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Lunedì 22 Giugno 2015 20:37

AFRICA “Laudato sii”: richiesta di giustizia

22 giugno 2015 - Intervista. “L’Africa vuole giustizia e ora, forte delle parole del Papa, chiede che il debito ecologico contratto dalle nazioni industrializzate venga saldato”: il vescovo anglicano Geoff Davies è direttore del Southern Africa Faith Communities’ Environment Institute, organizzazione ambientalista interreligiosa nata nel 2006 dalla collaborazione tra rappresentanti delle Chiese, dell’Islam, del mondo ebraico e delle comunità buddiste, indù e quacchere. Per la MISNA commenta “Laudato si’, sulla cura della casa comune”, la seconda enciclica di Francesco, pubblicata giovedì scorso.

Reverendo, uno dei temi centrali dell’enciclica è la denuncia dell’“inequità planetaria” e del “debito ecologico” contratto dai paesi ricchi nei confronti del Sud del mondo…

“Mi faccia dire subito una cosa: sono grato al Papa per l’enciclica. Era da tanto tempo che aspettavamo queste parole. Nel documento sono affrontati tutti i temi decisivi: la povertà, l’ambiente, le comunità native. Soprattutto riconosce la dignità dei poveri. In Africa è da tempo che parliamo del ‘debito ecologico’ che il mondo ricco ha contratto in particolare nei confronti del continente. Da secoli l’Occidente sfrutta i popoli africani. Adesso lo fa attraverso l’industria estrattiva, con le miniere di uranio, rame, ferro, a dispetto dell’impatto che questi progetti hanno sull’ambiente e le comunità locali. I paesi ricchi realizzano enormi guadagni approfittando della fame di lavoro degli africani. E nel continente scaricano i rifiuti più pericolosi”.

Che cosa chiede oggi l’Africa?

“Che sia fatta giustizia. Il Nord industrializzato causa i cambiamenti climatici mentre il nostro continente ne paga le conseguenze. Secondo gli esperti, un aumento della temperatura globale di due gradi centigradi è destinato a tradursi in alcune zone dell’Africa in incrementi di quattro o cinque gradi. Ampie regioni del continente rischiano di diventare improduttive per l’agricoltura, prive di risorse idriche e disabitate”.

Quali sono le ricette offerte dal Papa?

“Francesco afferma che la giustizia va cercata per tutti e non solo per i popoli dei paesi ricchi. Per noi africani vuol dire chiedere subito il sostegno tecnico e finanziario del Nord industrializzato: solo così il continente potrà passare dall’era dei combustibili fossili a quella dell’energia verde e delle rinnovabili. Pochi chilometri quadrati di Sahara possono coprire il fabbisogno mondiale di elettricità e farci vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici. I paesi ricchi devono prendere atto del loro debito ecologico, contribuendo alla sicurezza, all’istruzione e alla difesa del pianeta. Solo così in Africa potremmo smettere di distruggere i boschi per procurarci carbone di legna!”

Nella “Laudato si’” si sottolinea che “non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale”…

“L’idea fondamentale che attraversa l’enciclica è che tutto si tiene insieme: siamo un solo pianeta, nel quale tutte le forme di vita sono interconnesse e dipendenti le une dalle altre. La crisi, d’altra parte, oltre che sociale e ambientale è economica. Come utilizziamo i soldi è fondamentale. E oggi nel mondo ci si comporta come se il denaro fosse più importante della vita. Lo conferma, drammaticamente, il fenomeno della tratta degli esseri umani”.

Alla presentazione dell’enciclica ha preso parte un rappresentante di Bartolomeo I, il patriarca di Costantinopoli. Quanto è importante la dimensione ecumenica?

“Costituisce una delle caratteristiche essenziali del documento, che parla davvero a tutti, non solo alle Chiese ma alle religioni del mondo. E si capisce: immagini un elefante che entri d’improvviso in un ufficio: tutti cercherebbero un modo per tenerlo a bada, per impedire che distrugga e faccia del male. Lo stesso deve accadere oggi con i cambiamenti climatici: non possiamo guardare da un’altra parte, dobbiamo affrontare l’emergenza tutti insieme. Il Papa dice proprio questo e io, allora, prego perché i popoli e i dirigenti politici del mondo ascoltino le sue parole”. [VG] © 2015 MISNA

Last modified on Giovedì 25 Giugno 2015 17:48
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