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Sabato, 30 Settembre 2017 20:22

INDIA Salvare le figlie femmine

30 settembre 2017 - Il feticidio femminile è un problema a livello nazionale oltre che un male sociale. L’aborto selettivo e l’aumento del numero di infanticidi femminili sono diventati un grave problema sociale in diverse parti dell’India. I casi di feticidi femminili stanno rapidamente aumentando nell’India urbana, trascendendo tutte le barriere di casta, classe e comunità e anche il divario nord-sud. L’Associazione Medica Indiana stima che ogni anno vengano abortiti cinque milioni di feti femminili. “Il dato più allarmante è che l’aborto selettivo prevale anche tra i ceti sociali più alti. È sconvolgente che la brama di avere un figlio maschio renda le persone talmente crudeli da indurle ad uccidere i bambini non ancora nati” ha dichiarato a Fides suor Devadoss Joseph Margaret (Dr. D.J. Margaret) medico delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Le suore salesiane di San Giovanni Bosco o Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) ricoprono il dottorato (Dipartimento di Studi cristiani dell'Università di Madras), l’insegnamento teologico nel Teologato salesiano di Chennai, nel Dipartimento per gli studi cristiani nell’Università di Madras come facoltà ospite.

“Un’altra forma di omicidio femminile consiste nell’infanticidio intenzionale di una bambina entro il primo anno di età. Se la piccola sopravvive al feticidio viene abbandonata o gettata tra i rifiuti o nelle discariche. A volte, vengono bruciate vive o avvelenate, altre sono uccise applicando veleno sul seno della madre. Vengono vendute, assassinate, torturate e picchiate. Tutta questa malvagità è dovuta all’estremo desiderio di avere un figlio maschio tra alcune fasce della nostra società che nega il diritto delle figlie femmine a nascere in questo mondo", ha aggiunto suor Margaret.

Le bambine vivono anche a rischio di minacce di genere, prive di istruzione, soggette a lavoro minorile, matrimonio infantile e forzato, violenza di genere e vessazioni. Nei matrimoni infantili, mentre il ragazzo continua la sua formazione, la ragazza viene privata del suo diritto all’istruzione e all’occupazione. Alcune persone ritengono che la nascita di una bambina possa ridurre il loro stato sociale nella società. Quelli che vivono in condizioni di povertà estrema credono spesso che la fanciulla causerebbe ancor più difficoltà economiche alla famiglia.

E’ responsabilità di tutti prendersi cura delle bambine e dare loro ogni opportunità per avere successo nella vita. ‘Salviamo le bambine, Educhiamo le bambine’ è una delle iniziative sociali portate avanti in India non solo per combattere il feticidio e l’infanticidio femminile ma anche per promuovere il benessere integrale delle ragazze. Questa iniziativa è sostenuta attivamente dal Governo, dalle associazioni di attivisti a favore dei diritti umani e dalle ong. L’obiettivo è tutelare, salvaguardare, sostenere e educare le bambine.

“Per fermare il feticidio e l’infanticidio femminile, liberare le bambine vessate e promuovere i loro benefici generali, dobbiamo innanzitutto fermare i test di selezione sessuale. In secondo luogo, dobbiamo creare un ambiente in cui ogni bambino non ancora nato sia accolto senza alcun pregiudizio di genere. In terzo luogo, dobbiamo ricordare che nessuna società può prosperare nel suo complesso quando la metà di essa viene costantemente trattata in modo inferiore all’altra metà. Quarto, qualunque legge stabilita non servirà a nulla se noi, come società, continuiamo a negare alle figlie femmine la dignità, la libertà e le opportunità che appartengono loro. Soprattutto bisogna considerarle come un patrimonio” ha dichiarato suor Margaret.

(PN/AP) (30/9/2017 Agenzia Fides)

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Giovedì, 08 Dicembre 2016 20:50

INDIA Non si ferma lo sfruttamento dei minori

7 dicembre 2016 - In India sono più di 200 mila i bambini che vengono sfruttati in condizioni del tutto precarie nel mondo del lavoro dell’industria manifatturiera. Costretti a lavorare, privati dell’istruzione e delle loro necessità di base, questi piccoli subiscono le conseguenze di una società che li guarda con indifferenza.

Per dare visibilità in tutto il mondo a questa drammatica situazione è stata lanciata la campagna “Child in a Box”. Si tratta di scatole che nella loro parte superiore presentano l’immagine di un bambino felice ma, nel momento in cui si aprono, appaiono le condizioni disumane dei piccoli sfruttati.

Secondo le notizie pervenute a Fides, le scatole sono state messe in vendite in diverse località del Paese e il denaro raccolto sarà destinato al miglioramento delle condizioni di vita di queste giovani vittime. Nell’Asia meridionale si registrano i peggiori indici di sfruttamento lavorativo dei minori, con oltre 100 milioni di bambini trattati come bestie da soma. 
(AP) (6/12/2016 Agenzia Fides)

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Venerdì, 30 Settembre 2016 20:37

INDIA Inclusione e qualità nell'istruzione

30 settembre 2016 - Le minoranze religiose in India, in particolare cristiani e musulmani, invitano il governo federale a non “zafferanizzare l’istruzione”, imponendo una nuova politica di formazione con particolare attenzione alle tradizioni culturali, religiose e linguistiche indù, ma a riconoscere il contributo delle minoranze per la nascita dell’India e, soprattutto, a raggiungere i poveri, i dalit (ex intoccabili), le donne e i tribali (aborigeni): è quanto emerso dall’incontro tenutosi ieri, 29 settembre, tra una folta delegazione di rappresentanti cristiani e musulmani con il Ministro federale per lo sviluppo delle risorse umane (HRD), Prakash Javadekar. Come appreso da Fides, la delegazione era composta, tra gli altri, dal Segretario generale della Conferenza episcopale indiana (Cbci), da altri Vescovi, nonché da accademici musulmani che hanno manifestato le loro perplessità e preoccupazioni per la nuova politica di istruzione del governo federale.

Il Vescovo Mascarenhas ha detto che la Chiesa vorrebbe “far parte della formulazione di una politica di formazione”, secondo i criteri costituzionali di garantire pari opportunità, accesso all’istruzione per tutti, per superare le diseguaglianze, e garantire a tutti i cittadini, a partire dall’infanzia, una istruzione equa e che sviluppi la personalità e potenzialità di ciascuno.

“La politica dell'istruzione – hanno ricordato i leder presenti – deve incoraggiare e facilitare gli istituti privati, secondo principi di autonomia e libertà”.

In tale contesto, “è d’obbligo rinascere il ruolo cruciale che le minoranze religiose hanno avuto e hanno all'interno del sistema educativo indiano” si nota. Le scuole delle minoranze “hanno storicamente svolto un ruolo cruciale nel raggiungere le fasce oppresse della società”, creando “istituti di eccellenza”. Non è un caso, si rileva, “se Maulana Azad, che per primo divenne Ministro dell'istruzione, e Rajendra Prasad, il primo Presidente, sono stati educati con il contributo del sistema educativo islamico. Allo stesso modo, 9 dei 15 Primi ministri e 11 su 13 Presidenti, hanno ricevuto la loro formazione in istituzioni cristiane”, che “hanno contribuito immensamente alla vita nazionale”, assolvendo alle funzione generale di tutelare i diritti culturali ed educativi di tutti i cittadini indiani, non solo delle minoranze.

La delegazione ha ribadito la necessità di preservare, nel campo dell’istruzione, principi come “inclusione e qualità”. A conclusione dell’incontro, il Ministro Javadekar ha assicurato di salvaguardare tali principi. (PA-SD) (Agenzia Fides 30/9/2016)

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Giovedì, 25 Agosto 2016 17:10

INDIA Misericordia, oltre confini e barriere

24 agosto 2016 – Incontro interreligioso organizzato nei giorni scorsi a Wadala, uno dei principali quartieri di Mumbai, nello stato indiano del Maharashtra: essere misericordiosi significa andare oltre confini e barriere: questo il senso dell’incontro. Nella parrocchia della Madonna Addolorata si sono riuniti relatori, intellettuali, esperti, teologi di diverse religioni per riflettere confrontarsi “sul tema meraviglioso della misericordia che abbraccia il cuore di ogni uomo e ogni donna senza distinzioni di sorta, religiose, etiche, culturali”, nota a Fides Sr. Teresa Joseph FMA, Segretaria dell’Ufficio per il dialogo e l'ecumenismo nella Conferenza episcopale dell’India.

“L’incontro è partito dal tema ‘Misericordiosi come il Padre’, che è il motto di questo Anno Santo”, riferisce Sr Joseph, e ha trovato declinazioni nell’induisimo ,come illustrato dal professor Harsha Badkar del Wilson College , che ha mostrato come i fedeli di quella religione “devono cercare la misericordia ed estenderla a tutti”. Il prof. Shilpa ha invece parlato del giainismo, sottolineando come esso unisca “libertà e responsabilità”: “Tutti sono incoraggiati ad agire con equanimità” e questo è un aspetto della misericordia. A Zuhair Nathani il compito di parlare della misericordia nell’islam, che “la collega all'amore della madre verso un figlio”, ha detto. Il professor Rustom, parlando del zoroastrismo, ha ricordato che la misericordia in quel culto “è un attributo di Dio onnisciente". Misericordia e giustizia sono le due facce della stessa medaglia, hanno rimarcato i presenti. “La misericordia di Dio supera ogni confine”, ha ricordato p. Vivian D 'Souza, parroco alla Chiesa dell’Addolorata, citando Papa Francesco. “Il nome di Dio è misericordia. Gesù è l'incarnazione dell’amore e della misericordia del Padre. L’amore e la misericordia invitano tutti noi ad essere inclusivi e a non tagliare la relazione con nessuno”.

“La misericordia va oltre ogni tipo di barriera e di muro”, hanno condiviso i presenti, notando che “le opere di misericordia sono parte dello stile di vita dei credenti di varie religioni”. (PA) (Agenzia Fides 24/8/2016)

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Domenica, 05 Giugno 2016 17:17

INDIA Bambini vittime di tratta

5 giugno 2016 - Oltre 300 mila bambini costretti a mendicare ogni giorno per le strade. Una recente indagine, portata avanti dalla polizia indiana insieme ad alcune organizzazioni umanitarie, ha rivelato che oltre 300 mila bambini subiscono maltrattamenti da parte di criminali coinvolti nella tratta di esseri umani, per costringerli a mendicare ogni giorno per le strade delle città. Molti dei minori che chiedono l’elemosina vengono mutilati o bruciati per sollecitare più compassione nei passanti e guadagnare di più.

Secondo la Commissione Nazionale dei Diritti Umani, in India vengono rapiti ogni anno più di 40 mila bambini, di questi 11 mila spariscono definitivamente. In città come Bangalore il numero di piccoli che vagano per le strade e chiedono l’elemosina aumenta in maniera esponenziale in prossimità di festival o subito dopo qualche disastro naturale. Da fonti di The Freedom Project India, organizzazione specializzata nella tratta di esseri umani, risulta che ogni 50 bambini tratti in salvo circa 10 sono spesso vittime della tratta. (AP) (Agenzia Fides)

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Venerdì, 22 Aprile 2016 16:46

PAKISTAN – INDIA Pellegrinaggio di pace

22 aprile 2016 - Lahore-Delhi per rafforzare l’unità e la misericordia fra i due popoli. Mons. Sebastian Francis Shaw, arcivescovo della città pakistana, si è recato in visita nella capitale indiana insieme a 16 sacerdoti della sua diocesi: “Siamo stati accolti con calore. C’è una grande fratellanza che ci unisce: siamo chiamati alla nuova cultura della misericordia”. Dal 1947 i due Paesi sono separati e in continuo conflitto.

Questo pellegrinaggio per noi “è molto significativo e fruttuoso. È stata una grande gioia essere accolti in modo così caloroso dall’Arcivescovo di Delhi. C’è una grande fratellanza e comunione che lega i nostri popoli”. Con queste parole mons. Sebastian Francis Shaw, arcivescovo di Lahore, ha espresso la sua contentezza per il pellegrinaggio compiuto in India insieme a 16 sacerdoti della sua diocesi, per pregare per la pace e la riconciliazione fra Pakistan e India. L’arcivescovo ha sottolineato il valore di questo gesto compiuto nello spirito del Giubileo della misericordia, motore di una nuova cultura di pace e armonia.

I pellegrini sono partiti da Lahore il 18 aprile scorso e dopo 13 ore di pullman sono arrivati a Delhi, dove sono stati accolti da una delegazione guidata dall’arcivescovo della città, mons. Anil Couto. P. Joe Kalathil sj, coordinatore della missione di pace Pakistan-India, è andato incontro ai nuovi venuti posando una ghirlanda di fiori su ciascuno. P. Kalathil lavora da anni con bambini provenienti da diverse scuole, sia indiane sia pakistane, per promuovere una cultura di pace. Centinaia di studenti di entrambe le nazioni si sono scambiati lettere di amicizia.

Oggi i pellegrini sono ripartiti per il Pakistan. “Abbiamo accolto con calore l’arcivescovo di Lahore – afferma mons. Couto –, insieme abbiamo discusso della storia della Chiesa di Lahore e della Chiesa di Delhi. La nostra madre comune un tempo era Agra [città dell’Uttar Pradesh, sede di una delle più antiche arcidiocesi dell’India ndr] ma dopo l’indipendenza dell’India nel 1947 [anno in cui il Pakistan si è staccato da Delhi ndr] le cose sono cambiate”.

“Con il passare degli anni – continua l’arcivescovo di Delhi – le Chiese sono cresciute, si sono sviluppate e hanno preso un nuovo corso. Con mons. Shaw abbiamo condiviso le gioie della nostra fede e le sfide della missione”.

“Dalla generosità con cui siamo stati ricevuti in tutti i luoghi storici che abbiamo visitato – riprende l’arcivescovo di Lahore – è chiaro che c’è una cultura che ci unisce, che c’è tanto rispetto reciproco che condurrà all’armonia sociale e alla pace”. “In questo Giubileo della misericordia – conclude mons. Shaw – il nostro pellegrinaggio in India acquista ancor più significato. Il Padre, che è misericordioso con noi, ci invita ad esserlo con gli altri. È una chiamata alla nuova cultura della misericordia”.

Nirmala Carvalho, Asianews

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20 febbraio 2016 – “Unità nella diversità” e “condanna di ogni estremismo religioso”. Questi i temi che hanno caratterizzato il recente incontro di oltre 500 giovani di diverse religioni, riunitisi a Mumbai per una assemblea sul tema “Il fondamentalismo religioso: una minaccia per l'umanità e la creazione”, organizzata dalle Figlie di San Paolo in collaborazione con altre istituzioni e scuole, non solo cristiane.

Come riferito a Fides, nell’incontro interreligioso annuale, che ha visto accanto ai giovani i genitori e gli insegnanti, si è rimarcato che “la gioventù è la chiave per celebrare e promuovere l’unità nella diversità e costruire pace e giustizia”. Lungi dalla contrapposizione, il forum intendeva essere una “piattaforma per imparare gli uni dagli altri, in un proficuo scambio di tradizioni religiose, valori, idee ed esperienze”. Il tutto per “costruire un'India migliore, un mondo migliore”.

Suor Ananda Amritmahal, Preside al Sophia College, ha spiegato il punto di vista del fondamentalismo religioso e il suo impatto sulla società a causa di “una fede vissuta senza ragione”. Ha detto che “tutti gli esseri umani sono uguali agli occhi del Maestro/Creatore, anche se usano metodi diversi per comunicare con il Creatore”, invitando al rispetto per l’altro e a non sentirsi “in concorrenza con altre religioni”. I giovani hanno mostrato consapevolezza della minaccia rappresentata dal fondamentalismo religioso oggi, esprimendo il desiderio di andare al di là delle differenze religiose, riconoscendosi in un’India pluralistica, multiculturale e multireligiosa, in cui vivere in serena convivenza e armonia. (PA) (Agenzia Fides 20/2/2016)

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Giovedì, 14 Gennaio 2016 20:26

INDIA Dialogo tra visnuisti e cristiani

14 gennaio 2016 - In India c'è bisogno di testimoniare la potenza della preghiera combinata con l'azione, per costruire una comunità di pace e armonia: è questo il frutto della recente sessione di dialogo tra cristiani e visnuisti, cui ha partecipato l'Ufficio per il Dialogo Interreligioso e per l'Ecumenismo nella Conferenza episcopale indiana.

Il “visnuismo” è una delle tre principali correnti devozionali dell'induismo moderno. I suoi seguaci considerano Visnù come suprema divinità, principio animatore e conservatore degli esseri viventi. Si calcola che circa 580 milioni dei fedeli indù siano visnuisti. 

Alla sessione di dialogo promossa e organizzata in un tempio indù a Tirupati, in Andra Pradesh, hanno preso parte 20 delegati tra cristiani di diverse confessioni e fedeli visnuisti. Nell'incontro, riferisce a Fides suor Teresa Joseph, Sottosegretario dell'Ufficio per il Dialogo Interreligioso, si è citata la "Nostra Aetate", la Dichiarazione del Concilio Vaticano II sulla relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, rimarcandone il carattere di apertura, dialogo e preghiera. 

L’incontro è stato caratterizzato da momenti di canto e di silenzio che hanno creato un clima di serena convivenza e condivisione tra credenti. Al centro della riflessione comune, il tema della preghiera, spiegata nelle diverse declinazioni. "In un clima di ascolto profondo e in atteggiamento di preghiera genuina, sono state offerte le diverse visioni sulla preghiera, che hanno aperto possibilità di ulteriore condivisione, di dialogo e di riflessione. Ognuno dei presenti ha manifestato vivo interesse e ha partecipato attivamente al dialogo e al confronto” racconta suor Joseph.

“L'esperienza del dialogo tra visnuisti e cristiani – conclude la religiosa - ha contribuito a rafforzare i rapporti interreligiosi e ad arricchire spiritualmente i presenti, unanimi nell'affermare la necessità di continuare questo percorso”. (PA) (Agenzia FIdes)

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Giovedì, 12 Novembre 2015 22:25

INDIA “Proteggere le minoranze religiose”

12 novembre 2015  –Un appello al premier Modi perché il governo di Narendra Modi protegga i diritti delle minoranze in India è stato lanciato dalla Ong Minority Rights Group International (MRG), nel primo giorno della visita del leader indiano a Londra.

In una nota inviata a Fides, l’Ong ricorda che “le tensioni religiose hanno raggiunto un punto di svolta in India, dove quattro musulmani sono stati recentemente uccisi con l'accusa di consumo o commercio di carne di manzo, considerato un crimine in molti stati del paese, a maggioranza indù. I cristiani, dalit e sikh sono divenuti sempre più bersaglio di intolleranza da quando ha assunto l'incarico Modi”.

“La recente scia di omicidi contro i musulmani in India desta serie preoccupazioni sull'impegno del governo di proteggere le proprie minoranze” spiega MRG, notando “un aumento della retorica nazionalista e dell'intolleranza religiosa, mentre il governo ha chiuso un occhio. Ci sono segnali preoccupanti che il governo di Modi stia sfruttando le tensioni interreligiose per guadagno politico”.

Infatti “alcuni membri del partito al governo, il Baratiya Janata Party, hanno cercato di minimizzare la gravità degli omicidi”. Gli attivisti per i diritti delle minoranze parlano di “inquietudine religiosa che attanaglia il paese”. Secondo MRG “l'India ha visto un aumento del 24% della violenza intercomunitaria da quando Modi è entrato in carica”. L’Ong chiede al governo della Gran Bretagna e all’Unione Europea di segnalare al Primo Ministro indiano il tema dello stato dei diritti umani e della protezione delle minoranze in India. (PA) (Agenzia Fides 12/11/2015)

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Giovedì, 22 Ottobre 2015 21:34

INDIA “Protezione per i dalit”

22 ottobre 2015 – La Chiesa chiede protezione e prevenzione della violenza sui dalit: “L’uccisione di due bambini dalit è stata un atto esecrabile. Come rappresentante dell’Ufficio della Conferenza episcopale per lo sviluppo dei dalit, ho partecipato, a fianco di altre associazioni cattoliche, alle manifestazioni della società civile per condannare la violenza ed esprimere solidarietà e sostegno ai dalit”: lo dice all’Agenzia Fides padre Devasagaya Raj, segretario dell’Ufficio dei Vescovi indiani dedicato alle questioni dei dalit e dei fuori casta.

Come riferito a Fides, i due bambini dalit sono stati arsi vivi nel villaggio di Sunped, alla periferia di New Delhi, da alcuni appartenenti a una casta superiore alla loro. Le vittime avevano due anni e nove mesi. Il sacerdote riferisce a Fides: “Purtroppo non si tratta di un fatto isolato. Aggressioni come questa avvengono in tutto il territorio indiano, a danno dei dalit più poveri, vulnerabili, deboli. Avvengono per controversie private o in seguito a piccoli conflitti. I dalit vengono colpiti e uccisi proprio perché indifesi e spesso questi omicidi restano impuniti”.

“Abbiamo condannato il gesto: in futuro serve protezione e prevenzione per queste comunità” osserva padre Devasagaya Raj. “La Chiesa cattolica in India è dalla parte dei deboli, ha alzato la voce con il governo e nella società per la difesa e per la dignità degli ultimi e degli emarginati”, conclude. Nell’omicidio dei piccoli, dopo le proteste della gente locale, la polizia ha arrestato tre sospetti. Secondo le autorità si tratta di un omicidio compiuto per vendetta, a causa di una vecchia faida. (PA) (Agenzia Fides 22/10/2015)

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