Un cuore assicurato dalle suore, dai numerosi volontari, dalle persone che lo frequentano, da chi lo sostiene…Si tratta di una realtà che non si limita a distribuire cibo – come il nome farebbe immaginare – traducibile con cucina popolare, cucina solidale – è molto di più.

Suor Maria Rita e la volontaria Maryse che lo raccontano.
“L’opera del Fourneau économique è stata creata a Nizza nel 1871 da un filantropo il cui progetto era quello di invitare alcune signore caritatevoli a distribuire pasti ai lavoratori poveri del porto, in uno spirito di carità cristiana.
Nel 1901 le suore della Santa Infanzia di Digne e alcuni cattolici si impegnarono a seguire l’esempio di San Vincenzo de’ Paoli e il Fourneau divenne un’associazione che offriva un pasto caldo ai migranti, ai senzatetto e a tutti coloro che, vivendo in condizioni di precarietà, soffrivano la fame.
Nel corso della sua attività, il Fourneau économique si è adattato e modernizzato e ha saputo affrontare le diverse crisi che ha attraversato la società francese, rimanendo aperto e continuando a servire pasti durante la guerra del 1914-1918, la crisi economica degli anni Trenta, la seconda guerra mondiale, gli eventi del maggio ’68 e ancora recentemente durante la pandemia di COVID 19.
Sempre aperto!
Nel 1993, in seguito alla fusione della comunità religiosa con la congregazione delle Suore della Carità di S. Giovanna Antida, già presente a Nizza nella scuola “Regina Coeli” e inserita in diversi servizi sociali del Comune, ha assunto la missione al Fourneau économique.
Quattro suore vi lavorano e si danno il cambio il lunedì, il martedì, il giovedì e il sabato di ogni settimana.
- Rose-Marie K. ne è la responsabile, in collaborazione con il presidente Philippe M. e un team di gestione delle attività, in collegamento con il nostro capo cuoco: Franck R.
- Questa presenza è arricchita da sr.Maria-Rita S., sr.Chung N. e sr.Rifat A. e da una sessantina di volontari che vengono a garantire le necessità di questo servizio.
Ogni giorno vengono loro affidati diversi compiti: pelare le verdure, preparare i cibi cucinati, apparecchiare la tavola, distribuire il pane, servire i pasti. E il martedì e il giovedì pomeriggio offrire un caffè o una bevanda calda, ma anche uno spazio pulito, una sala lettura, un tavolo per giocare a carte, tranquillità, socializzazione e condivisione alle persone che accogliamo.
Infatti, per ciascuno di loro, cerchiamo di non essere semplici distributori di pasti, ma compagni di viaggio, ai quali chiediamo di collaborare con un euro a pasto o con un buono che devono richiedere ad altre associazioni collegate al Fourneau Economique, perché crediamo che nessuno sia così povero da non poter dare nulla.
Di origini sempre modeste, si tratta di alcune donne e, per la maggior parte, di giovani uomini, senza fissa dimora, senza lavoro, senza documenti, migranti le cui origini più frequenti sono l’Africa (settentrionale o subsahariana) e i paesi dell’Est (Ucraina, Russia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, …) o pensionati con redditi bassi, che in un anno ammontano a più di 20.000 pasti serviti (circa 120 pasti a pranzo al giorno).
Al Fourneau riceviamo anche abiti da donna e da uomo, quindi il servizio del guardaroba è molto apprezzato, soprattutto in inverno. Una volta al mese, una volontaria si occupa anche del Lotto, che fa la gioia di molti perché tutti i partecipanti vincono: cioccolato, marmellata, caffè solubile, caramelle, prodotti per l’igiene, zaini e altro ancora…
Il Fourneau Economique è molto grato a tutti coloro che ci fanno donazioni raccogliendo prodotti invenduti, in natura e in denaro, sia privati, sia comunità parrocchiali cattoliche e protestanti, sia scuole e tutti i benefattori, perché senza questa rete di generosità e solidarietà, l’Associazione non potrebbe rispondere ai bisogni.
Figlia di santa Giovanna Antida «Scopriamo il volto di Gesù Cristo» in ogni persona che viene a cercare un pasto caldo, ma che molto spesso ha sete di un sorriso, di ascolto, di scambio, di tenerezza, di rispetto, di un gesto di attenzione, di una presenza discreta e fraterna.


Testimonianza di una volontaria.
«Mi chiamo Maryse, sono arrivata a Nizza nel mese di marzo e non conoscevo assolutamente nessuno. Ho cercato il Banco Alimentare perché ero solita andarci in passato e lì ho incontrato Cyril che mi ha parlato del Fourneau Economique.
Essendo di natura piuttosto curiosa, mi sono presentata al Fourneau Economique e lì ho scoperto tantissime cose. Lo ammetto, il mio obiettivo principale era quello di incontrare persone, perché intorno a me non conoscevo nessuno. Lì ho scoperto un mondo che mi era sconosciuto. Vengo da una famiglia cattolica, sono stata battezzata, i miei genitori erano molto praticanti, ma io pratico in modo casuale, non regolare. Ho accompagnato mia madre fino alla sua morte e con lei andavo a Messa.
Al Fourneau ho incontrato delle suore e devo ammettere che è stata una vera rivelazione per me, qualcosa di straordinario! Ho scoperto le suore missionarie e per me le missionarie hanno molto significato: sono molto sorridenti, di nazionalità diverse, molto attive, danno molto: è una vera gioia averle incontrate. Imparo molto da loro, dagli altri volontari e dal cuoco Frank. Sono lì solo il giovedì, ma mi trovo bene, mi piace e incontro anche i beneficiari.
Ci si immerge in un mondo che vorremmo ignorare, che non vorremmo necessariamente ascoltare, ma la realtà ci salta agli occhi.
C’è qualcosa che mi ha sensibilizzato e che ho trovato molto commovente: al Fourneau vedo delle signore che vengono a pranzare e ho l’impressione che siano donne con piccole pensioni, ma si vestono come se andassero al ristorante: si ritrovano tra loro, chiacchierano, pranzano in un’atmosfera rilassata e poi, ovviamente, ci sono pasti molto, molto buoni, preparati da un cuoco eccezionale… quindi che FELICITÀ!