predisporre lo svolgimento delle varie attività.

Ma quest’anno una nuova amica, nel mese di gennaio, si è presentata con una proposta: “Ho un sogno: – ci ha detto – vorrei organizzare la rappresentazione sacra della Via Crucis per le vie cittadine”. “Non se ne parla proprio – le ho risposto di getto – non ci sono i tempi tecnici per preparare un evento così articolato, importante e, per noi, nuovo”! Ma lei, Adele, non si è arresa, ha soltanto ridimensionato il “sogno” . Ci ha proposto di rappresentare soltanto alcune della 14 Stazioni, e non per le vie cittadine, ma nel giardino di Villa Maria. Dopo il placet della Superiora, e con la sua supervisione, abbiamo deciso di animare solo quattro Stazioni, mentre le altre sarebbero state meditate, lungo il percorso del giardino, nel modo tradizionale. Le volontarie tutte hanno risposto con entusiasmo e spirito di collaborazione. Ciascuna ha messo a disposizione le sue peculiari competenze: chi ha confezionato costumi, chi ha ricercato e realizzato elementi scenografici, chi ha scelto i testi, chi ha individuato le musiche. Ma il difficile è stato trovare interpreti maschi, dal momento che siamo tutte donne. Abbiamo così coinvolto gli “Amici del Presepe” che guidano il laboratorio dei ragazzi disabili: gli Scouts che operano in Parrocchia, i giovani diversamente abili, ed infine i “Piccoli amici di Giovanna Antida”. Ci siamo così imbarcati in quest’avventura. E Villa Maria, per circa due mesi, è diventata una fucina di idee e di operatività.

Il 22 marzo abbiamo rappresentato la nostra Via Crucis con parti recitate, come la Condanna a morte di Gesù, la Crocifissione, la Deposizione e la Resurrezione, accompagnate anche dalle colonne sonore di “Mission” e di “Exodus”. I “Piccoli Amici”, sulle musiche del “Dies irae” hanno interpretato una coreografia simbolica sulla lotta tra il bene ed il male.

La Superiora Suor M. Carmela Palamaro ha avuto il compito di presentare e di introdurre il lavoro, sottolineando il significato della Via Crucis nella nostra vita: eterna lotta tra il bene ed il male, con l’invito a credere che il male si vince e si può vincere solo con il bene, con la misericordia e il perdono, come ha fatto Gesù. Il condannato, Gesù di Nazaret, legato, percosso, deriso e reso irriconoscibile da tanta violenza, è la vera figura libera e forte. Il vero debole non è chi subisce la violenza, ma chi la esercita.

Alla morte di Gesù segue la resurrezione: la vittoria del bene sul male; la risposta di Dio al male .

La rappresentazione è stata seguita da molte persone del vicinato e dalle suore, che hanno partecipato con commozione, mostrando di apprezzare il nostro umile sforzo.

Sicuramente avremmo potuto fare meglio, ma un risultato positivo lo abbiamo raggiunto. Quello di unire, in una gara spontanea e gratuita, con un lavoro sinergico, la buona volontà di ciascuno, per conseguire un progetto unitario: ciascuno è stato uno strumento, uno strumento musicale che ha suonato per dare vita ad un’orchestra. Mi ritorna alla mente l’esortazione di Papa Francesco :”Siate custodi l’uno dell’altro! ” Sono parole che c’invitano a non chiuderci nel nostro individualismo, ma a parteci-pare agli ideali ed ai progetti comuni, ad essere corresponsabili della vita di chi ci è accanto.

Maria Cristina Leone

Voci dal Sud 5, pag. 5

Last modified on Sabato 27 Giugno 2015 22:19
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