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Martes 20 de Mayo de 2014 16:26

Festa di S.Giovanna Antida Thouret

 

Il 23 maggio, giorno della festa di Santa Giovanna Antida Thouret, fondatrice della Congregazione,

con tutte le Suore della Carità, con le Suore di santa Marta diventate Suore della Carità, con tutti gli Amici e le Amiche, ringrazieremo il Signore

-          per il Dono della vita di Santa Giovanna Antida …

-          per il Dono di appartenere alla sua Congregazione,  

-          per il Dono della Carità condiviso con i Amici laici e i collaboratori,

-          per il Dono di annunziare ai poveri la Buona Notizia del Vangelo… Partout dans le monde.

Centrato sulle parole di Santa Giovanna Antida, un  triduo - 20-21-22 maggio - orienta i nostri cuori, le nostre preghiere verso la Celebrazione della festa.

E possibile trovare, in italiano,  tre preghiere per il Triduo sul Sito: www. giovanisgat.it

 

Condividiamo una proposta per il Triduo che ci aiuterà  a vivere la Celebrazione del 23 maggio.

PRIMO GIORNO: "Il Buon Dio degna effondere la sua benedizione"

"Ecco è l’inizio del nostro istituto. L’11 aprile 1799, col consenso e l’approvazione di Monsignor il vescovo de Rosy, vescovo del cattolici preso gli infedeli, il quale amministra la sede di Besançon vacante per la morte di Monsignor l’arcivescovo di Durfort, e di due vicari generali ritornati dalla deportazione, aprivo a Besançon via dei Martelots, una scuola gratuita per le istituzione delle ragazze; in pochi giorni la mia scuola fu molto frequentata.

Ero da sola ad attendere al compito della loro istruzione; ma il buon Dio si degno di effondere la sua benedizione. L’iniziativa suscitò tale consenso che fui invitata ad affittare un appartamento più spazioso nella stessa via; mentre vi si facevano delle riparazione, ricevuti due aspiranti, in seguito una terza e una quarta. A loro feci imparare il modo di insegnare agli scolari invitandole a osservare il mio metodo”. LD. P. 469

Commento: Tornata nella sua diocesi, Giovanna Antida è posta di fronte a un vasto compito e trova giovani donne che si uniscono a lei. Ben presto diventa fondatrice di un nuovo Istituto di cui deve assumersi la responsabilità di fronte all’autorità.

Come Paolo che si gloriava della propria debolezza, anche per Giovanna Antida l’ultima parola della rilettura personale della propria storia, sarà il riconoscere che Dio ha realizzato la sua opera servendosi di lei. Alla benedizione di Dio ella risponde con il rendimento di grazie. Anche tra gli ostacoli, Giovanna Antida ha imparato a leggere i segni della benedizione di Dio.

Oggi: Io suora della Carità, oggi, chiamata da Dio nella Congregazione, mi sento responsabile di questa missione ereditata da Santa Giovanna Antida? E io, amico/amica ? Riesco a riconoscere la benedizione di Dio nella mia vita, nella nostra vita, inoltre le prove?

 

SECONDO GIORNO: La vita contemplativa per sostenere la vita attiva

“Mentre formavo le mie figlie alla vita attiva, le formavo anche alla vita contemplativa per sostenere e santificare l’attiva”. MPV, LD. P. 471

“Fare provvista di buon grano, come Giuseppe il procuratore di Egitto, per non esserne privo di tempo di carestia e poterne distribuire agli altri; ossia ricolmate le vostre anime di grazia, di saggezza e dei sentimenti dello spirito di Dio per raggiungere i disegni di perfezioni cristiana e religiosa che il Signore ha su di voi, perché possiate ricevere e sentire durante la vita e nel momento della vostra morte la consolante testimonianza della vostra coscienza che vi darà la speranza di essere ben accolto da Dio”. (Circ. 28 dicembre 1812, LD, P.72).

Commento: Santa Giovanna Antida è donna di azione per temperamento e per quanto la sua missione le richiede. È stata chiamata per il servizio dei poveri e ha toccato con mano l’ampiezza di tale impegno. Sa che certi compiti non sono facili e richiedono volontà e coraggio.

Oggi: Io, suora della Carità, oggi, chiamata da Dio nella Congregazione, Io, amico/amica di Santa Giovanna Antida: credo e sono convinta(o) dell’importanza della preghiera nelle mie azioni quotidiane?

TERZO GIORNO: Lasciamo fare al Buon Dio… il Solo Onnipotente

“Lasciamo fare al Buon Dio, solo onnipotente, rimettiamoci in tutte le cose tra le sue divine mani e non saremo mai confuse. In voi solo, mio Signore e mio Dio, ho messo tutta la mia fiducia e la mia speranza, per il tempo e per la eternità: Tutto il resto, al di fuori di voi, per me non conta nulla”. (A Sr Basile, 22 maggio 1824, LD, P. 395).

Commento: Fin dalla sua giovinezza, Giovanna Antida ha sempre desiderato fare ciò che Dio voleva da lei. Per questo è dovuta andare dove non avrebbe mai pensato di andare…Inoltre, nella via sulla quale si era finalmente impegnata per obbedienza, ha compiuto un opera considerevole o piuttosto diceva lei, è stata lo strumento di cui Dio si è servito per realizzare questo opera.

Oggi: Io suora della Carità, oggi, io, amico/amica, sono disposta(o) a fare la volontà di Dio all’esempio di Santa Giovanna Antida,  anche quando non è chiaro per me? Mi lascio liberamente guidare da Dio?

 « È Gesù cristo solo che abbiamo sempre seguito dovunque

ed  è Lui solo che volgiamo sempre seguire».  (LD, p. 89).

 

 


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