Le Tre T – Tierra, Techo, Trabajo – terra, tetto, lavoro sono i diritti fondamentali negati a una moltitudine di uomini, donne, famiglie, bambini in situazione di grave precarietà abitativa, lavorativa, e di grave marginalità sociale e culturale – venditori e venditrici ambulanti, straccivendoli e rigattieri, artigiani di strada, parcheggiatori e lavavetri, lavoratori a giornata, collaboratrici e collaboratori domestici, badanti, abitanti di baraccopoli o di case occupate, persone che vivono per strada o in alloggi di fortuna, comunità che praticano l’agricoltura di sussistenza, braccianti e lavoratori agricoli stagionali, contadini senza terra… – che in ogni parte del mondo sono reclamati da forme auto-organizzate in rete, chiamate Movimenti Popolari.

Come Suore della Carità, ci sentiamo fortemente interpellate dai contenuti del Discorso che papa Leone ha rivolto ai partecipanti e sui quali torneremo nei prossimi giorni per approfondirli e raccoglierne gli appelli e le sfide.
Il V Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari si è svolto a Roma 22-26 ottobre 2025 e le centinaia di partecipanti hanno celebrato il Giubileo: sono partiti poco dopo mezzogiorno, al termine del pranzo, da Spin Time lab, l’edificio del quartiere romano dell’Esquilino occupato a fini abitativi e sociali da circa 400 persone in emergenza, “casa” di molti Movimenti popolari a Roma.
Diretti verso il Vaticano, hanno preso la metropolitana e, prima di intraprendere questo singolare cammino, si sono preparati con canti e danze. Chitarre, ritmi africani, battiti di mani, applausi, cori: “¡Viva la lucha de los pueblos!”. Una marea di gioia ed entusiasmo ha attraversato le strade intorno al Vaticano durante questa processione dietro un grande striscione che recitava: “Benvenuto V Incontro Mondiale dei Movimenti Popolari. Terra, casa e lavoro”. Alcuni hanno gridato: “I poveri del mondo camminiamo per incontrare Papa Leone!”.
L’atmosfera di festa e, al contempo, di commozione, è proseguita anche all’interno dell’Aula Paolo VI dove si respiravano gioia, speranza ed entusiasmo. Un vero crogiolo di culture riempiva la sala, con conversazioni in diverse lingue che si intrecciavano in armonia.
Tra i presenti c’erano contadini, riciclatori, pescatori, sarte, artigiani, lavoratori umili di ogni parte del mondo, accompagnati da sacerdoti e rappresentanti delle Chiese locali delle loro comunità.