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Napoli – La visita di papa Leone

L’8 maggio 2026, nell’anniversario della sua elezione, Papa Leone XIV è stato in visita a Napoli e a Pompei.   

Parole del Santo Padre prima dell’incontro con i Vescovi, il clero, i religiosi e le religiose

Ciao Napoli! Buongiorno! Sono venuto a Napoli per trovare questo calore che solo Napoli sa offrire! Grazie per questa accoglienza! Grazie! È una benedizione di Dio trovarci insieme, sono molto contento di poter essere qui questo pomeriggio: un tempo molto breve ma molto significativo. E questa prima fermata proprio qui al Duomo, la cattedrale di Napoli, dove voglio anche fare quest’omaggio a San Gennaro, tanto importante per la vostra devozione, la vostra fede!

Saluto Sua Eminenza, tutti voi, grazie per essere qui, pregheremo insieme, chiediamo la Benedizione di Dio su tutti voi, su tutta Napoli. Grazie! Grazie!”

E Napoli ha abbracciato con tutto il suo calore Papa Leone XIV, con una entusiasta partecipazione popolare.  

Anche le Suore della Carità hanno preso parte con fede, gioia, gratitudine, cogliendo la grazia speciale di questa visita nel cuore del Bicentenario della salita al cielo della Fondatrice, che proprio a Napoli ha trascorso anni di carità operosa, di sfide che si presentavano superiori alle forze sia di madre Thouret, sia del piccolo gruppo di suore francesi arrivate a Napoli nel 1810.

Il 24 agosto 1826 a Napoli Regina Coeli, nella pace, Giovanna Antida rendeva la sua generosa anima a Dio, circondata dall’affetto delle sue compagne di avventura: “Quando Dio chiama e lo si ascolta, Egli assicura tutto ciò che è necessario”. 

Segue una testimonianza delle Suore della Carità, presenti a Napoli:

“Ciao Napoli!”: la voce del Papa risuonava commovente all’ingresso del Duomo di Napoli. Continuava: “Sono venuto a Napoli per trovare quel calore che solo Napoli sa offrire!”.

Sì, Napoli ha accolto il Papa con tutta la sua particolarità, con il suo modo unico di vivere la fede… e anche con la pizza e la sfogliatella, che non si trovano da nessun’altra parte come a Napoli.

È stato un momento breve, ma ho potuto percepirlo e viverlo come qualcosa di profondamente significativo.

Eravamo lì, noi Suore della Carità, insieme al popolo napoletano, con nel cuore il sentimento della nostra cara Madre Thouret: “Sono figlia della Chiesa, siatelo con me”. Nel Duomo di Napoli, città dai mille colori, guardando intorno vedevo raccolto lì tutto il mondo: si manifestava la Chiesa universale. Eravamo laici e consacrati, provenienti da tanti Paesi dei quattro continenti; ognuno portava con sé la propria cultura e il carisma a cui appartiene, ma tutti eravamo uniti nella comunione di un unico carisma fondamentale: la Carità di Cristo, dalla quale siamo stati riuniti.

Dalla sua ricca esortazione, due aspetti sono rimasti impressi nel profondo del mio cuore: la cura interiore e la chiamata a incarnare il messaggio evangelico nella pastorale. Questo messaggio mi ha raggiunta profondamente come Suora della Carità che vive la missione in questa città antica, ma sempre in continuo rinnovamento.

Ho percepito l’incoraggiamento di un padre tenero verso i suoi figli: “La cura interiore è cura del nostro cuore, della nostra umanità e delle nostre relazioni”, per poter creare spazio all’incarnazione del messaggio evangelico. Perché solo quando diventiamo “tempio vivente” del Signore possiamo essere veri testimoni della Speranza.

Il Successore di Pietro si è presentato in mezzo a noi come un padre che ama i suoi figli, che non li attira a sé, ma li spinge a uscire da sé stessi per poter incontrare il Risorto, esercitandosi nell’arte della prossimità. Nel momento storico del suo pontificato, con tenerezza paterna ci sussurrava: “Non dimenticate: siete dentro una storia d’amore – quella del Signore per il suo popolo – che è iniziata prima di voi e non finisce con voi; ci siete dentro come tessere uniche e necessarie; ci siete dentro perché, anche nelle fitte trame del buio, possiate accendere una luce”.

E il coro accoglieva il Papa cantando: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. Ed eravamo lì, come presenza della comunità di “Regina Coeli”, in comunione con la Chiesa di Napoli, e sentivamo che davvero stavamo accogliendo il Discepolo di Cristo Risorto.

Papa, ti vogliamo tanto bene!

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