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Sabato, 29 Novembre 2014 21:06

INDIA Dalit: 165 milioni discriminati

28 novembre 2014  - Discriminazione per caste, lavoro minorile, matrimoni precoci di bambine minorenni e denutrizione cronica, sono alcuni tra i problemi più gravi che colpiscono la popolazione indiana. Le caste e sottocaste sono tante, anche se le principali sono quattro, tre superiori e una inferiore. Poi ci sono gli intoccabili, i dálit, che non rientrano in nessuna casta e sono completamente emarginati, pur essendo 165 milioni. Sono considerati portatori di impurità e, per evitare di “contagiare” altre persone, per bere sono costretti a non usare bicchieri ma le bucce del cocco o le mani. Non sono ritenuti degni di mangiare nei piatti o nelle foglie e devono farlo direttamente dal suolo o su una pietra, né possono lasciare impronte che potrebbero essere calpestate da qualche membro di una casta superiore. 


Tredici milioni di bambini sono socialmente esclusi, costretti a lavorare per sopravvivere. Molti vengono venduti dai loro stessi familiari per meno di 1000 rupie (13,15 euro), in particolare le bambine, che vengono sfruttate come domestiche, subendo spesso abusi. I piccoli che vivono al di sotto della soglia di povertà sono 60 milioni. Il 47% delle bambine sono obbligate a sposarsi prima di aver compiuto 18 anni. Nel Paese, dove si registra il tasso di mortalità infantile più elevato, la denutrizione cronica colpisce 62 milioni di minori.
(AP) (28/11/2014 Agenzia Fides)

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Venerdì, 17 Ottobre 2014 20:36

INDIA Contro le scuole occidentali

16 ottobre 2014 - Il modello scolastico "occidentale", portato dagli inglesi durante il periodo coloniale, "ha inferto un duro colpo ai valori e alla cultura dell'India". Così Rajnath Singh, ministro degli Interni del governo centrale, ha parlato ieri alle celebrazioni per il centenario della Chopsani School a Jodhpur. Sarebbe colpa degli ex "dominatori", ha aggiunto il politico, se oggi l'istruzione indiana non consegue il suo principale obiettivo: lo "sviluppo completo della personalità". Al contrario, "solo l'impareggiabile cultura indiana e il suo modello di valori così ricco e olistico" sono in grado di raggiungere tale traguardo.

Le dichiarazioni del Ministro riprendono, in qualche modo, uno degli impegni presi in campagna elettorale dall'attuale premier Narendra Modi. Il leader del Bharatiya Janata Party (Bjp), partito nazionalista indù ora al governo, ha promesso di applicare il "modello Gujarat" a livello nazionale. Nelle sue parole, tanti hanno visto solo l'intento di rendere l'economia più dinamica e aperta alle imprese.

Tuttavia, questo modello riguarda anche altri aspetti, tra cui quello educativo. Nello Stato che Modi ha guidato per oltre 10 anni, le scuole governative devono inserire nei loro programmi numerosi libri di testo scritti da Dinanath Batra, un intellettuale che ha dedicato la sua vita a rielaborare la storia dell'India attraverso il prisma dell'hindutva, ideologia nazionalista e radicale indù. Nelle sue opere, per esempio, egli istruisce gli studenti a disegnare una mappa di "Akhand Bharat", la grande India, i cui confini includono anche Bangladesh, Sri Lanka, Tibet, Nepal, Pakistan e Afghanistan.

Batra è anche, tra l'altro, colui che ha causato il ritiro dal mercato indiano di un libro di Wendy Doniger, indologa statunitense, ritenuto "offensivo" per l'induismo.

Contattato da AsiaNews, mons. Percival Fernandez, ex segretario generale della Conferenza episcopale indiana (Cbci), mette in guardia dai "pericoli della distorsione della storia per le menti impressionabili dei più giovani". Anzitutto, spiega, "la storia riguarda fatti, e i fatti non devono essere mai distorti, perché non possono più essere cambiati. Ogni libro 'di parte' non dovrebbe mai entrare negli istituti educativi, che hanno lo scopo di aiutare lo sviluppo delle menti, non a distorcerle" (Asianews)

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Venerdì, 26 Settembre 2014 20:41

INDIA Caritas India: la gioia del servizio

26 settembre 2014 – Alla “gioia del Vangelo” corrisponde la “gioia del servizio”: con questo spirito e con questo slogan si è tenuta a Bangalore, nei giorni scorsi, l’assemblea nazionale di Caritas India, che ha visto la partecipazione di 167 organizzazioni diocesane della Caritas. L’evento rappresentava un importante momento di verifica e di programmazione per l’organizzazione, che si occupa di aiuti umanitari ma anche di progetti di cooperazione e sviluppo. In particolare gli oltre 200 delegati presenti hanno ascoltato 16 storie di interventi Caritas che negli anni scorsi hanno dato frutti e risultati preziosi. I casi riguardano la sanità, la gestione delle risorse naturali, il rispetto dei diritti, la mitigazione dei disastri naturali. 

La gioia del servizio significa “mettere al centro la persona”, come afferma anche “la stessa definizione di sviluppo umano”, sottolinea in una nota inviata Fides p. Paul Moonjely, vice direttore di Caritas India, ricordando che “il concetto di sviluppo umano implica equità e giustizia”. 
Nell’assemblea il Direttore Esecutivo, p Frederick D'Souza, ha invitato i presenti a non essere “amministratori”, bensì “animatori”, sul modello di Papa Francesco che è “uno dei più grandi animatori del nostro tempo”. Animare, ha detto, significa “risvegliare, guidare un processo di trasformazione sociale che parte dalle persone e dalle comunità per portare un cambiamento”.

Caritas India è l'organismo ufficiale della Conferenza episcopale indiana per le opere di carità e lo sviluppo sociale. E’ stata fondata nel 1962 per aiutare la Chiesa in India nella lotta alla povertà e all’emarginazione. E’ impegnata al servizio delle persone senza alcuna distinzione di casta, credo, gruppo etnico. (PA) (Agenzia Fides)

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Sabato, 20 Settembre 2014 21:30

INDIA Per la libertà religiosa dei dalit

20 settembre2014 - Appello dei Vescovi: “Urge proteggere il diritto dei dalit in Madhya Pradesh a professare e praticare la propria religione”: è l’accorato appello giunto a Fides dalla Commissione “Giustizia, Pace e Sviluppo” della Conferenza episcopale dell’India. P. Charles Irudayam, Segretario della Commissione, spiega a Fides. “I dalit del distretto di Shivpuri, in Madhya Pradesh (India centrale) non hanno libertà. Quanti perseguono tale libertà sono trattati come criminali. La loro vita è una vera schiavitù: questo è un affronto per qualsiasi società civilizzata. Occorre ripristinare le libertà fondamentali dei dalit e garantire una vita dignitosa per loro, cittadini dell'India come gli altri”. 

La Commissione “Giustizia, Pace e Sviluppo” ha inviato una lettera alla Commissione Nazionale per le Minoranze e alla Commissione Nazionale per i Diritti umani, chiedendo un intervento urgente. P. Irudayam segnala “gravi violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali. I dalit che dicono dei volersi convertire alla religione musulmana o cristiana vengono aggrediti e sottoposti forzatamente a riti di purificazione per tornare all'induismo. La comunità, oltre all’ignominia dell’intoccabilità, subisce pesanti coercizioni e intimidazioni dai gruppi estremisti indù, che bloccano la possibilità di abbracciare una fede di propria scelta”

La Commissione chiede al governo e agli organi preposti di intervenire immediatamente, per garantire la vita dei dalit e proteggere la loro libertà di cambiare fede e di professare e praticare la propria religione. (PA) (Agenzia Fides 20/9/2014)

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Lunedì, 04 Agosto 2014 17:56

INDIA Condizioni sanitarie molto precarie

4 agosto 2014 – I bambini che vivono in aree malsane, con condizioni igienico sanitarie molto precarie in particolare nei luoghi dove si registra un alto tasso di popolazione che usa spazi all’aperto per fare i propri bisogni fisiologici, si ammalano facilmente e i loro corpi non sono in grado di assimilare gli alimenti nutritivi senza i quali si arresta la loro crescita e non riescono a raggiungere un peso corporeo adeguato. Sorprendentemente, un bambino cresciuto in India ha molte più probabilità di essere malnutrito rispetto a uno dei Paesi più poveri del pianeta come Repubblica Democratica del Congo, Zimbabwe e Somalia.

Il rachitismo colpisce 65 milioni di bambini indiani con meno di 5 anni di età, compreso un terzo dei piccoli che appartengono alle famiglie più ricche del Paese. Secondo i dati del RICE Institute, la maggior parte delle persone non usano le latrine, in particolare in India. La scarsa disponibilità di toilette nel Paese comporta anche enormi rischi per le ragazze di essere violentate perchè costrette ad usare bagni all’aperto. Un incremento dei servizi igienici aiuterebbe la situazione.

Tuttavia secondo un’altra ricerca condotta su circa 23 mila indiani del nord è emerso che anche tra quelli che hanno bagni funzionanti, oltre il 40% hanno dichiarato che almeno un membro della famiglia preferisce gli spazi aperti. Sono necessarie campagne pubbliche, nelle scuole e nei media, per spiegare i benefici per la salute e quelli economici derivanti dall’utilizzo di servizi igienici e da una migliore igiene. I ricercatori hanno riscontrato che solo un quarto delle famiglie rurali hanno capito che lavarsi le mani aiuta a prevenire la diarrea. (AP) (Agenzia Fides)

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Sabato, 08 Marzo 2014 23:41

INDIA Nascere femmina “una rovina”

8 marzo 2014 - Le donne che vivono in India subiscono maltrattamenti otto volte superiori rispetto a qualsiasi altro posto del mondo. Il maltrattamento fisico nel Paese viene visto come un “diritto del marito” e quasi la metà delle violenze colpiscono bambine tra 5 e 10 anni. A causa della dote, ogni anno vengono uccise tra 25 e 100 mila donne. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Fondazione Vicente Ferrer, nata in India nel 1969 con l’obiettivo di trovare soluzioni ai gravi problemi della comunità rurale di Anantapur, evidenzia la grave situazione che queste vivono nella nazione.

Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, nel paese asiatico offrire denaro e gioielli alla famiglia dello sposo è una delle tante “tradizioni” che promuovono la violenza maschilista in un Paese patriarcale, dove l’uomo non vuole perdere il potere. Quando la famiglia della sposa non ha denaro, molestano la sposa, spesso poco più che una bambina, o persino la uccidono, precisa il Presidente della fondazione. La vita per le donne sole, divorziate o orfane è ancora peggiore. Inoltre, quando le famiglie sono molto numerose, le bambine sono costrette a prostituirsi e ad abortire se incinte.

Negli ultimi decenni sono stati registrati 12 milioni di aborti selettivi in funzione del sesso del nascituro. La nascita di una bambina è considerata “una rovina” per la famiglia, perché richiede sacrifici per mettere da parte la dote. (AP) (7/3/2014 Agenzia Fides)

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Lunedì, 24 Febbraio 2014 20:09

INDIA “No alle caste”

24 febbraio 2014 - I francescani, religiosi e laici, ribadiscono il loro ruolo profetico in India, il desiderio di essere “una fraternità povera e per i poveri”, impegnata nella lotta contro l’esclusione sociale e il “casteismo”, per la promozione della dignità dei più poveri e degli emarginati: è quanto dice   p. Nithiya Sagayam OFMCap, coordinatore della “Associazione delle Famiglie Francescane d' India” (AFFI) e Direttore del Centro francescano della pace “Udhayam”, in Tamil Nadu.


I francescani in India – presenti nel paese con 53 congregazioni religiose, in 65 province – hanno appena concluso la loro assemblea generale a Bhopal, in cui hanno espresso il desiderio di restare profondamente radicati nella vita evangelica, sulle orme di San Francesco e Santa Chiara d’Assisi, soprattutto restando a fianco dei poveri e degli emarginati. 


I religiosi e laici presenti alla conferenza hanno focalizzato la loro attenzione sui diversi aspetti legati all’itinerario di formazione, confrontandoli con le necessità dei tempi e facendo diretto riferimento al nuovo approccio pastorale e missionario proposto da Papa Francesco nella esortazione Evangelii Gaudium. I francescani si sentono chiamati “a trasmettere, proporre e vivere una cultura in contrasto con violenza, consumismo, individualismo e materialismo, diffusi nella società indiana”. L’antidoto a tutto questo, spiega p. Nithiya Sagayam, è rappresentato dal ritorno alla “scelta evangelica radicale”, compiuta da Francesco di Assisi. L’apostolato fra i poveri e i dimenticati rientra in questa cornice e rappresenta un movimento profetico, che va di pari passo con il contrasto alla cultura e alla prassi delle caste, tuttora in voga in India. L’apostolato francescano, ha concluso la conferenza, non può evitare di guardare e rivolgersi agli abitanti degli slum, a tribali, dalit, immigrati e a tutti coloro che sono privati dei loro diritti fondamentali: così si realizza l’idea di essere “una fraternità povera, tra i poveri e per i poveri”.
(PA) (Agenzia Fides 24/2/2014)

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30 novembre 2013 - Una grande preghiera, ecumenica e simultanea, in oltre 6.000 chiese cristiane, in tutta l’India: è l’iniziativa programmata per il 30 novembre dall’Unione . Come riferisce una nota inviata a Fides dalla Chiesa di Delhi, “il focus della preghiera è la giustizia, la riconciliazione nazionale, la giustizia economica. Pregheremo per tutte le persone e le comunità indiane, per stabilità, pace e prosperità della nazione”. “Chiediamo a tutti i cristiani nella nazione di unirsi in questo sforzo di preghiera, per benedire la nazione”, spiega a Fides S: Ecc. Mons. Anil Couto, Arcivescovo di Delhi, presidente del comitato organizzatore della preghiera.
“La nostra nazione sta attraversando un periodo di incertezza, soprattutto per le difficoltà relative alle condizioni sociali, economiche e religiose della popolazione. Tutto questo richiede un contributo esplicito delle Chiese cristiane, impegnate a costruire la nazione”, spiega il rev. Richard Howell, Pastore protestante, nel comitato esecutivo dello “United Christian prayer for India” (UCPI), organismo ecumenico che cura l’iniziativa.
A Delhi è previsto un grande evento: migliaia di membri delle chiese a Delhi pregheranno per l'India. “Abbiamo invitato i leader della nostra nazione: il Presidente , il Primo Ministro, il Presidente della Corte Suprema dell'India, i capi delle forze armate. E’ una occasione di grazia anche per loro”, dice il Rev. Howell.
La Chiesa indiana intende ribadire che è in prima linea nella dare un contributo alla nazione. L’India oggi si ritrova in una fase critica della sua storia. “La crisi politica, economica e morale sociale, richiama tutti a impegnarsi e a perseverare nella preghiera, perchè il paese possa continuare sulla strada del progresso, della pace e della giustizia”, afferma la nota giunta a Fides.
L’idea di una preghiera ecumenica nazionale è nata nel 2012 da un meeting fra diversi leder cristiani indiani. L’iniziativa ha riscosso subito l’appoggio di leader cristiani di diverse confessioni appartenenti a 130 organizzazioni, diocesi e parrocchie in numerosi stati come Himachal Pradesh, Punjab, Jharkhand , Maharashtra , Tamil Nadu , Andhra Pradesh, Karnataka e Kerala. (SD-PA) (Agenzia Fides 21/11/2013)

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7 settembre - Il digiuno e la preghiera per la pace in Siria vede uniti in India fedeli cristiani e indù. Lo dice  S. Ecc. Mons. Felix Machado, Vescovo di Vasai e Presidente della Commissione per il Dialogo ecumenico e interreligioso della “Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia” (FABC). “L’appello del Papa per una speciale Giornata per la pace in Siria – racconta il Vescovo a Fides – è stato recepito con gioia ed entusiasmo dai fedeli cristiani in India, e subito si è esteso ai leader e alle comunità indù. Alcuni leader indù mi hanno telefonato per esprimere solidarietà e assicurare il digiuno e la preghiera nei templi induisti”.
La Conferenza Episcopale dell’India ha invitato tutte le diocesi a organizzare veglie di preghiera. “In India – spiega il Vescovo – è stato molto apprezzato il fatto che l’appello sia rivolto anche a fedeli di altre religioni e tutti gli uomini di buona volontà. Questi gesti sono molto importanti per noi”.
“L’iniziativa – continua Mons. Machado – giunge in un momento molto favorevole perché è la vigilia della Festa della Natività di Maria, molto sentita dai cristiani indiani. Le chiese sono già piene. Domani aggiungeremo alle liturgie la speciale intenzione per la pace in Siria. I fedeli indù sono molto sensibili a questa festa mariana. In particolare, poi, l’arma del digiuno è universale, è molto cara agli indù ed è capace di unire fedeli di tutte le religioni in una profonda comunione spirituale, che esprime il comune desiderio di pace, di riconciliazione, di armonia”. 
“I fedeli indiani e anche i fedeli indù ringraziano Papa Francesco, che è molto amato nel nostro paese, e sperano di vederlo presto in India”, conclude il Vescovo. (PA) (Agenzia Fides 7/9/2013)

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Martedì, 27 Agosto 2013 22:18

INDIA Ridurre il traffico di bambine

27 agosto - Il traffico di esseri umani, principalmente donne e bambine, è una delle violazioni più gravi della dignità e dei diritti umani. Allarmati dall’incremento dei casi di tratta e sfruttamento delle bambine tribali, i servizi sociali della diocesi di Ranchi, situata nello Jharkhand, stato dell’India nord orientale, hanno avviato un programma mirato alla tutela sanitaria, economica e sociale degli individui più vulnerabili. Il fenomeno è molto esteso ed è aggravato da alti indici di povertà, vulnerabilità e mancanza di cultura. Si tratta di un “commercio” inarrestabile. Il matrimonio forzato, molto spesso, è una delle facciate dietro le quali si nasconde questo tipo di traffico che vede sfruttamento sessuale, lavorativo e vendita di organi. Il progetto copre 30 villaggi del distretto di Bero, a 35 km ad ovest di Ranchi. La diocesi, con la collaborazione della ong cattolica Manos Unidas, ha l’obiettivo di formare e consapevolizzare bambine e le donne sui propri diritti e dignità di persone. (AP) (27/8/2013 Agenzia Fides)

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