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Venerdì 23 Gennaio 2015 22:34

Francia: Conferenza Religiosi/e

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Chiamati alla Speranza

È intorno a questo tema che la CORREF (conferenza dei religiosi e religiose della Francia) ha riunito 430 superiori e superiore maggiori di Francia in Assemblea Generale, a Lourdes, sotto lo sguardo di Maria, nel mese di novembre 2014.

È un fatto: in Europa, in Francia, nella vita delle nostre congregazioni, la speranza è messa alla prova. I Superiori presenti hanno guardato questa realtà con realismo:  invecchiamento, i  giovani sono in minoranza e su questi ricadono delle grosse responsabilità, dato il numero limitato di religiosi si costituiscono delle comunità fragili, vi è la difficoltà a rispondere alle chiamate della missione, progressivamente la presenza della vita religiosa viene meno nell’ambito sociale ed ecclesiale, difficoltà a perseverare nella vita religiosa, problemi di salute dalle Suore in attività, frequenti chiusure di comunità …

La speranza è messa alla prova?  Sì ma è anche stimolata :

Infatti tutti i partecipanti affermano che la parola del Papa sveglia, incoraggia, porta oltre i nostri piccoli problemi.

Anche, il lavoro della CORREF è riconosciuto come un'apertura ed un accompagnamento per situarsi con attenzione nella Chiesa e nella Società.

La Vita Religiosa, pur con le sue povertà,  resta creativa.

  • ØVuole comunicare al mondo la sua fede in un altro “mondo possibile” radicato in Cristo, vuole essere segno di Speranza.  E per ciò si dà dei mezzi:  approfondisce la vita spirituale, condivide la preghiera con altri, investe nella formazione iniziale e permanente, suscita un lavoro inter-congregazionale, sa ricavare elementi positivi dalla ricchezza dell'internazionalità in una società mondializzata.
  • ØSi apre alla collaborazione con i collaboratori laici, resta viva e vede fiorire, nascere e crescere le famiglie spirituali, lavora con altre associazioni o con i servizi sociali, pone attenzione  per mantenere i valori evangelici, vive la prossimità col mondo dei poveri.
  • ØVuole vivere pienamente il momento presente: essere attenta a tutta la vita di oggi, avere un sguardo positivo sull'inatteso di Dio, credere ad un avvenire possibile.  Sviluppare la " cultura dello stupore"

Riguardo alla vita fraterna talvolta difficile, i religiosi hanno l'audacia di rimettersi in questione, di non restare fermi o ancorati a esperienze vissute, ma accettano di vivere la disponibilità e inventare altre forme di presenza. La vita religiosa crede all'attualità dei differenti carismi quando si aprono al nuovo.

Dunque non pessimismo ma un realismo pieno di Speranza e di inventiva nella serenità dell'accoglienza pacifica del futuro che Dio ci prepara..

I Superiori presenti hanno lavorato durante questi tre giorni aiutati da parecchi intervenienti di qualità: Sr. Geneviève COMEAU, Xavière, ha ricordato i fondamenti teologici della Speranza, Padre Jean Marie PETITCLERC, salesiano di Don Bosco, forte della sua esperienza ci ha invitati a convertirci al coraggio della speranza per affrontare i cambiamenti della società e trasmettere la nostra Fede in Dio che crede nell'uomo di domani come a quello di ieri.

Parecchi testimoni hanno animato laboratori e hanno interpellato la vita religiosa.   

  • Guy AURENCHE, presidente del CCFD, ci ha invitati ad essere attenti a ciò che nasce, a metterci al servizio della nascita della società in piena metamorfosi di cui ignoriamo ciò che sarà.  Ci poneva la domanda:  come passare da una solidarietà riparatrice di alcuni errori ad una solidarietà creatrice di un nuovo vivere insieme?
  • François SOULAGE augura che la vita religiosa, impegnata nella società umana, porti al cuore della comunità cristiana la realtà di questa società.  Nessuno è abbastanza ricco per non avere niente da ricevere.
  • Elena LASSIDA, parlava dell'economia come un luogo di vita e di speranza, non solamente un luogo di redditività finanziaria, ma luogo di progresso sociale, relazionale, un luogo che permetta ad ogni uomo ed ogni donna di spiegare la sua creatività. Le congregazioni per la loro scelta di stile di vita, per la loro scelta di investimenti, per la loro scelta di governo dicono una parola sull'economia luogo di vita o luogo di morte.

Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare anche un medico specializzato nelle cure palliative, un responsabile dell'insegnamento cattolico, un giornalista.

Tutti hanno espresso la fortuna ma anche la responsabilità della vita religiosa ad essere una parola di speranza per la nostra società. A noi afferrare questa parola per farne una sorgente di vita.         

Sr Marguerite Tissot, superiore della Provincia Besançon-Savoie

 

 

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