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Asia – La giornata mondiale della felicità

Papa Francesco una volta ha detto in modo meraviglioso:

«Essere felici significa smettere di sentirsi vittime e diventare artefici del proprio destino. Significa attraversare deserti, ma riuscire a trovare l’oasi nel profondo della propria anima.

Significa ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita…

Essere felici significa lasciare che la creatura che vive in ciascuno di noi sia libera, gioiosa e semplice.

Significa avere la maturità di poter dire: “Ho commesso degli errori”».

Avere il coraggio di dire “Mi dispiace”, è avere la sensibilità di dire: “Ho bisogno di te”.

Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità… affinché in primavera io possa essere un amante della gioia e in inverno un amante della saggezza”.

Sr. Rajia (S.d.C)

La Giornata mondiale della felicità ci ricorda che la felicità è una ricerca universale che trascende i confini e le culture. Il 20 marzo celebriamo il potere della gioia, della gentilezza e della connessione.

La felicità è un’esperienza complessa e soggettiva che può essere difficile da definire in termini figurativi. Viene spesso descritta come una sensazione di gioia, appagamento o soddisfazione. La felicità può essere fugace come l’ondata di eccitazione che proviamo quando raggiungiamo un obiettivo, oppure può essere uno stato d’essere a lungo termine, come il senso di appagamento che traiamo da relazioni significative.

La felicità è davvero fondamentale per il nostro benessere e la qualità della vita. Quando siamo felici siamo più resilienti, creativi e produttivi. La felicità ha il potere di rafforzare il nostro sistema immunitario, migliorare le nostre relazioni e persino aumentare la nostra aspettativa di vita.

Come afferma il Rapporto mondiale sulla felicità delle Nazioni Unite,

“La felicità è un obiettivo umano fondamentale e un indicatore chiave di progresso e benessere”.

La felicità è qualcosa da coltivare, come ha detto il XIV Dalai Lama,

“La felicità non è qualcosa di già pronto. Deriva dalle tue azioni”.

Richiede l’atteggiamento di praticare la gratitudine, il che significa riflettere sul bene che ci circonda, per quanto piccolo possa essere. Coltivare la felicità significa educare alle risate e incoraggiare i sorrisi che migliorano davvero ciò che ci circonda. Implica nutrire le nostre relazioni esistenti e costruire nuovi legami. La felicità può anche essere creata dando priorità alla nostra salute fisica e mentale. La felicità non consiste nel fuggire dai problemi, ma piuttosto nell’affrontarli con un approccio autentico e positivo.

Mahatma Gandhi credeva che «la felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia»

Attualmente il mondo sta affrontando molta incertezza e tensione, specialmente in Medio Oriente. È in corso una guerra tra Iran e Israele, che ha portato a una grave emergenza umanitaria, con oltre 100.000 sfollati e molte altre persone colpite dal conflitto.

L’ONU ha lanciato l’allarme per una “grave emergenza umanitaria” e ha esortato a una de-escalation. Molti paesi ne stanno subendo le conseguenze. A ciò si aggiunge un senso di inquietudine a livello globale, con molti paesi preoccupati per l’economia, la criminalità e i conflitti militari.

Quindi, nel mondo di oggi, dove persistono conflitti e guerre, la felicità può sembrare un sogno lontano. La felicità in un mondo lacerato dai conflitti sembra un ossimoro, ma è proprio in questi tempi bui che diventa un faro di speranza. La felicità è davvero una questione di scelta e convinzione, una decisione deliberata di concentrarsi sul bene, di apprezzare i momenti di pace e di diffondere gentilezza.

La guerra può infuriare, ma la felicità può prosperare nello spirito umano.

La guerra in corso in Ucraina ha lasciato milioni di persone sfollate e in difficoltà nel trovare speranza. Tuttavia, in mezzo al caos, ci sono storie di resilienza e gioia. Mentre i russi riflettono sui loro auguri per il 2026, sottolineano l’importanza dell’amore, del perdono e della gentilezza.

Papa Leone XIV ha esortato i leader mondiali a rinunciare alla guerra, sottolineando che la vera gioia e sicurezza derivano dalla fiducia, dalla giustizia e dalla solidarietà. La gioia cristiana nel tragico mondo di oggi consiste nel trovare gioia nella fede, nell’amore e nel legame con Dio, anche in mezzo al dolore e all’incertezza.

Come nel Vangelo secondo San Giovanni, Gesù dice: «In questo mondo avrete tribolazioni. Ma fatevi coraggio! Io ho vinto il mondo».

Così, traendone forza, noi cristiani, nonostante la violenza e le difficoltà, ci riuniamo per adorare, trovando conforto nella comunità e nell’amore di Dio.

Come consiglia magnificamente San Paolo in 1 Tessalonicesi 5, 16-18: «Rallegratevi sempre, pregate incessantemente, rendete grazie in ogni circostanza».

Mentre affrontiamo le complessità della vita, ricordiamo le parole di John Lennon: «Conta la tua età in base agli amici, non agli anni. Conta la tua vita in base ai sorrisi, non alle lacrime».

I social media, un elemento fondamentale della vita moderna, possono sia unirci che isolarci. Sebbene ci connettano a livello globale, possono anche alimentare il confronto e diminuire la soddisfazione. I momenti salienti curati delle vite degli altri possono far sembrare la nostra noiosa al confronto. Quindi, direttamente o indirettamente, la nuova tecnologia sta influenzando la nostra pace interiore e la nostra felicità, ma è anche sotto il nostro controllo quanto permettiamo personalmente a queste vibrazioni di penetrare nel nostro stato di benessere e soddisfazione.

Come dice Sweetland, la felicità è un viaggio, non una destinazione.

Si tratta di accogliere gli alti e bassi della vita con gentilezza, compassione e gratitudine. Scegliendo la felicità creiamo un effetto a catena di gioia e positività nel mondo attuale, fatto di caos e tragedia. Come Santa Jeanne Antide ha sempre trovato la sua felicità servendo i poveri, gli emarginati e i vulnerabili. Lo ha fatto abbracciando lo spirito di umiltà e semplicità, libera da ogni attaccamento mondano e confidando nell’amore e nella provvidenza di Dio.

Possa il Signore Gesù, che è la fonte ultima della nostra vera gioia e felicità, benedire ciascuna di noi come Suore della Carità. Affinché, vivendo in questa epoca di conflitti e guerre, attraverso il vero spirito e l’entusiasmo di Santa Jeanne Antide, possiamo diventare capaci di diffondere la fiamma dell’amore e della gioia che Cristo ha portato nel mondo. Amen

Auguro a tutte voi un sorriso bello e benedetto!

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