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Displaying items by tag: Libano

January 26th-  Missionary Childhood (IM) Day will be celebrated on Sunday,  which has always had the motto "Children help children". Among the various initiatives, the young children of IM in Lebanon have organized themselves to help refugee children. The Director of the Pontifical Mission Societies, Fr. Paul Karam, and the secretary of the IM of the country, Nada Hajjar, declared that the aid will consist of clothing, fundraising, visits to refugee families.

In Lebanon, the IM supports about 15 000 children who, in 2013, raised more than $ 15,800 in addition to donations destined to Sudan, Iraq and Madagascar. Fr. Karam reported the presence in Lebanon of a half million Syrian refugees, almost all Muslims. This massive presence leads to further difficulties in the small Country which is not capable of sustaining many immigrants. Many arrive without a visa and even education is a problem. "The Church has the duty to awaken the conscience of the international community in order to promote a path of peace and take responsibility towards refugees", added Fr. Karam. (AP) (Agenzia Fides 10/01/2014)

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Tuesday, 19 November 2013 23:00

LEBANON Violence is plaguing the Middle East

19 November - Beirut: "Unfortunately", says Fr. Paul Karam, Director of the Pontifical Mission Societies in Lebanon – today’s bombing is not an isolated incident. Sectarian violence serves a purpose, and wants to set fire in order to destabilize the entire Middle East. For their delirious plots they do not have any qualms about killing children who go to school, or adults who go to work or return home. As Christians we share the pain of our people, and we keep saying that in no way similar acts of terror can seek justification with religious reasons".

More than 20 people were killed in the suicide bombing this morning in the south of Beirut, not far from the Iranian Embassy. The dead - refer Lebanese agencies - are 23 and nearly 150 wounded.

According to preliminary reports provided by Lebanese security sources, a suicide bomber on a motorcycle carried out a first attack, immediately followed by a car bomb.

The Iranian Embassy in Beirut, in a statement, denied it was the target of the attack. But among the victims there is also the cultural attaché of the embassy, Ibrahim Arsari. In the same area, a stronghold of the Shiite Hezbollah movement, Sunni jihadists had already carried out in recent months attacks against Shia targets. While the Hezbollah militias continue to operate in Syria in support of the military government in military operations against rebel forces.

rsari.V8 sl�.�?/one, place forte du mouvement shiite Hezbollah, des djihadistes sunnites avaient déjà perpétré des attentats contre des objectifs shiites au cours de ces derniers mois et ce alors même que les milices Hezbollah continuent à être présentes sur le territoire syrien aux côtés de l’armée régulière dans le cadre des opérations militaires contre les formations rebelles.

(GV) (Agence Fides 19/11/2013)

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Wednesday, 11 September 2013 20:49

LEBANON For Syrian refugees

11 September -  Operación Paloma: "Provide support to Syrian refugees in Lebanese camps; meet and support the Syrian reality working for a peace that will not and cannot be obtained with the use of weapons": these are the declared goals of the volunteers of "Operazione Colomba", a non-violent body of peace belonging to "Pope John XXIII Community", who have just arrived in Lebanon for a peacekeeping mission. The volunteers, starting from the area of Beirut, will meet in coming days war victims and groups that actually operate on the ground for peace and reconciliation.
"This intervention is intended to focus on a focal point: we do not build peace by waging war", says Giovanni Ramonda, responsible of the "Pope John XXIII Community" in a note sent to Fides. "One does not prevent war by producing and selling weapons to all the dictatorial regimes in the world. Only non-violence and reconciliation build lasting peace. For this reason we need to give practical support to the civilian victims of the dictatorship in the past and of the conflict now, and everyone who in Syria, without weapons, pay with jail and with life for peace and reconciliation to come".
"The non-violent way is possible, but must be built with commitment, perseverance and courageous choices", says Ramonda. For this reason the "Pope John XXIII Community" appeals to the international community, asking a total embargo of arms, and the sincere desire to promote negotiation, involving local groups working for a peaceful alternative with regards to the conflict. Within these groups there are far-sighted figures which alone can guarantee the country a democratic future in coexistence, in truth and justice; the creation of demilitarized zones for civilians, backed by civilian and international non-violent peace corps; the start of paths of transformation of the conflict in Syria with the goal of reconciliation.
(PA) (Agenzia Fides 11/09/2013)

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24 luglio – Circa la metà dei 6,8 milioni di siriani bisognosi di urgente assistenza umanitaria, sia all’interno della Siria che ai confini, sono bambini minorenni in età scolastica. Secondo i dati delle Nazioni Unite, il Paese dove c’è la più alta concentrazione di rifugiati siriani è il Libano, con circa 545 mila persone, seguono Giordania, con 400 mila, Turchia, con 350 mila e Egitto, con altri 100 mila. La crisi umanitaria in Siria non ha precedenti, è addirittura più grave del genocidio ruandese degli anni Novanta e si sta ripercuotendo in maniera pesante in molteplici settori. A settembre, per l’inizio del nuovo anno scolastico si prevede che nelle scuole pubbliche del Libano ci saranno più alunni siriani rifugiati che libanesi e, secondo le autorità delle Nazioni Unite per i Bambini e i Conflitti Armati, le scuole non sono preparate ad accogliere tanti piccoli profughi. Ad aggravare la situazione è l’arruolamento dei minori tra le forze armate, sono costretti a combattere, uccisi e torturati oltre ad essere tenuti prigionieri nelle carceri. Dall’inizio del conflitto a marzo del 2011, secondo le Nazioni Unite, sono morte almeno 93 mila persone in Siria, ma l’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani ne ha dichiarate oltre 100 mila. (AP) ( Agenzia Fides)

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Wednesday, 10 July 2013 11:44

LIBANO Autobomba a Beirut

9 luglio - Sono almeno 37 i feriti, di cui diversi bambini, causati dall’autobomba esplosa oggi alle 11.15 (ora locale) a Bir al-Abed, quartiere alla periferia sud di Beirut: lo riferiscono fonti di stampa libanesi e panarabe, tra cui la tv al-Manar, emittente del gruppo sciita di Hezbollah. Il veicolo è deflagrato in un parcheggio situato nei pressi di una cooperativa commerciale chiamata Centro di cooperazione islamica, in un quartiere considerato una roccaforte di Hezbollah.

Da subito media e osservatori hanno ricollegato l’attentato al coinvolgimento delle milizie Hezbollah nel conflitto siriano, a sostegno del presidente Bashar al-Assad. Un intervento al quale si oppongono con forza i sunniti libanesi. La crisi nella confinante Siria sta profondamente dividendo il Libano, ufficialmente neutrale, e negli ultimi mesi la scia delle violenze ha già raggiunto la valle della Bekaa (est), Tripoli (nord) e più di recente anche la città meridionale di Sidone.

Una nuova linea rossa è stata superata oggi con l’attentato alle porte di Beirut, messo a segno in un momento di grande affluenza della gente impegnata nelle normali attività quotidiane in questo popoloso quartiere. Un’alta colonna di fumo nero si è levata sulla zona dove sono tutt’ora in corso interventi medico-sanitari. L’esplosione, particolarmente violenta, è stata avvertita in molti quartieri della capitale libanese e, secondo al-Manar, avrebbe provocato un cratere profondo due metri. Ingenti i danni materiali agli edifici circostanti e a numerosi veicoli incendiati. Secondo alcune fonti ci potrebbero anche essere alcuni morti, finora non confermati da fonti ufficiali. L’ultimo bilancio diffuso è quello della locale Croce Rossa, secondo cui i feriti sono almeno 37. (agenzia Misna 9 luglio 2013)

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16 giugno - Il Patriarca di Antiochia dei Maroniti Boutros Bechara Rai ha consacrato il Libano e tutto il Medio Oriente al Cuore Immacolato di Maria, pregando che tutti i popoli della regione siano liberati “dai peccati che portano a divisioni, aggressioni e violenza”. L'atto solenne di consacrazione è avvenuto ieri, domenica 16 giugno, con la recita di una supplica letta in margine alla liturgia eucaristica presieduta dal Patriarca nel Santuario nazionale di Nostra Signora del Libano a Harissa, alla presenza del Presidente libanese Michel Sleiman e del Primo Ministro designato Tammam Salam. Tutt'intorno alla Basilica si è raccolta una moltitudine di fedeli per implorare con l'atto di consacrazione che il Paese dei cedri non sia travolto dal contagio di conflitti settari che dilaniano la Siria.

Durante l'omelia, S. B. Rai ha associato i musulmani all'atto di consacrazione, ricordando che il Libano è l'unico Paese dove la Solennità dell'Annunciazione, il 25 marzo, viene celebrata insieme da cristiani e musulmani come festa nazionale. Il Patriarca ha anche ribadito l'urgenza di una riconciliazione tra le forze politiche e in particolare tra le due coalizioni contrapposte – quella dell'8 marzo e quella del 14 marzo – , da lui stigmatizzate per aver compromesso “l'immagine del Libano e la sua coesistenza”, paralizzando le istituzioni e spingendo il popolo libanese a coinvolgersi nel conflitto siriano. Il Capo della Chiesa maronita ha anche ribadito il suo pieno supporto al Presidente Sleiman e ha definito l'esercito regolare libanese come l'unico, legittimo “protettore” del Libano. (GV) (Agenzia Fides 17/6/2013).

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