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Giovedì 22 Aprile 2010 16:29

In Pakistan - Non sapevo che anche noi fossimo chiamati a compiere “opere buone”

Amici di Giovanna Antida in Pakistan

 

Chi siete?

Siamo giovani e adulti toccati dalla vita e dalla missione delle suore della carità; ciascuno con la sua esperienza, il suo cammino e le sue motivazioni personali per partecipare.

Alcuni sono insegnanti nella scuola delle suore, testimoni dell’amore che loro manifestano quotidianamente verso i poveri. Altri sono catechisti, o semplicemente giovani che cercano di costruire il loro avvenire in un paese pieno di incertezze. Ci sono coppie e singoli … molto diversi fra loro ma tutti con un profondo desiderio di lenire le sofferenze dei poveri e di condividere la luce del vangelo al fine di confortare quei « fratelli cristiani » che la durezza degli uomini ha emarginato o privato dei loro diritti.

Che cosa fate?

Il gruppo si è avviato nel 2007, a Shahdara, alla periferia di Lahore, con incontri di approfondimento sulla vita di Santa Giovanna Antida. Ben presto, vedendo i bisogni degli altri villaggi, i giovani del nostro gruppo hanno cominciato ad accompagnare le suore nel loro servizio pastorale. In un paio d’anni si sono sentiti pronti ad andare da soli. Condividiamo il nostro magro salario per pagare i mezzi di trasporto e raggiungere i poveri nei villaggi più lontani, anche se poi devono farsi prestare i soldi da qualcuno per arrivare alla fine del mese.

In alcuni villaggi hanno avviato dei corsi di alfabetizzazione, in altri fanno catechismo, o tengono incontri di promozione per le donne, o offrono aiuto ai bambini con compiti e lezioni … Ovunque si assicurano che i bambini frequentino la scuola … Se si rendono conto che qualcuno non frequenta ne discutono con la suora ed il gruppo negli incontri mensili. Cercano di approfondire i valori del vangelo vissuti da Giovanna Antida e di trasmetterli ad altri …


Quali riflessioni potete condividere a partire della vostra esperienza?

Dopo cinque anni, il gruppo non è molto numeroso ma abbiamo l’impressione che questo gruppo sia l’inizio di una riflessione (fatta dai laici) sul significato di essere cristiani. Daizy, una giovane del gruppo ci ha detto: «Io non sapevo che anche noi fossimo chiamati a compiere «opere buone», come le suore. Io credevo che andare a messa la domenica facesse di me una buona cristiana. Io non ero ne’ attenta ne’ sensibile alla sofferenza degli altri». Javaid, un altro membro del gruppo ha confidato alla responsabile: «La mia appartenenza al gruppo mi aiuta a fare ciò che ho sempre desiderato, ma non ho mai osato per timore di essere criticato … non avevo la forza di prendere l’iniziativa da solo». Un’altra giovane, Farzana ci ha detto: «Scoprire la spiritualità di Santa Giovanna Antida mi aiuta and andare avanti con serenità e fiducia: penso a quanto ha sofferto … e a come si sia fidata di Dio che non l’ha mai abbandonata … Dio è anche con me nelle mie battaglie quotidiane».

Il nostro gruppo sente la necessità di accogliere nuovi membri per condividere l’esperienza di riconoscere Gesù in ogni essere umano e in particolare in chi soffre, cercando di lenire la sofferenza in questo paese in cui il rischio di indurire il cuore e divenire indifferenti alla sofferenza altrui è un rischio costante.

Last modified on Sabato 27 Giugno 2015 22:21
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m.jacqueline@suoredellacarita.org

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