Dalla scuola e istituto sociale Saint Vincent de Paul a Beskinta, in Libano, il poetico racconto di suor Marie R. di una giornata accolta come un “dono dal cielo” per le mani di santa Giovanna Antida.

Il 14 gennaio la natura ci ha regalato una pausa inaspettata.
Un giorno di “vacanza” concesso non solo a causa della neve,
ma come un delicato cenno di Santa Jeanne-Antide,
proprio nel giorno in cui fu canonizzata,
il 14 gennaio 1934, da Papa Pio XI.
Come un dono caduto dal cielo, è arrivato un messaggio:

Oggi non si va a scuola.

Così il risveglio è stato più dolce,
la colazione più lenta,
come se il tempo stesso ci invitasse a goderci il momento.
La neve ha ricoperto i sentieri
e le nostre risate hanno presto ricoperto il silenzio.
È scoppiata una battaglia a palle di neve,
gioiosa e fraterna,
sotto lo sguardo benevolo di Santa Jeanne-Antide,
di cui sentivamo la presenza discreta e gioiosa.

Poi, fedelmente, un pasto caldo ci ha riuniti,
perché a casa sua la cura del corpo accompagna sempre quella del cuore.

Il pomeriggio ci ha ricordato l’essenziale: prepararsi, studiare, andare avanti.
Perché il messaggio della sera era chiaro:
«Preparatevi a riprendere le lezioni domani. »

E così abbiamo concluso questa giornata speciale
riuniti attorno a Santa Giovanna Antida,
in una preghiera di lode e di ringraziamento,
con il cuore pieno di pace,
convinti che nella quotidianità
Dio ci parla anche attraverso la neve,
il silenzio, la gioia semplice…
e i piccoli miracoli condivisi.

La scuola e l’istituto sociale Saint Vincent de Paul a Beskinta
ha un dipartimento per gli studenti che necessitano di un’istruzione specializzata.










