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Giovedì 18 Settembre 2014 23:02

In Albania, Tirana si prepara

Elda, anche noi musulmani vogliamo che il PAPA ci benedica,

trovateci un posto per la messa!

Ieri ho ricevuto questo messaggio da una mamma di una mia ex alunna. Questo è il clima che si sta vivendo in Albania in questo periodo, specialmente quest’ultima settimana. Chi vive a Tirana respira un aria di Chiesa e di storia, la via principale di Tirana è piena delle foto dei martiri cattolici morti durante il Regime Comunista e una mia amica, mussulmana, scrive su facebook “questi sono i veri caduti per la patria”, come a dire che i veri padri della nostra patria sono questi che hanno dato la vita per Dio e per la propria terra. Parole fondate perché le ultime parole di quasi tutti i martiri sono state: “Viva Cristo Re, viva l’Albania”. Davvero stiamo vivendo una aria di festa che unisce senza confondere, quella “Tolleranza Religiosa” di cui l’Albania va fiera e di cui io spesso sono scettica, in questi giorni la sento reale, almeno dalla gente semplice.

Noi siamo in piccolo popolo in confronto ad altri paesi europei, trascurato da tutti, chi si ricorda dell’Albania? Ultimamente ho sentito una suora dire che quando ha espresso il desiderio di andare in missione i superiori le hanno chiesto se avesse qualche preferenza, Africa, Asia, America Latina, ecc. …ma lei, giovane suora, ha risposto “mandatemi dove nessuno vuole andare”, e, guarda caso, l’hanno mandata in Albania. Questo per dire che siamo un popolo nel cuore dell’Europa (geografica), ma così sconosciuto e di conseguenza non amato, oppure conosciuto per l’immagine che tanti albanesi hanno trasmesso nel mondo, specialmente nei paesi europei, e ancora più in specifico, quei paesi vicini a noi. Spesso gli albanesi vengono riconosciuti per le delinquenze, che sono vere, ma se dico che Francesco Crispi era di origine albanese nessuno lo sa, se dico che Antonio Gramsci aveva uno dei genitori albanesi, rimangono stupiti, gli stessi italiani, se dico che James Belushi è albanese, nessuno lo riconosce, della Beata Teresa di Calcuta sono pochi quelli che sanno la provenienza, e la lista potrebbe continuare, ma non è qui il luogo.

All’inizio degli anni Novanta l’Albania era descritto come l’ultimo segreto dell’Europa, ma io continuo a credere che per tantissimi sia ancora un segreto sa scoprire. Da piccolo Paese delle Aquile sentiamo una grande riconoscenza nei confronti di Papa Francesco, perché ha scelto questo paese sconosciuto, non importante, né al livello politico, né economico, ma importante per la Chiesa perché ha sofferto tanto ed è rimasta fedele a Cristo. Sembra che quando i vescovi hanno chiesto al Santo Padre di venire in Albania abbia risposto dia vere tante richieste e certamente è vero, qualche tempo dopo il Papa ha ricevuto in visita il Primo Ministro dell’Albania, Edi Rama, ed anche lui ha rinnovato la richiesta e il Papa avrà dato la stessa risposta, ma il Primo Ministro sembra aver detto “ma la Chiesa in Albania è particolare,  ha sofferto tanto, dove molti albanesi hanno dato la vita per la fede durante il Sistema totalitario del Comunismo”, forse che questa sia stato motivo di considerazione seria di una possibile visita in Albania e così sarà il 21 settembre prossimo.

Ai giornalisti che hanno chiesto il motivo per cui ha scelto di cominciare le sue visite pastorali con l’Albania risponde “Alcuni dicono che il Papa ha uno stile di incominciare tutte le cose dalla periferia. Ma no, vado in Albania perché? Per due motivi importanti. Primo, perché sono riusciti a fare un governo - pensiamo ai Balcani! -, un governo di unità nazionale tra islamici, ortodossi e cattolici, con un consiglio interreligioso che aiuta tanto ed è equilibrato. E questo va bene, è armonizzato. La presenza del Papa è per dire a tutti i popoli: "Si può lavorare insieme!". Io l'ho sentito come se fosse un vero aiuto a quel nobile popolo. E l'altra cosa: se pensiamo alla storia dell'Albania, è stata l'unico dei Paesi comunisti che nella sua Costituzione aveva l'ateismo pratico. Se tu andavi a Messa era anticostituzionale. E poi, mi diceva uno dei ministri, che sono state distrutte - voglio essere preciso nella cifra - 1.820 chiese. Distrutte! Ortodosse, cattoliche … in quel tempo. E poi, altre chiese sono state trasformate in cinema, teatro, sale da ballo... Io ho sentito che dovevo andare: è vicino, in un giorno si fa...".

È caratteristica dei paesi balcanici avere una religione di stato, Grecia, insieme a tutti i paesi sovietici; Serbia, Montenegro, Macedonia ecc sono di religione Ortodossa, l’Albania è l’unico paese a non avere una religione dominante, pur essendo maggioranza mussulmana, e da questo nasce anche la tolleranza religiosa. È importante nella nostra storia il fatto che non ci sono stati politici o dittatori che abbiano voluto obbligare alla pratica di una o di un’altra religione così da creare conflitti religiosi nel paese. Ecco allora anche uno dei motivi per cui Papa Francesco desidera iniziare le sue visite pastorali in un paese così piccolo e dimenticato, forse perché ha qualcosa da insegnare anche ad altri paesi, specialmente in questo periodo, dove i cristiani sono perseguitati solo a causa della religione.

Questa tolleranza si vede anche in questi giorni nei quali vede impegnati tutti i ministeri, autorità civili e religiose, a preparare il paese per un accoglienza il più possibile buona. Nel primo pomeriggio si prevede un incontro con i capi delle diverse religioni in Albania, le principali sono quelle Islamiche e Ortodosse, oltre alla religione Cattolica, in minoranza, ma sempre ha avuto un ruolo cruciale durante i secoli di storia Albanese.

Così ci prepariamo ad accogliere Papa Francesco, tutti insieme, anche i mussulmani sono felici che Lui abbia scelto il nostro paese da visitare, e lo dimostrano, e certamente ci sono quelli ai quali non interessa, ma in genere  si avverte un clima di accoglienza da parte di tutti, praticanti delle diverse religioni, non praticanti e anche dagli atei, perché avvertono in Francesco una persona semplice e vicino alla gente, vicino ai poveri, ma in modo particolare perché da speranza, perché viene ad incoraggiare un popolo che ha tanto sofferto e vuole assicurare il suo appoggio.

È bellissima l’atmosfera che si respira e vogliamo che duri ancora tanto,  intanto aspettiamo di vivere il 21 settembre e di ascoltare le parole che vorrà rivolgerci.

Ci uniamo tutti alla richiesta del Papa di accompagnarlo con la preghiera, perché tutto si svolga nella pace.                                             Da Elbasan, Albania Elda Nikolli, sdC

 

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