Papa Leone XIV in preghiera sulla sua tomba: 1° dicembre 2025 Papa Leone XIV si è recato presso il monastero di San Maroun ad Annaya, dove ha pregato sulla tomba di San Charbel Makhlouf, la cui devozione ha superato i confini del “Paese dei Cedri” e continua a richiamare fedeli da tutto il mondo.
“Rendo grazie a Dio che mi ha concesso di venire pellegrino alla tomba di San Charbel. I miei Predecessori – penso specialmente a San Paolo VI, che lo ha beatificato e canonizzato – l’avrebbero tanto desiderato”.

“Che cosa ci insegna oggi San Charbel? Qual è l’eredità di quest’uomo che non scrisse nulla, che visse nascosto e taciturno, ma la cui fama si è diffusa nel mondo intero?”, si è chiesto Leone XIV, che ha pregato sulla sua tomba e ha riassunto così l’eredità del monaco e taumaturgo maronita: “lo Spirito Santo lo ha plasmato, perché a chi vive senza Dio insegnasse la preghiera, a chi vive nel rumore insegnasse il silenzio, a chi vive per apparire insegnasse la modestia, a chi cerca le ricchezze insegnasse la povertà”.
“Sono tutti comportamenti controcorrente, ma proprio per questo ne siamo attratti, come l’acqua fresca e pura per chi cammina in un deserto”, ha commentato il Papa. “La sua coerenza, tanto radicale quanto umile, è un messaggio per tutti i cristiani”, ha affermato il Pontefice: “San Charbel non ha mai smesso di intercedere per noi presso il Padre Celeste, fonte di ogni bene e di ogni grazia. Già durante la sua vita terrena molti andavano da lui per ricevere dal Signore conforto, perdono, consiglio. Dopo la sua morte tutto questo si è moltiplicato ed è diventato come un fiume di misericordia. Anche per questo, ogni 22 del mese, ci sono migliaia di pellegrini che vengono qui da diversi Paesi per passare una giornata di preghiera e di ristoro dell’anima e del corpo”.
A commentare in diretta la preghiera sulla tomba di san Charbel su TV2000, la televisione della Conferenza Episcopale italiana, anche suor Mirna Farah.

Lasciato il Monastero di San Maroun ad Annaya, Leone XIV ha raggiunto il Santuario di Nostra Signora del Libano – Harissa, accolto dai rappresentanti della Chiesa latina e delle congregazioni missionarie presenti sul territorio. Fra loro anche le Suore della Carità della Terra dei Cedri.
Al Buongiorno, pronunciato in arabo, Leone XIV ha fatto seguire la sua gratitudine e la sua gioia per l’incontro, definendo la Chiesa in Libano «icona» delle parole evangeliche del viaggio. Il Papa ha citato il messaggio del predecessore Giovanni Paolo II, ricordando l’affermazione: «voi siete responsabili della speranza», e ne ha ripreso anche l’invito a creare un clima fraterno nei luoghi del vivere e del lavorare, a dare fiducia con realismo e ad essere creativi perché trionfino la forza del perdono e la misericordia, senza ingenuità e senza paura.