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Venerdì 13 Dicembre 2013 00:00

La gioia di tornare nel Sudan

 Sr Paul Germaine, libanese, ha vissuto 28 anni in Sudan, dall’inizio della presenza delle Suore della Carità in questo Paese, fino a due anni fa, al ritorno nel suo paese. Nei suoi numerosi servizi, aveva ricevuto la missione di direttrice di quella che è diventata, poi, la « Facoltà di scienze pedagogiche e religiose » di Khartoum. Nella ricorrenza dell’inaugurazione delle nuove strutture della Facoltà, Sr. Paul Germaine, ha avuto la gioia di tornare nel Nord del Sudan  per partecipare, come ospite d’onore, alla festa.

Ciascuno a le sue ragioni

« Sabato 5 ottobre è il giorno solenne : la benedizione della bella struttura a tre piani, ben ammobiliata e ben addobbata per la circostanza. I professori e gli studenti, in tenuta, ci accolgono … i saluti, la gioia, le risate risuonano ovunque … Io sono molto commossa. La corale intona i canti, il Cardinale narra la storia di questa facoltà e lo scopo per cui è sorta; nomina anche i pionieri di cui io faccio parte … poi, con i sacerdoti, prega e benedice i locali. In seguito tutti si dirigono nel cortile: accoglienza, discorsi, festa e riconoscenza …. Gli studenti si esibiscono: canti, danze, poemi, sketchs … Il Direttore generale degli Studi Superiori è presente con altre personalità musulmane e cristiane … Signore a Te la gloria e l’onore!

Per il mio soggiorno tutto era previsto, eccetto gli imprevisti: nel paese la situazione era tesa; a Khartoum vi erano delle manifestazioni. Le scuole erano chiuse, le assemblee vietate, dunque  per il 10 ottobre, nessuna celebrazione per la festa di Daniele Comboni. Che delusione!

A proposito di questa situazione, io ho ascoltato molto, ho visto e constatato che “ciascuno” crede di avere ragione e agisce di conseguenza. Ecco a voi qualche eco:

Il popolo sudanese del Nord ! Soffre la crisi economica come tutti i popoli della terra: la vita è molto cara, gli stipendi insufficienti: padri di famiglia che non arrivano a guadagnare che 50 dollari al mese! … Disoccupati costretti a mendicare per vivere: Come fare a sopravvivere? Dunque, malcontenti, sofferenze, rivolte, manifestazioni … all’inizio pacifiche, poi, aggressive: saccheggio dei distributori di benzina, delle vetture dei ricchi, bruciano tutto ciò che incontrano per dar fastidio al governo … allora: arresti, imprigionamenti, uccisioni … chiusura delle scuole, delle università … ritiro dei giornali che si oppongono al governo, divieto di raduni …

-     Il governo ! Il Sudan potrebbe essere uno dei paesi arabi più ricchi ! Ma olà! A causa della guerra e della separazione dal sud, ha perduto il petrolio e la manodopera. Non sa come affrontare l’attuale situazione.

  -    La  sicurezza pubblica accusa la Chiesa cattolica d’essere stata causa della separazione e cerca di provocarla con tutti i mezzi: i la gente del Sud parte, i preti, i religiosi e le religiose non hanno più spazio e devono lasciare il paese; anche il Cardinale e i vescovi non possono più stare al Sud… Vengono ritirati i passaporti di una dozzina di persone di cui quello del vescovo ausiliare … viene rifiutata l’entrata nel Paese ad alcuni sacerdoti e religiose … quelli rimasti aspettano, a loro volta, di essere cacciati. Alcuni terreni e proprietà della Chiesa vengono confiscati, chiuse le scuole, così pure il CLIK (Centro di studio della lingua araba per gli stranieri); tutti i mezzi per opprimere … per umiliare sono messi in opera.

-         La Chiesa cattolica del Nord afferma che non ha mai incoraggiato la separazione, né influenzato la politica della separazione. La sua missione è quella d’insegnare il Vangelo e i suoi valori, di promuovere il rispetto della dignità dell’uomo, i suoi diritti e i suoi doveri … La gente del Sud ha liberamente votato, senza alcuna pressione. In effetti la Chiesa cattolica è al servizio di tutta la popolazione, attraverso le sue istituzioni scolastiche, sanitarie, sociali e caritative. Non fa alcuna differenza. Anche se ci sono dei sudisti cattolici che sono partiti, ci sono ancora dei cristiani come quelli  delle Montagne del Noubas, gli stranieri, gli studenti … I pareri sono condivisi: alcuni dicono: « partiamo tutti … », gli altri rispondono:  «  non fuggiamo la persecuzione … pensiamo ai nostri padri … seguiamo  Cristo ! »

 Che sorpresa notare anche che la missione della Chiesa continua … le dichiarazioni del Sinodo si vivono … le riunioni di valutazione continuano … tutto è come prima, soltanto il numero dei partecipanti diminuisce. Lo Spirito Santo è all’opera, aiuta i cristiani a vivere il loro «  mistero doloroso» con coraggio e speranza.

-       Gli Ortodossi e i protestanti ! Hanno anch’essi i loro problemi sia perché sono sudisti, sia perché sono considerati pericolosi; alcuni musulmani poi simpatizzano con loro e questo crea conflitti e divisioni, ahimè.

-         I sudanisti al Nord ! Sono ancora numerosi! Aspettano! Alcuni si lamentano : non vogliamo la separazione … siamo considerati stranieri nel nostro paese … Tutto il Sudan è nostro. Vogliamo seguire le consegne di fuoco di John Garang … Vivere in fraternità e nella pace, con tutto il mondo, con gli stessi diritti. Siamo così vicini, così uniti dal matrimonio, la convivialità, il lavoro, l’amicizia. Ma ohimè! Al presente subiamo conseguenze spiacevoli; abbiamo bisogno di passaporti, una residenza difficili da ottenere … salvo gli studenti che hanno il diritto di continuare i loro studi, senza lavorare … Altri continuano a rimanere senza mezzi, aspettano di essere cacciati con la forza.

Quanti impiegati sudisti sono stati licenziati dal lavoro e attendono che venga pagata loro l’indennità … e coloro che non hanno più il diritto di lavorare al Nord, sono stranieri. Cosa dire poi delle migliaia di sudisti che, che da due anni, attendono ancora i loro mobili, legati, impacchettati, esposti al sole, al freddo, alle inondazioni, agli insetti e alle bestie selvagge !… Quanti malati! Quante vittime! Chi li soccorre? Chi li aiuta a tornare al loro Sud ? Hanno già sofferto molto, nel 1983, fuggendo dal Sud per la guerra! Ed ora, ritornando, continuano a soffrire e a sopportare …

-        I musulmani moderati e gli estremisti! I moderati soffrono … Sono istruiti, aperti, hanno ottimi rapporti con i sudisti, con le istituzioni della Chiesa cattolica … Vedono il bene che si compie … sperano che l’unità del Sudan si possa realizzare!

Gli estremisti invece cercano di applicare la carta musulmana su tutti i paesi, gridano vendetta ... e cercano, con ogni mezzo, di infastidire, accusare, odiare …

Infine ho anch’io le mie ragioni per amare il popolo sudanese del Nord e del Sud, dopo averlo servito per 28 anni! Faccio molta fatica a vederli separati, tanto i legami sono profondi e reali tra loro … gli interessi complementari, l’amicizia, la parentela senza frontiere … Soffro con loro … Prego per la riconciliazione, la pace … E’ un popolo che merita di vivere e di progredire …

E Tu, Signore, anche tu hai le tue ragioni per dirci: « Amatevi gli uni gli altri … Vivete nella pace … riconciliatevi !...».

Donaci la tua grazia e la tua forza per vivere la tua Parola nel quotidiano della nostra esistenza ! …

San Daniele Comboni e Santa Bakhita pregate per i sudanesi !

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