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Giovedì 02 Maggio 2013 23:21

Operatori del volontariato

Beata Agostina - Ferrara Beata Agostina - Ferrara

La Santa Patrona degli Infermieri italiani: Agostina Pietrantoni, suora della Carità, ha accolto medici e fedeli per una magnifica giornata dedicata agli operatori del volontariato.

Una testimonianza

Domenica 3 marzo presso la sede del Comune di Pozzaglia Sabina, paese natale di Suor Agostina,  si è svolto il 5° incontro promosso dall’Amministrazione e dalle Suore della Carità. Hanno dato il loro contributo diversi rappresentanti. Il Presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Porto Recanati che attraverso delle diapositive ci ha fatto riflettere su quanto sia importante per ogni uomo vivere donando agli altri sé stesso, con le proprie capacità, ma anche i propri limiti purché ci sia spazio nel proprio cuore per gli altri. Quando ci si mette a disposizione per aiutare gli altri anche con quel poco che si ha, si costruiscono legami che danno gioia ed aiutano a superare situazioni di difficoltà e disperazione come anche la Presidente del CAV Roma Ardeatino ed una volontaria, hanno confermato.

La Presidente del Movimento per la Vita di Rieti ha sottolineato inoltre come nostro compito sia quello di diffondere una cultura della vita.

Un missionario che è stato tanti anni in Africa, attraverso le foto della sua missione ci ha fatto vivere la gioia e la festa dello stare insieme e del condividere la stessa fede seppur vissuta nella povertà. Una suora della Carità, che presta il suo servizio all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Spallanzani” di Roma, ha portato la sua esperienza in cui lo stare accanto a chi soffre nella malattia, anche solo con la propria presenza, offre una speranza e restituisce la dignità di persona, che a volte vive nella solitudine questo stato. Una sociologa ha evidenziato i punti di forza del volontariato non solo per la società ma anche per la persona del volontario stesso, sottolineando quanto il mettersi in gioco per gli altri aiuti egli stesso a tirar fuori la parte migliore di sé ad ogni età. Il Presidente della Associazione “Mission Social Family” che ci ha illustrato il suo progetto ambizioso di una “Sanità fatta di volontari” che ridurrebbe le spese.

Le testimonianze hanno messo in rilievo i nodi centrali del discorso intorno al tema: azione volontaria che va a vantaggio di tutti, capace di rafforzare non soltanto i legami sociali nell’incontro con l’altro ma anche quelli personali con se stessi proprio perché nascenti da ideali “alti” e pedagogici che permettono la cre-scita dell’individuo e il suo orientamento nella frenesia dell’attuale mondo globalizzato. Proprio di fronte ai mali che affettano la società (individualismo, egoismo …) emerge nell’esperienza del volontariato una possibilità di riscatto e di fuoriuscita da una situazione umana di stagnazione che va tradursi in una nuova chance di “cittadinanza attiva”.

Passando per quell’imprescindibile spirito di sacrificio e di dedizione al prossimo che caratterizza la personalità dei volontari, anche in questo incontro i relatori e gli organizzatori hanno trasferito la propria passione nella cura e nell’affetto nei confronti del pubblico attraverso lo strumento della parola e dell’immagine.

Le alternate relazioni hanno toccato diversi tratti del sistema: sanità, assistenzialismo a ragazze madri, mondo giovanile, istituzioni e politiche pubbliche. Molte facce di una stessa medaglia che incasellano i nodi nevralgici di questa tematica e che ci ricordano che la prima forma di volontariato deve realizzarsi non solo in un pensiero attivo in chi ci è lontano (come i missionari in Africa che si adoperano per la costruzione di pozzi d’acqua, per esempio) ma soprattutto in riferimento a chi ci è vicino (a livello locale, familiare e personale).

Ferme restano allora quelle convinzioni di fare qualcosa di utile senza l’importanza di rispondere alla domanda “per chi?”. L’esperienza del volontariato – piccola o grande, breve o lunga, singola e di gruppo – non potrà mai mancare nel curriculum di nessuno. Si tratta solo di scrutare le situazioni e le persone con cui ci troviamo in relazione con nuovi occhi, con un nuovo sguardo di scusa, benevolenza, comprensione e perdono. Uno sguardo umano.                                                                                                                                                                                                                                                         Marika D’Ambrosio

Last modified on Venerdì 03 Maggio 2013 18:12
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