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24 agosto 2019 - Dal Consiglio Episcopale Latinoamericano, CELAM: “Urgono serie misure per salvare il polmone del mondo”. Accorato l’appello del CELAM: "Esortiamo i governi dei paesi amazzonici, in particolare Brasile e Bolivia, le Nazioni Unite e la comunità internazionale a prendere serie misure per salvare il polmone del mondo. Quello che succede all'Amazzonia non è solo un problema locale ma è di portata globale. Se l'Amazzonia soffre, il mondo soffre".

In comunicato dell’organismo ecclesiale continentale si afferma: "Consapevoli dei terribili incendi che consumano grandi parti della flora e della fauna in Alaska, Groenlandia, Siberia, Isole Canarie e in particolare in Amazzonia, i Vescovi dell'America Latina e dei Caraibi vogliamo esprimere preoccupazione per la gravità di questa tragedia che non è solo di impatto locale, nemmeno regionale, ma di proporzioni planetarie".

"L'Amazzonia - continua il testo del CELAM- è una regione con una ricca biodiversità, è multietnica, multiculturale e multi-religiosa, uno specchio di tutta l'umanità che, a difesa della vita, richiede cambiamenti strutturali e personali di tutti gli esseri umani, gli Stati e la Chiesa. Questa realtà va oltre il campo strettamente ecclesiastico dell'Amazzonia, perché si concentra sulla Chiesa universale e anche sul futuro dell'intero pianeta".

Il testo conclude ricordando le parole di Papa Francesco (del marzo, 2013), chiedendo “a tutti coloro che occupano posizioni di responsabilità nella sfera economica, politica, sociale, tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo custodi della creazione, del disegno di Dio inscritto nella natura, guardiani dell'altro, dell'ambiente; non lasciamo che i segni della distruzione e della morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo”.

(CE) (Agenzia Fides, 23/08/2019)

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Lunedì, 09 Gennaio 2017 21:55

BRASILE Le carceri: una fabbrica di torture

9 gennaio 2017 – La situazione nelle carceri: una bomba a orologeria che potrebbe esplodere in qualsiasi momento. "Parlare di carcere significa parlare di una fabbrica di torture, che produce violenza e genera mostri. E' un ambiente stressante e la barbarie è costante" afferma padre Valdir João Silveira, Coordinatore nazionale della Pastorale Penitenziaria del Brasile, nel testo pervenuto a Fides. Dopo la notizia della tragedia accaduta il 4 gennaio nel penitenziario di Anísio Jobim (Compaj) a Manaus, dove secondo la Segreteria della Sicurezza dell'Amazzonia sono morte 56 persone, sono molte le denunce dei familiari e delle istituzioni che collaborano nell'assistenza dei carcerati in questo centro ed in altre centri penitenziari del paese.

"Possiamo trovare solo persone ferite, celle piene e pessima alimentazione. Ciò che è accaduto a Compaj, accade da molto in diversi luoghi del Brasile, a Rio Grande do Norte, a Rondonia e Parana... Si tratta di una bomba a orologeria che potrebbe esplodere in qualsiasi momento, in tutto il paese" ha ribadito padre Valdir parlando ai giornalisti.

Secondo il sacerdote, ogni giorno si verificano diversi disordini nel paese, ma solo quelli più importanti vengono riportati dalla stampa. Le rivolte sono motivate dal sovraffollamento e forse potranno diminuire solo dopo che il governo avrà preso una serie di misure. La prima dovrebbe essere quella di fornire assistenza legale ai detenuti, che trascorrono troppo tempo in attesa prima di essere processati. Il sacerdote ha sottolineato che molti prigionieri in attesa di giudizio sono in cella con prigionieri già condannati.

Secondo le ultime agenzie di informazione locali, la situazione non è tranquilla e il governo, poche ore fa, ha autorizzato l'invio di forze federali in tre stati del Brasile (Amazonas, Rondonia e Mato Grosso) per contenere le rivolte nelle carceri di queste regioni. Dopo il caso di Manaus, c'è stato il massacro di Monte Cristo a Boa Vista (Roraima), dove il 6 gennaio sono stati uccisi 33 detenuti, secondo la stampa locale per rappresaglia dei fatti di Manaus.

(CE) (Agenzia Fides, 09/01/2017)

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19 luglio 2016 - Formazione degli animatori: “L’Infanzia e l’Adolescenza Missionaria (IAM) nelle scuole” è il tema della terza Settimana di formazione missionaria che si svolgerà dal 25 al 29 luglio a Brasilia, nella sede del Centro Culturale Missionario (CCM). Promossa dal CCM, dalle Pontificie Opere Missionarie (POM) e dall’Associazione Nazionale dell’educazione cattolica (Anec), la Settimana di formazione è rivolta ad educatori ed educatrici, e ai coordinatori della pastorale scolastica.

Secondo le informazioni inviate a Fides, ormai da lungo tempo sono nati gruppi della IAM in tutto il Brasile, nelle comunità e nelle parrocchie ma anche nelle scuole cattoliche, quindi si avverte l’esigenza di una formazione più completa degli educatori che accompagnano questi gruppi, come anche di approfondire la proposta missionaria della IAM per una migliore integrazione nel progetto pedagogico delle scuole.

L’obiettivo della Settimana è quindi di rafforzare e ampliare la metodologia dell’IAM nelle scuole, dinamizzare la pastorale scolastica, in coordinamento con la segreteria nazionale IAM. La Settimana di formazione prevede conversazioni e dibattiti, sui seguenti temi: “Sfide e possibilità nell’infanzia e nell’adolescenza”, “Educazione alla mondialità”, “Azione pastorale e pedagogica nell’unità educativa”. (SL) (Agenzia Fides 19/7/2016)

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Sabato, 25 Giugno 2016 15:51

BRASILE Olimpiadi: religiose in campo

25 giugno 2016 - Per vincere contro la tratta di esseri umani. All’avvicinarsi del 5 agosto, data di inizio delle Olimpiadi di Rio di Janeiro, sta crescendo l'impegno contro la tratta di persone in tutte le sue forme. Ancora una volta le Olimpiadi diventano un momento di crescita economica per il Paese che le ospita, ma si trasformano anche in occasione propizia per la criminalità, per i trafficanti di esseri umani per lo sfruttamento sessuale o lavorativo.

Per questo la campagna “Play for Life" (Gioca a favore della vita) mira a informare e responsabilizzare i cittadini, la stampa e le agenzie di viaggio su un fenomeno che può essere prevenuto e contrastato. A sostenere la campagna è "Talitha Kum", la Rete internazionale della Vita Consacrata contro la tratta di persone, e l’Unione internazionale delle Superiore generali.

La campagna verrà realizzata da 26 gruppi della rete, presenti in 26 Stati del Brasile, e in modo speciale a Rio de Janeiro, con attività principalmente di prevenzione, di divulgazione di materiali prodotti per la campagna, ma anche con attività di tipo educativo rivolte soprattutto ai giovani e agli adolescenti, che sono i gruppi principali a rischio di tratta. È un lavoro fatto insieme con diverse Chiese, non solo la Chiesa cattolica: è un lavoro di stampo ecumenico ma anche di collaborazione con le organizzazione governative preposte a un lavoro contro la tratta”, ha detto ieri nella presentazione della campagna a Roma, suor Gabriella Bottani, una delle coordinatrici di "Talitha Kum"

La campagna è già stata lanciata in Brasile il 31 maggio a cura della rete brasiliana delle religiose contro la tratta e ha scelto di riproporre lo stesso slogan usato in occasione del Mondiali di calcio del 2014 . Un’esperienza, quella di due anni fa, che ha contribuito all’aumento del 42% delle denunce. (CE)

(Agenzia Fides)

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9 maggio 2016 - In Brasile, come in diversi altri paesi dell’America Latina, la settimana che precede la solennità di Pentecoste è dedicata alla preghiera per l’unità dei cristiani. “Chiamati e chiamate a proclamare le grandi opere del Signore" è il tema scelto per la settimana di quest’anno in Brasile, dall’8 al 15 maggio, che trae spunto dal versetto biblico 1Pt 2,9 richiamando la realtà delle migrazioni. Secondo le informazioni pervenute a Fides, la proposta del tema è del movimento ecumenico della Lettonia, adattata in Brasile dal Movimento Ecumenico Curitiba (MoveC).

Nella lettera dei rappresentanti delle diverse comunità cristiane brasiliane diffusa per la circostanza, si sottolinea che “l'anno 2015 è stato caratterizzato dalle ondate migratorie. Anche all'inizio di quest'anno, abbiamo visto in Europa, migranti e rifugiati disperati alla ricerca di nuove condizioni di vita. I loro paesi sono stati distrutti da guerre e disastri ambientali. Alcuni paesi hanno scelto di chiudere le proprie frontiere per impedire l'ingresso ai migranti. Altri stanno pensando a questa possibilità”.

Quindi evidenziano che “in Brasile, la situazione non è così drammatica come lo è in Europa. Ma anche qui è aumentato il numero di migranti e rifugiati… Purtroppo, nel 2015, alcuni migranti sono stati picchiati e sono stati oggetto di preconcetti. Atteggiamenti razzisti e pregiudizi non sono coerenti con le grandi opere di Dio”. Il testo ricorda che in passato un numero significativo di gruppi etnici è arrivato in Brasile per motivi legati alla fame e alla guerra, trovando qui accglienza e protezione.

“Il battesimo ci chiama al rispetto per i migranti. Più che tolleranti, dobbiamo essere rispettosi – esorta la lettera -. La tolleranza dovrebbe portare al riconoscimento del diritto alla dignità che è insito in ogni essere umano. Siamo chiamati e chiamate a proclamare le grandi opere del Signore! Che questa proclamazione si traduca in atteggiamenti di dialogo, accoglienza e rispetto per quelle persone che vengono nel nostro paese in cerca di nuove opportunità di vita”. (SL) (Agenzia Fides 9/05/2016)

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19 gennaio 2016 – All’alba del 15 gennaio, indigeni del popolo Guarani e Kaiowá hanno ripreso possesso di una parte del loro territorio tradizionale nella zona conosciuta come “Terra indigena Taquara”. L'area, su cui c'è una fattoria, è conosciuta dai nativi come Lechucha e fa parte del territorio Taquara, vicino al comune di Juti, nel Mato Grosso do Sul. In questa giornata, gli indigeni affermano di aver ricevuto minacce da parte di uomini armati su pick-up, i cosiddetti "pistoleiros".

Il fatto è avvenuto due giorni dopo l’anniversario dell'assassinio del cacique Marcos Veron, morto il 13 gennaio 2003. Marcos fu un leader storico di Taquara, e si mise alla guida del popolo Guarani e Kaiowá nel 1997, dopo anni di attesa della risposta del governo alle richieste di identificazione e demarcazione della loro terra.

La nota inviata a Fides dal CIMI (Consiglio Indigenista Missionario), informa che attualmente, il territorio è in attesa della ratifica dell'area da parte del governo federale. Gli studi di identificazione delle terre tradizionali sono iniziati nel 1999, e nel 2010 il Ministero della Giustizia ha emesso un ordine dichiarativo, riconoscendo il popolo Guarani e Kaiowá come popolo tradizionalmente padrone del suo territorio.

I circa 600 indigeni hanno vissuto finora in una piccola parte del loro territorio tradizionale, occupando solo 300 dei 9.700 ettari di Taquara. In questo spazio ristretto, Guarani e Kaiowá hanno sofferto continui abusi, minacce e violazioni di ogni genere, perfino l'uso di pesticidi nelle piantagioni di canna da zucchero vicine e la deforestazione causata dagli agricoltori nelle vicinanze.

(CE) (Agenzia Fides, 19/01/2016)

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12 ottobre 2015 - La Chiesa brasiliana: “Salvare l’infanzia abbandonata e indagare sull’inquietante fenomeno degli adolescenti scomparsi”: è l’appello lanciato dalla Conferenza Episcopale del Brasile che ha ufficialmente aperto la campagna “Andiamo a salvare i nostri figli!”, mobilitando tutte le istituzioni cattoliche e segnalando una questione che scuote le coscienze.

Come appreso da Fides, la campagna è stata resa nota nel giorno stesso in cui la stampa internazionale ha pubblicato il durissimo atto di accusa delle Nazioni Unite verso le autorità brasiliane affermando che “la polizia starebbe uccidendo bambini e adolescenti per ripulire le metropoli”, soprattutto Rio de Janeiro, in vista dei Giochi del 2016.

La Chiesa ha sposato l’iniziativa del Consiglio Federale di Medicina (CFM) che, insieme ad altre istituzioni che lavorano a favore dell'infanzia, ha come obiettivo contribuire a chiarire i casi di bambini scomparsi.

Secondo il registro nazionale dei bambini e adolescenti scomparsi – si legge nella nota inviata a Fides dalla Conferenza Episcopale del Brasile – attualmente ci sono 371 casi di sparizioni di bambini e adolescenti tra i 4 ei 15 anni, 204 ragazzi e 167 ragazze. E solo quattro persone sono state ritrovate.

Secondo i dati del CFM, sono più di 250 000 i casi di bambini scomparsi in Brasile, non denunciati. Una delle cause è il traffico di esseri umani, flagello che conta più di 20 milioni di vittime in tutto il mondo. Secondo uno studio della CFM in Brasile la ragione principale per la scomparsa dei ragazzi è la violenza, sia a causa dei maltrattamenti familiari che nelle strade dei quartieri.

La campagna promuove diverse attività e l'uso dei social media per informare, prevenire e segnalare i casi. (CE) (Agenzia Fides, 12/10/2015)

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Mercoledì, 17 Giugno 2015 15:21

BRASILE Settimana del Migrante

17 giugno 2015 – No al pregiudizio, sì ai diritti e alla partecipazione:  “Aiutare le nostre comunità a riflettere e approfondire la realtà migratoria, illuminate dall'esperienza della Campagna di Fraternità di quest'anno, il cui tema 'Chiesa e società' ci ha permesso di comprendere meglio e contestualizzare la missione di Gesù e dei suoi seguaci in tutto il mondo: 'sono venuto per servire'”. Con queste parole il Vescovo di Pesqueira, Sua Ecc. Mons. José Luiz Ferreira Sales, che è il responsabile del Servizio Pastorale della Mobilità Umana della Conferenza Episcopale del Brasile (CNBB), definisce l’obiettivo prioritario della 30ma Settimana del Migrante, che si sta celebrando in Brasile, dal 14 al 21 giugno.

Promossa dal Servizio Pastorale per i Migranti (SPM) della CNBB, la Settimana ha per tema "Migrazioni e società" e lo slogan "No al pregiudizio, per i diritti e la partecipazione". Secondo le informazioni pervenute a Fides, si propone di approfondire la riflessione fatta in occasione della Campagna di Fraternità 2015, analizzando la realtà attuale dei migranti presenti in Brasile. Allo scopo sono stati preparati dal SPM alcuni sussidi: il messaggio di Mons. Ferreira Sales per la circostanza, elementi per la contestualizzazione del tema, un incontro biblico che prevede l’analisi di alcune esperienze di vita, la lettura della parola di Dio, la preghiera e gli impegni da assumere, comunitariamente e individualmente. Infine vengono offerti anche alcuni suggerimenti per una celebrazione. (SL) (Agenzia Fides 17/6/2015)

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13 aprile 2015 – Si aprirà domenica 3 maggio, alle ore 9, nella sede di Olinda, la fase diocesana del processo di Beatificazione e Canonizzazione di Mons. Helder Camara, sesto Arcivescovo di Olinda: lo comunica l’Arcivescovo metropolitano di Olinda e Recife, Sua Ecc. Mons. Antonio Fernando Saburido, attraverso la pubblicazione dell’editto, di cui è pervenuta notizia a Fides. L’Arcivescovo ricorda che il 25 febbraio 2015 la Congregazione per le Cause dei Santi ha autorizzato l’apertura ufficiale del processo per Dom Helder Pessoa Camara, ora Servo di Dio, e che la data del 3 maggio è stata scelta con il consenso dei Vescovi che formano la regione nordeste 2 della Conferenza Episcopale del Brasile.

 Hélder Câmara nacque in una modestissima e numerosa famiglia a Fortaleza (Brasile), il 7 febbraio 1909. Venne ordinato sacerdote il 15 agosto 1931 a Rio de Janeiro, di cui fu nominato Vescovo ausiliare il 3 marzo 1952 e ricevette l'ordinazione episcopale il 20 aprile 1952. Fondò la Banca della Provvidenza di San Sebastiano, che assisteva i poveri e gli emarginati. Sempre a Rio, organizzò il 36º Congresso Eucaristico Internazionale e la Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani (CNBB), della quale fu attivissimo Segretario. Partecipò al Concilio Vaticano II offrendo notevoli contributi. Il 12 marzo 1964 Paolo VI lo nomina Arcivescovo di Olinda e Recife. Si adoperò incessantemente per risolvere il dramma della miseria nelle favelas e per questo fu anche chiamato "il Vescovo delle favelas". Lasciata la guida della diocesi per raggiunti limiti di età, continuò a vivere nell'appartamento popolare in cui si era trasferito all'inizio del suo ministero episcopale, a Recife, fino alla morte, il 27 agosto 1999. (SL) (Agenzia Fides 13/4/2015)

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Sabato, 11 Aprile 2015 15:02

BRASILE La Chiesa deve molto alla VC

10 aprile 2015 – La storia della Chiesa in Brasile deve essere scritta dalla vita religiosa. È in pieno svolgimento ad Aparecida, con più di 2.000 religiosi e religiose provenienti da tutte le regioni del Brasile, il Congresso nazionale della Vita Consacrata, che si conclude oggi. Iniziato nel pomeriggio di martedì 7 aprile sul tema "Assumere il nucleo che identifica la vita consacrata: atteggiamento profetico, processo mistagogico" e con lo slogan: "Non bruciava il nostro cuore, quando Egli ci parlava sulla via ? (Lc 24,32)", il Congresso si celebra alla luce dell'Anno della Vita Consacrata indetto da Papa Francesco.

Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, Sua Ecc. Mons. Jaime Spengler, Arcivescovo di Porto Alegre e incaricato della Conferenza Episcopale (CNBB) per la vita consacrata in Brasile, ha detto aprendo i lavori che la storia della Chiesa in Brasile deve essere scritta dalla vita religiosa consacrata, a cui deve molto. Anche il Card. Raymundo Damasceno, Arcivescovo di Aparecida e Presidente della CNBB, ha ringraziato i religiosi perché vivono la loro vocazione spesso in situazioni difficili, dando testimonianza esistenziale e missionaria, nonché prestando numerosi servizi apostolici. "La Chiesa deve un tributo di riconoscenza e gratitudine per il vostro instancabile lavoro nel campo pastorale, dell'educazione, della salute, della cura dei poveri e degli emarginati, della promozione e difesa della vita, nel promuovere la pace e il bene comune del popolo brasiliano" ha detto l'Arcivescovo.

Molte testimonianze sono state condivise attraverso i social media. Forse è la prima volta che un numero così elevato di religiosi può seguire i lavori del Congresso anche via internet all’indirizzo della Conferenza dei Religiosi del Brasile (http://www.crbnacional.org.br/)

(CE) (Agenzia Fides, 10/04/2015)

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