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Giovedì 27 Marzo 2014 22:28

Messaggio dal Centrafrica

La Luce ritarda a sorgere …

di Sr  Maria Elena Berini con le suore di Bocaranga (Centrafrica)

Le ombre si allungano ai bordi dei campi spogli della loro ricchezza. Contemplo gli alberi dai grandi tronchi che  alzano al cielo i loro rami rivestiti di un tenero verde. 

Queste immagini di vita risvegliano in me un desiderio profondo di Pace, di bontà, di silenzio che acquieta il cuore.

Dal 17 gennaio 2014 la nostra vita è cambiata.

Sulla strada dell'esodo, dell'attesa, dell'abbandono e dello spogliamento, dello scoraggiamento, della fiducia, Dio ci ha fatto attraversare la notte in questa terra di Bocaranga.

La luce tarda a spuntare dopo due mesi nei quali la nostra vita è stata stravolta. L’insicurezza rimane la realtà quotidiana, ma nonostante tutto, noi abbiamo voluto lanciare un appello forte alla gente perchè la vita possa riprendere in questo villaggio ferito dove uomini, donne e bambini hanno perso ogni speranza.

Il 3 marzo abbiamo riaperto le scuole : Bakita e Nemesia.

I bambini hanno incominciato a venire timidamente il primo giorno … in seguito il numero è progressivamente aumentato.

Il posto degli alunni musulmani è rimasto vuoto. Essi sono fuggiti verso il Ciad con le loro famiglie, per salvarsi. Le loro case e i negozi sono stati saccheggiati, bruciati. Nei loro quartieri, vuoti di ogni presenza, si respira la violenza che è ovunque visibile.

Gli  « Antibalakas »  nuovi maestri dei villaggi, non smettono di ricattare la popolazione che tutti i giorni subisce violenze. Ai nomadi viene rubato il bestiame ed essi sono obbligati a fuggire.   

Noi siamo in mano a giovani teppisti, predoni incontrollati, gioventù sacrificata sull'altare del calcolo di politici senza scrupoli.

Le autorità sono assenti :  non c'è il vice prefetto, né la polizia, né i carabinieri, né i magistrati … Regna la più totale anarchia.

Malgrado questo quadro oscuro, resistiamo.

La gioia e il sorriso dei bambini che hanno ripreso il cammino verso la Scuola, ci invitano ad accettare di vivere questo tempo di tenebre con la certezza che la Speranza c'è. 

Nei quartieri la vita riprende a poco a poco … Si vedono le donne pilare, gli uomini riparano i tetti delle case bruciate, più di 950…

I bambini lanciano sassi sui manghi per far cadere a terra i frutti e mangiarli. Alcuni venditori espongono la loro povera e poca merce multicolore sulle tavole. Le nonne, dai capelli bianchi,  sedute su vecchie stuoie o cartoni, un vecchio pagne attorno ai fianchi, lo sguardo che esprime  dolcezza, osservano i bambini che danzano la vita.

Il commercio è bloccato, i musulmani sono partiti e l'economia affonda. Tra qualche mese mancheranno i generi alimentari e si soffrirà la fame. …

In questo attuale marasma, ammiriamo l'ingegnosità di molti per sopravvivere, il loro coraggio, la loro pazienza, soprattutto le donne che giocano un ruolo fondamentale nell'economia familiare e del paese.

I poveri hanno in se stessi molta forza per rialzare la testa senza stancarsi e

« RICOMINIARE » ogni giorno.

Quale vita nuova può nascere in questo paese, su questa terra devastata dalla ribellione, dalla violenza e dall'odio … ?

La PACE avrà l'ultima parola perchè uomini, donne, giovani di etnie diverse, di religioni diverse possano di nuovo accogliersi, parlarsi come fratelli e sorelle,  vivere insieme? 

Queste domande sono presenti nel cuore di tutta la comunità, ogni suora porta in sè la preoccupazione di vedere spuntare qualche cosa all'orizzonte che possa rilanciare il cammino della Riconciliazione.

Il nostro parroco,  P. Robert, ha organizzato due giornate di preghiera; a questo momento forte di dialogo e di ascolto  è stata invitata tutta la popolazione. Molte persone hanno risposto a questo invito. Anche alcuni antibalakas erano presenti e un gruppo ha chiesto pubblicamente perdono per tutto il male che essi hanno commesso.

In questo tragico momento della storia di questo paese, dove la morte e le tenebre sembrano dominare, crediamo che la nostra presenza a Bocaranga sia un segno di SPERANZA per la popolazione, una testimonianza di unità e di solidarietà.

La nostra casa è aperta a tutte le richieste di aiuto. Il nostro autista Sig.  Tidjani, musulmano, rifugiato nella nostra concessione con i suoi due figli, ci ha detto un giorno : « Voi siete rimaste e voi siete qui: per questo le persone hanno lasciato i campi e sono ritornate al villaggio ... Ed è per questo che la vita riprende timidamente ». 

La Speranza comincia a germogliare nel cuore della gente e nel nostro cuore. Le briciole di bontà seminate sulla nostra strada, rilanciano il nostro cammino con il popolo di Bocaranga.

Con Cristo vogliamo « RINASCERE » nella gioia della PASQUA.

Grazie carissime sorelle, cari amici e parenti per averci aiutato ad attraversare le  tenebre in questa terra della RCA, tramite la vostra amicizia e la vostra preghiera.

Non siamo ancora uscite dalla notte e l'alba tarda a spuntare all'orizzonte... ma resta la Speranza di un mattino radioso.

Martin Luther King ci ha detto e noi accogliamo le sue parole con fiducia:

« Mi rifiuto di credere che le attuali circostanze rendano gli uomini incapaci di costruire una terra migliore. Io credo che la Verità e l'Amore, senza condizione, avranno l'ultima parola ».

 

2 Foto de Bouar realizzate da un artista della Repubblica centrafricana.

La prima foto è la carta del paese;  le case bruciano;  un uomo esce dalla sua capanna per andare a cercare dell'acqua per spegnere il fuoco;  i bambini spengono anche il fuoco…  sono degli alunni della scuola di Bouar, portano i colori della scuola:  arancioni e blu… sono l'avvenire del paese e della chiesa.

La seconda foto rappresenta una donna che torna nel suo villaggio coi suoi due bambini; i suoi vestiti sono lacerati; une ragazza accorre per aiutarlo. Questa donna è sola coi suoi bambini:  è la realtà di un paese in guerra.  Gli uomini sono partiti alla guerra, strappati con la forza alla loro famiglia o essi sono stati uccisi … e le donne fuggono nella brousse con i figli quando le loro vite sono minacciate.

 La terza foto : gli alunni di Bouar

L'ultima foto: ragaze di Bocaranga

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