joomla templates

Giovedì, 08 Ottobre 2015 21:13

INDIA Lotta ai mercanti di esseri umani

8 ottobre 2015 - L'India cerca nuovi partner nella lotta al traffico di esseri umani e, dopo avere incassato un importante accordo con il Bangladesh, cerca ora una convergenza con Nepal e Emirati arabi uniti. Questi ultimi anche per garantire il rimpatrio delle vittime dei trafficanti.

Oggi, durante la Conferenza nazionale sull'impegno contro il traffico di esseri umani, il segretario aggiunto del ministero dell'Interno Kumar Alok, ha confermato la firma del patto con il Bangladesh lo scorso giugno e la volontà di New Delhi di arrivare presto a simili iniziative con altri paesi, tra cui Nepal e diversi paesi del Golfo, a partire dagli Emirati.

L'India è insieme paese di accoglienza e di espatrio per una tratta che ha nell'Asia meridionale il secondo centro continentale dopo il Sud-Est asiatico.

Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per la droga e il crimine (Unodc), sono 150.000 gli individui individuati come oggetto di traffico nella regione ogni anno, ma il numero reale è assai più elevato.

Sono in particolare donne, convinte da procacciatori a lasciare le aree più povere per cercare un impiego e migliori condizioni di vita ma che finiscono sovente per essere costrette al matrimonio, utilizzate per il lavoro schiavo, nella prostituzione o nel lavoro domestico. In parte, e a esse si aggiungono anche donne indiane, sono dirottare nei paesi che si affacciano sul Golfo Persico.

Un fenomeno in crescita, se, come comunicato dall'Ufficio nazionale di statistica criminale, i casi denunciati e perseguiti di traffico di esseri umani sono saliti dal 3.940 nel 2013 a 5.466 nel 2014. (Misna)

[CO]

Pubblicato in News
Giovedì, 27 Agosto 2015 20:00

INDIA Censimento sulle religioni

27 agosto 2015 - Crescono i musulmani, cristiani stabili, la popolazione indù scende sotto l'80%. Sono stati rilasciati gli ultimi dati del censimento 2011 riguardanti i gruppi religiosi. I dati, già pronti nel 2014, erano sati bloccati dal governo di allora per evitare strumentalizzazioni prima delle elezioni generali. I dati mostrano un calo del 0,7% nella popolazione indù e una crescita del 0,8% nella comunità musulmana. Senza significative variazione i dati della comunità cristiana, mentre quella sikh e buddista segnano un leggero calo. Gli indù costituiscono oggi il 79,8% del totale della popolazione, calcolata ad oltre 1 miliardo e 210 milioni: i musulmani sono il 14,2%, i cristiani il 2,3%, i sikh 1,7% e i buddisti 0,7%.

Il tasso di crescita della popolazione nel decennio 2001-2011 è stato del 17,7%. Il tasso di crescita della popolazione delle diverse comunità religiose nello stesso periodo è stato di 16,8% per gli indù, del 24,6% per i musulmani ( è registrata in particolare una forte crescita nell’Assan e nel Bengala Occidentale, probabilmente collegata alla migrazione dal Bangladesh ), del 15,5% per i cristiani, dell’’8,4% per i sikh e del 6,1% per la comunità buddista.

Anche se la quota della popolazione musulmana è aumentata, il loro tasso di crescita in questo ultimo decennio è in forte calo. Il tasso di crescita ha rallentato in tutte le comunità, il che suggerisce una tendenza alla stabilizzazione per i tassi di fertilità che coinvolge tutti i gruppi, dovuta ai rapidi cambiamenti economici, sociali e culturali in atto nel paese. Purtroppo i dati del censimento non forniscono ulteriori particolari sullo stato socio-economico delle varie comunità, come, per esempio, l’alfabetizzazione, la partecipazione al lavoro e la distribuzione delle ricchezze. (Misna)

Pubblicato in News

22 agosto 2015 - Secondo un sondaggio condotto dal Bharatiya Muslim Mahila Andolan (Bmma), un movimento per i diritti delle donne musulmane in India, il 92,1% delle donne musulmane vorrebbe che il "divorzio verbale" ovvero il "triplo talaq" (pronunciare tre volte la parola 'talaq' all'indirizzo della donna equivale a 'formalizzare' il divorzio, ndr) e la poligamia fossero vietati.

I risultati, secondo fonti della stampa indiana, sono arrivati in un momento in cui nella comunità musulmana le preoccupazioni e i litigi sono aumentati per la crescente pratica di dare il “talaq" verbalmente attraverso i nuovi mezzi di comunicazione come Skype, messaggi, e-mail e WhatsApp. Le tensioni sulla questione del divorzio verbale sono evidenti nel fatto che l’88,5% delle donne intervistate vogliono anche un'azione contro i chierici musulmani che, su pagamento, inviano le comunicazioni. In vista di un divorzio, il 93% delle donne sarebbe infatti a favore di un arbitrato vincolante.

Secondo la ricerca, condotta in 10 Stati tra cui il Bengala Occidentale, Maharashtra, Bihar e Jharkhand intervistando circa 5.000 donne, il 91,7% si è espresso contro la poligamia dicendo che a un uomo musulmano non dovrebbe essere consentito di avere un'altra moglie fino a quando sussiste il primo matrimonio. Tuttavia, una buona maggioranza, l’83,3% delle donne musulmane è a favore del diritto coranico riguardante la famiglia e, su questa base, vorrebbero una legge elaborata e codificata per risolvere questioni come l’età del matrimonio, il divorzio, la poligamia, la crescita e la custodia dei figli. (Misna)

Pubblicato in News
Giovedì, 06 Agosto 2015 17:56

INDIA Bambini lavorano nei campi di cotone

4 agosto 2015 – Continua a crescere il numero dei bambini che lavorano in condizioni rischiose nei campi di cotone. Secondo uno studio pubblicato dal Comitato Indio olandese e dalla Stop Child Labour Coalition, un ente privato, in India si tratta di 200 mila minori di 14 anni, età minima legale per lavorare nel Paese asiatico.

Si prevede che quest’anno il Paese diventerà il principale produttore di cotone nel mondo. L’India, che è uno dei primi esportatori di questa materia prima, si aspetta di produrre 6,63 milioni di tonnellate del materiale. Impegnati nei campi sono circa mezzo milione di bambini, inclusi anche quelli che legalmente possono lavorare, nella fascia di età compresa tra 14 e 18 anni. Quelli con meno di 14 anni costituiscono il 25% dei lavoratori, mentre il 35% hanno tra 14 e 18 anni.

E’ impressionante il fatto che il numero di bambini impegnati nella lavorazione del cotone in India sia aumentato fino a 100 mila in più rispetto al 2010, hanno dichiarato nello studio, nel quale si legge anche che le condizioni nei campi continuano ad essere molto a rischio e i piccoli sono sfruttati. (AP) (4/8/2015 Agenzia Fides)

Pubblicato in News
Domenica, 26 Luglio 2015 23:41

INDIA Anno della vita consacrata

27 luglio 2015 - “Rendere onore a Dio attraverso la preghiera comune. “Quando ci raccogliamo come comunità durante la preghiera, noi incontriamo il Signore Gesù Cristo in comunione con lo Spirito Santo, che trascende tutte le affinità umane, razziali, culturali e sociali per formare un'unica famiglia unita nel Signore, che rende gloria a Dio e sperimenta la santificazione delle nostre vite”. Con queste parole p. Joji Reddy, francescano, ha aperto l’incontro organizzato la scorsa settimana all’Andhra Loyola College di Vijayawada, nello Stato indiano dell'Andhra Pradesh. L’occasione è stata una giornata di catechesi sul rinnovamento liturgico. La Conference of Religious India (Cri) della diocesi di Vijayawada ha organizzato l’incontro, che rientra nelle iniziative per l’Anno della vita consacrata. Vi hanno partecipato oltre 100 religiosi e religiose.

La giornata risponde all’invito della Conferenza episcopale indiana (Cbci) per rinnovare la partecipazione liturgica. P. Reddy, salesiano, ha esortato i presenti a sperimentare la presenza redentrice di Cristo nel raccoglimento e nella preghiera. “Lo scopo della liturgia - afferma - è rendere gloria e onore a Dio attraverso la preghiera comune, consolidare la fede nelle persone, insegnare ai fedeli il significato del messaggio di Cristo attraverso i santi misteri”.

P. Showraiah, benedettino, ha celebrato la Santa Messa all’inizio dell’assemblea. Egli ha invitato i religiosi ad avere compassione per le persone che essi incontrano nel loro ministero, così come Gesù ha fatto. Citando il Vangelo del giorno, egli ha ricordato che la misericordia e la compassione sono le vere caratteristiche del Buon Pastore. Perciò ha invitato i religiosi a seguire l’esempio di Cristo e prendersi cura dei vicini, ad avere “a cuore il bene delle persone che ci circondano”. 

Suor Benigna, presidente locale della Cri, ha parlato della musica e del canto all’interno della liturgia. La suora ha spiegato come “la tradizione musicale della Chiesa universale deve essere una parte necessaria e integrale della preghiera solenne”. Attraverso la preghiera cantata - ha detto - “la liturgia si esprime in un modo più affascinante, il mistero della preghiera con la sua natura gerarchica e comunitaria si mostra in maniera più aperta. L’unione dei cuori si raggiunge più in profondità attraverso l’unione delle voci. Le menti si innalzano con più facilità alle cose celesti tramite la bellezza dei riti sacri e l’intera celebrazione prefigura con più chiarezza la liturgia celeste che viene celebrata nella santa Gerusalemme del cielo”. 

Suor Benigna ha poi insistito sull’urgenza di diventare musicisti e cantanti esperti, in modo da servire la liturgia, perchè è questa che ci coinvolge nel mistero pasquale, facendoci partecipi del Cristo sofferente, della sua morte e resurrezione. 

Infine l’assemblea ha reso omaggio a Benedetto XVI, papa emerito, che ha ricevuto due lauree a Honoris Causa per il suo grande rispetto nei confronti delle tradizioni musicali della Chiesa e per la sua sensibilità verso la musica religiosa. (Asianews)

*Missionaria dell'Immacolata, Congregazione femminile associata al Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime)

Pubblicato in News

24 marzo 2015 – In segno di protesta contro le violenze sui cristiani, chiediamo la chiusura delle scuole dell'arcidiocesi di Mumbai il 25 marzo, per protestare verso gli attacchi contro istituzioni cristiane”: lo affermano i cattolici dello stato di Maharashtra, dopo l'ultimo episodio in cui la chiesa cattolica di San Giorgio è stata presa di mira da ignoti e la statua del Santo è stata danneggiata. Nella nota inviata a Fides da una piattaforma di associazioni, come “Catholic Secular Forum”, “Maharashtra Christian Youth Forum”, “Association of Concerned Catholics” e altre, si afferma: “Le comunità cristiane vengono attaccate da quando il partito Baratiya Janata Party è salito al potere. La statua del Santo è stata danneggiata e la polizia non è stata in grado di trovare i colpevoli. Abbiamo presentato un documento al Consiglio diocesano per l’Istruzione chiedendo che tutti gli istituti scolastici cattolici restino chiusi il 25 marzo per inviare un messaggio forte alla politica”.

Joseph Dias, rappresentante del CSF, incontrerà i rappresentanti della Conferenza episcopale dell’India (CBCI) inoltrando la richiesta che il “serrate” sia esteso a tutta la nazione. Le Ong ritengono che, nonostante le rassicurazioni dei Ministri, a tutti i livelli, gli attacchi contro le comunità cristiane continuino, dando l'impressione che “ai fondamentalisti venga dato il via libera”. La piattaforma di Ong ha invitato il Primo ministro del Maharashtra, ad aumentare la sicurezza dei luoghi di culto in quanto “sembra che ci sia un piano sinistro per disturbare il tessuto laico e pluralista dello stato”. (PA) (Agenzia Fides 24/3/2015)

Pubblicato in News

12 marzo 2015 – La Polizia di Delhi apre una pagina Facebook per accogliere e prendere in considerazione le rimostranze dei cittadini cristiani in materia di sicurezza e ordine pubblico. Il provvedimento è stato approvato dopo gli attacchi avvenuti negli ultimi mesi contro chiese e istituzioni cristiane in città.

Nella nuova pagina Facebook, intitolata “Delhi Police Minority Brethren”, la Polizia scrive: “Fratelli e sorelle cristiani, questa pagina è stata progettata dalla Polizia di Delhi per dare al popolo cristiano a Delhi la possibilità di segnalare questioni relative all'ordine pubblico a Delhi, con particolare riferimento alla sicurezza delle chiese e delle istituzioni educative”. Un funzionario è stato incaricato di seguire, in particolare, i problemi delle comunità di minoranza.

Il mese scorso, il Primo ministro Narendra Modi, dopo la lunga scia di episodi, aveva detto che il suo governo non permetterà a qualsiasi gruppo religioso di “incitare all'odio o di compiere violenza religiosa”. (PA) (Agenzia Fides 12/3/2015)

Pubblicato in News

14 febbraio 2015 - "La situazione della libertà di espressione e di pensiero peggiora di giorno in giorno. E la cosa peggiore è che i responsabili di questo peggioramento sono le forze di sicurezza e le istituzioni accademiche indiane, che invece dovrebbero proteggerla. Le pressioni del governo, che vuole 'indianizzare' anche l'istruzione, sono divenute insostenibili". È la denuncia fatta ad AsiaNews da Arun Ferreira, attivista per i diritti di dalit e tribali, a cui è stato impedito di presentare il proprio libro in una università di Mumbai.

Imprigionato per quattro anni con false accuse, dal 2007 al 2011, egli stesso è stato più volte vittima di torture in carcere. Liberato e prosciolto da tutte le pendenze, ha scritto un libro - "Colours of Cage" - in cui racconta la storia di un detenuto condannato all'ergastolo che ha passato diversi decenni in carcere.

Il testo è una denuncia del sistema carcerario, di quello giudiziario e in generale del clima di intolleranza politica dell'India contemporanea. Attraverso la storia di un ergastolano musulmano conosciuto in carcere, Ferreira sottolinea anche le discriminazioni che subiscono le minoranze religiose e la violenza ideologica non solo delle guardie, ma anche degli altri detenuti. Tutti temi, sottolinea ad AsiaNews, "poco graditi all'attuale governo".

Invitato dal Tata Institute of Social Sciences di Mumbai a presentare il libro nel pomeriggio dell'11 febbraio scorso, Ferreira è stato avvertito all'ultimo della cancellazione dell'evento. Gli studenti che lo avevano contattato gli hanno spiegato che la polizia, entrata nel campus in mattinata, aveva dichiarato che l'attivista "è sotto inchiesta con l'accusa di essere un maoista" e che quindi non poteva parlare in pubblico. Accuse, sottolinea l'uomo, "del tutto false".

Quanto accaduto, riprende, "non è purtroppo un caso isolato. Rettori e direttori di varie istituzioni accademiche prestigiose, in tutta la nazione, subiscono pressioni dal governo che vuole una linea totalitaria nell'istruzione e nell'educazione. Nella loro agenda, l'omologazione del pensiero a senso unico, indù e nazionalista, è molto importante".

La Chiesa cattolica è in prima linea per cercare di frenare questa deriva. Le istituzioni educative cattoliche sono fra le migliori di tutto il Paese, e nonostante siano una piccola minoranza i cattolici gestiscono un numero enorme di scuole. Sul tema è intervenuto anche il noto attivista John Dayal, membro del National Integration Council ed ex presidente dell'All India Catholic Union, che parlando con AsiaNews ha invitato la popolazione a "non cedere l'istruzione ai fondamentalisti indù". (NC, Asianews)

Pubblicato in News

31 dicembre 2014  - L’arcivescovo di Goa, monsignor Filipe Nery Ferrao, in un appello ai leader politici, ha chiesto di prendere provvedimenti nei confronti di segni che sono “ motivo di grave preoccupazione” per proteggere le persone di tutte le fedi. Rivolgendosi a un gruppo selezionato di invitati durante una funzione di ricezione per le feste del Natale presso il palazzo vescovile di Panaji, monsignor Ferrao ha detto che le persone dovrebbero essere viste come “persone” e non semplicemente come “religione”. Allo stesso tempo, egli ha espresso preoccupazione per le relazioni “non così buone” tra la Chiesa indiana e alcuni stati del paese, ad esclusione Goa. “ In tempi recenti, tuttavia, stiamo osservando alcuni segni che stanno causando grande preoccupazione, in particolare per le minoranze e che minacciano di abbattere la fibra della nostra nazione. Uno dei peggiori nemici interni di una nazione è la discordia tra gruppi. Può disintegrare una nazione “, ha aggiunto monsignor Ferrao.

“Ogni volta che gli esseri umani sono degradati, Dio viene insultato. Dobbiamo vedere tutti come persone e non come una religione”, ha detto, senza elaborare. Nel suo breve discorso, l’Arcivescovo ha affermato che non ci dovrebbero essere discriminazioni di persone su qualsiasi motivo e che la Chiesa continuerà la sua “missione di liberazione”. Definendo il comunitarismo “Hydra” (un serpente dalle molte teste della mitologia greca), l’arcivescovo ha auspicato che “i nostri leader politici, nei diversi stati locali e a livello nazionale, si impegnino a creare un ambiente in cui ognuno è rispettato e protetto a prescindere da affiliazioni o differenze sociali, culturali o religiose”.  [PL] © 2014 MISNA

Pubblicato in News

13 dicembre 2014 – I cattolici: “Chiediamo al Primo ministro, Narendra Modi, di guardare con attenzione ai gruppi estremisti indù e di fermare l’istigazione alla violenza tra comunità”. E’ quanto afferma una nota del “Catholic Secular Forum” (CSF) , una delle organizzazioni della società civile indiana. “I fondamentalisti indù sembrano incoraggiati dal nuovo governo, che sta dando una cattiva immagine dell’India anche all'estero”. 

L’ong segnala con preoccupazione la campagna promossa dal gruppo estremista indù RSS che ha promesso di “riconvertire” – secondo un programma chiamato “Ritorno a casa” – oltre 4.000 famiglie di dalit (fuoricasta) cristiani alla religione indù. Fare questa cerimonia il giorno di Natale, notano i cattolici, è una forte provocazione. “Accettiamo le conversioni da una religione all’altra, ma chiediamo che non avvengano sotto coercizione o attraverso incentivi economici, come è dimostrato faranno i gruppi militanti indù”. Tali “conversioni forzate” tra l’altro, sono proprio quelle che gli attivisti indù stigmatizzano con forza, attribuendole, spesso solo in modo pretestuoso, ai missionari cristiani. 

“In occasione del Natale pregheremo perché tutti i cittadini indiani possano godere della piena libertà di religione. Il pericolo è che le attività promosse da gruppi militanti alimentano la polarizzazione e l’intolleranza nella società indiana” afferma il CSF. Per questo si chiede una forte presa di posizione e un intervento del governo centrale, nell’impegno di “proteggere i diritti umani e delle minoranze”. (PA) (Agenzia Fides)

Pubblicato in News
Pagina 3 di 5
Partout | dans le monde

passpartScoprite la rivista delle Suore della Carità di Santa Giovanna  Antida Thouret: una finestra sulla Congregazione, la Chiesa e il mondo.

Se desiderate conoscere la rivista e ricevere un numero omaggio, potete inviare la vostra richiesta a questo indirizzo e-mail:
m.jacqueline@suoredellacarita.org

www.partoutdanslemonde.it

Pubblicazioni

filo1

Questa rubrica presenta i libri principali che riguardano la storia della Congregazione, la vita di santa Giovanna Antida e delle Sante. E poi Quaderni Spirituali, DVDs, ...libri





leggi

Utility
 Links
filo3
 Contatti
filo3
 Area Riservata
filo3
 Richiesta accesso Area riservata
filo3
 Iscrizione Newsletter
filo3
Segui la diretta streaming
filo3