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Jueves, 04 Abril 2013 20:55

4 aprile RCA Popolazione terrorizzata

Bangui -“La popolazione di Bangassou è terrorizzata da banditi armati” denuncia il Vescovo locale :“Vorrei tanto essere con la mia gente in questo momento così difficile ma sono bloccato a Bangui” dice all’Agenzia Fides Mons. Juan José Aguirre Muños, Vescovo di Bangassou, dalla capitale della Repubblica Centrafricana. Il Paese è ancora nel caos dopo la conquista d Bangui da parte dei ribelli della coalizione Seleka e la fuga del Presidente François Bozizé. “Un gruppo di banditi che si fa passare per ribelli Seleka sta tormentando la popolazione della mia diocesi” denuncia Mons. Aguirre . “A Rafai dal venerdì Santo alla domenica di Pasqua hanno seminato il terrore tra gli abitanti, saccheggiando le abitazioni. Tra l’altro hanno rubato quattro autoveicoli dalla locale missione cattolica. Ora si sono trasferiti a Bangassou dove la popolazione vive nel terrore”. 

“Vorrei tanto essere lì con la mia gente- prosegue il Vescovo- ma gli aerei non possono atterrare a Bangassou perché l’aeroporto cittadino è privo del carburante necessario per farli ripartire. La strada che conduce a Bangassou è chiusa da dicembre. Di conseguenza da allora nel territorio della diocesi non arrivano né derrate né medicinali, i funzionari non ricevono lo stipendio perché devono recarsi a Bangui per ritirarlo, e non possono pagare le rette scolastiche ai bambini, e così via”.
“Finché non sono ristabilite le condizioni di sicurezza questa situazione non potrà essere risolta” dice Mons. Aguirre che sottolinea: “Ormai è facile per una banda locale farsi passare per Seleka che alla fine non sai chi hai di fronte se semplici delinquenti o ribelli”. 


“Gli uomini di Seleka che hanno preso il potere a Bangui stanno cercando di riportare l’ordine. Ma anche nella capitale durante la notte si fa fatica a dormire per le continue raffiche di armi automatiche che si scambiano le diverse bande. Qualche progresso è stato comunque fatto rispetto ai primi giorni dalla conquista di Bangui da parte di Seleka. Speriamo in un netto miglioramento delle condizioni di sicurezza” conclude il Vescovo. (L.M.) (Agenzia Fides 4/4/2013)

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Lunes, 04 Marzo 2013 08:44

1° marzo Sud Sudan Laboratorio pace

"Ecco il mio villaggio della pace: i Toposa, i Koroma e i Murle non sono più “nyemoit”, nemici, ma “lepai”, amici". Accade nel Villaggio della pace della Santa Trinità a Kuron, un esperimento nato otto anni fa su iniziativa di monsignor Paride Taban, il vescovo emerito di Torit.

La MISNA lo ha raggiunto in partenza per Ginevra, dove oggi ha ritirato un premio dell’Onu per la pace, assegnato dalla Fondazione Sergio Vieira de Mello. Nell’intervista il ricordo della guerra civile, con i suoi drammi e le sue ferite, si intreccia alla speranza in un cammino di sviluppo per il Sud Sudan. Il paese di monsignor Taban, un sostenitore convinto dell’indipendenza da Khartoum, proclamata nel 2011.

Monsignore, quale è stata la sua reazione quando ha saputo del premio?

“Sono rimasto sorpreso. Non me l’aspettavo. Più tardi però ci ho ripensato: del bene in questo mondo ci si accorge sempre”.

Quali sono i principi e gli obiettivi del Villaggio della pace?

“Il principio era creare un’oasi di pace dove persone di diverse tribù, credo religiosi, culture e comunità vivessero insieme in armonia e dignità. L’obiettivo è ottenere la pace e la riconciliazione tra comunità in guerra tra loro, rendendole parte di uno sviluppo sostenibile, nella consapevolezza che sviluppo vuol dire pace. Nel Villaggio la pace si costruisce attraverso l’istruzione, l’assistenza sanitaria, la sicurezza alimentare, la cura spirituale e pastorale e il contributo delle comunità al rispetto della legge e al mantenimento dell’ordine”.

Secondo la Fondazione Sergio Vieira de Mello questa esperienza può essere un modello replicabile in tutto il mondo. Perché?

“Le tribù Toposa, Nyangatom, Kachipo, Jie, Koroma e Murle si combattevano l’un l’altra e nel dialetto locale si chiamavano ‘nyemoit’, che vuol dire nemico. Per otto anni nel Villaggio sono state capaci di vivere insieme e adesso si chiamano ‘lepai’, che vuol dire amico. Questa esperienza coinvolge un’area estesa su circa 200 chilometri quadrati dove non ci sono né polizia né governo che impongano il rispetto della legge e dell’ordine”.

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane del mondo. Da alcune sue regioni arrivano però notizie di agguati e di stragi. Crede che le speranze dei sud-sudanesi di vivere in pace e in armonia si realizzeranno?

“Si stanno già realizzando. Le difficoltà attuali sono il risultato di due decenni di guerra durante i quali la cultura della violenza è penetrata a fondo, determinando alcune delle situazioni traumatiche di oggi. Nonostante tutti questi problemi il Sud Sudan è riuscito a superare le tentazioni di una nuova guerra con il Sudan e per risolvere i conflitti si è impegnato a utilizzare solo mezzi pacifici”.

Che consiglio darebbe ai governanti di Juba?

“Il mio consiglio, a chi governa ma non solo a chi governa, è seguire la visione di John Garang de Mabior quando disse: “Portate lo sviluppo delle città nelle campagne invece di far migrare i contadini nei centri urbani”. (Misna)

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Martes, 11 Diciembre 2012 12:11

Natale Solidale 2012

La Campagna Natale 2012: “La fame nel mondo – una sfida per tutti” ci propone di vivere le parole di Gesù: “Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” (Mt.25,35)

In questo Avvento 2012 vi invitiamo ad offrire la vostra collaborazione per la realizzazione dei diversi Progetti che ci aiutano a lottare contra la fame, il lavoro minorile e per la cura della salute dei bambini ed adolescenti dell’Africa, dell’America Latina, dell’Asia.

Si tratta di andare controcorrente: oggi l’umanità sembrerebbe vivere il dramma dell’indifferenza, della mancanza di gesti concreti. E invece, sono proprio questi gesti che possono cambiare il mondo attraverso la vera carità, quella carità che parla di presenza, che parla d’amore e soprattutto di giustizia.

 La decisione è tua, vostra, mia … secondo le tue/vostre possibilità, puoi /potete fare la scelta per un Continente e collaborare per un mese o per un anno, o semplicemente solo in questo tempo forte.

Buona Campagna di solidarietà! Gesù aspetta di nascere in ognuno di noi.

         Grazie della tua/vostra generosità e della tua/vostra collaborazione. Rimaniamo uniti nella preghiera.

 

Suor Monica Binda SdC

 Consigliera Generale

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Lunes, 10 Septiembre 2012 18:06

África ◦ Egipto

egitto

 

Al 1° de enero 2012

19 hermanas
5 comunitdades


 

Orígenes   

En 1904,las leyes francesas no permitían la enseñanza a las religiosas: después del Líbano, las Hermanas de la Caridad encuentran un nuevo campo de acción en Egipto.

 

Inicio en el  CAIRO

En 1909, la sociedad  de « Beneficencia Greco- Católica » del Cairo desea ayudar a las jóvenes en dificultad, ofreciéndoles trabajo en un taller de costura… El Señor Luotfi Ayrout Bey está encargado de la Sociedad y de buscar el personal que la pueda dirigir. La Superiora intuye la importancia de la educación para favorecer el gusto por el trabajo a estas futuras mujeres amas de casa, y al mismo tiempo intuye la urgencia de procurar medios económicos para las familias que pasan necesidades. Promete enviar Hermanas en el transcurso del año, para iniciar la obra.

En diciembre de 1909 la Hna. Justin y la Hna. Fulberte llegan al Cairo. Al taller de costura se agregan cursos gratuitos que a fines de 1910 tendrán 300 alumnas y también cursos  pagos con el fin de disminuir los gastos de la Sociedad de Beneficencia. Rápidamente las inscripciones son muy numerosas y es necesario alquilar una casa más grande: ¡Cinco cursos para 200 niños !

En 1913 se inicia un orfanato para 70 niños..

La enseñanza es realizada en árabe e inglés, lenguas necesarias en Egipto, pero también en francés porque así, las alumnas que lo deseen puedan presentarse en los exámenes franceses.
No se abandona la enseñanza de bordado, música, pintura y de otras materias artísticas. Tres años después, hay ocho grupos con 350 alumnas y con profesores de árabe y de inglés. 

 

El  campo de apostolado se extiende…

En 1915 la compañía del Ingenio azucarero NAG-HAMADI les pide a las Hermanas de la Caridad  dirigir  una escuela para los niños de la colonia europea y de la población local.


ALESSANDRIA

En 1917, por pedido, de Monseñor Briante con un telegrama “urgente”, tres hermanas llegan a Alessandria para el cuidado de los heridos, en una clínica perteneciente a un médico francés. Después de la guerra, esta obra, será  reemplazada por una escuela.

En 1923: en Abou Dardar, se proyecta una escuela con pensionado anexo, perteneciente a la Comunidad Greco Católica. El 31 de mayo de 1933, Monseñor Nuti, Vicario Apostólico latino de Alessandria, autoriza la apertura de un orfanato gratuito, un pensionado, una escuela en el barrio de « Chatby ».

 

La misión se  diversifica hacia el Alto Egipto

Servicio sanitario en el Hospital del Gobierno de Sohag (1963-1987) y de  Nag-Hamadi;

servicio médico-socio-pastoral en Zaarabi (1978) y en Khazandaria (1980). 

 


 

Hoy
   

Escuelas:

Cairo: escuela « Sta. Ana » (desdeJardín de Infantes hasta Secundaria)

Alessandria: Instituto « Sta. Juana Antida » desde Jardín de Infantes hasta Secundaria + centro para niños discapacitados

Nag-Hamadi (Escuela Inicial, acogida, discapacitados)

Servicio sanitario y socio-pastoral:

Khazandaria y Arab

Ghanayem y Zarabi

Nag-Hamadi

 


Published in ¿Dónde estamos?
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